Accedi Registrati Non ricordi la password? ?  
Registrati gratuitamente la tua agricoltura è online!
Una Mano per i Bambini

Piccoli frutti, buoni e sostenibili

Il parere di Gilberto Molari, vivaista: 'Cultivar adatte a differenziare la produzione, consumatore attratto dalla loro salubrità'

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Tecnica
Piccolifrutti-Lampone-piemonte.jpg

Piccoli frutti, immagine di salubrità e di genuinità
Fonte foto: Agronotizie

I piccoli frutti sono sempre più interessanti agli occhi di agricoltori e operatori del settore. Il loro valore cresce grazie agli aspetti legati alla differenziazione colturale, all’elevata redditività, alla valorizzazione delle aree interne e marginali e alle preferenze dei consumatori sempre più attenti alla salubrità e alle proprietà nutraceutiche. 
Inoltre, si inseriscono perfettamente nell'ottica di un'agricoltura sostenibile e maggiormente attenta alle esigenze dell'ambiente.

 Per approfondire alcuni aspetti legati allo sviluppo dei piccoli frutti, abbiamo intervistato Gilberto Molari dei Vivai Molari e Gatti.

 

Qual è lo sviluppo dei piccoli frutti in Italia?

“Attualmente l'Italia si colloca al 5° posto come produttore mondiale di piccoli frutti dopo la Germania, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna ed il Belgio. Questa crescita è dovuta sicuramente ad un rinnvoato interesse da parte dei consumatori, che ha portato gli agricoltori ad investire su queste cultivar. Anche se il consumo pro capite resta basso.
Il fattore prezzo rappresenta un elemento ancora limitante per il consumatore italiano, che considera i piccoli frutti come un frutto adatto
a particolari circostanze e non un prodotto per tutti i giorni. Ad esso è però associata l'immagine di salubrità e di genuinità, sia per le caratteristiche intrinseche, sia per la compatibilità con i sistemi di lotta integrata e biologica. Da sottolineare che molti produttori che si stanno affacciando ora sul mercato, richiedono piante di berries per impianti piccoli o medio-piccoli, cultivar che offrono il maggior numero di giornate lavorative, così da poter ottenere la qualifica di imprenditore agricolo”.

 

Com’è stata l’ultima campagna vivaistica dei piccoli frutti?

”La stagione vivaistica che si è conclusa da poco è risultata per noi positiva, con oltre 1 milione di piante di piccoli frutti venduti: il lampone con il 65% del fatturato fa la parte da leone.
Abbiamo notato che il produttore italiano non si accontenta più di acquistare semplici piante di frutti di bosco, ma richiede sempre di più cultivar specifiche dall’elevato standard qualitativo e dalle caratteristiche fitosanitarie accertate. Questo crescente interesse verso le nostre piante dimostra che il vivaismo italiano è sano e di elevato valore, merito delle aziende e delle strutture regionali. C'è però ancora molto da fare, soprattutto nei confronti dei vivaisti locali che si affidano a commercianti nord europei, penalizzando così i prodotti nostrani”.

 

Cosa bisogna migliorare nel comparto per pensare ad un ulteriore salto di qualità?

“A quarant’anni dalla comparsa su territorio nazionale, i piccoli frutti rappresentano una sfida per le produzioni future. Bisogna guardare al miglioramento del post-raccolta e della conservazione come obiettivo per la crescita del comparto. Inoltre, è necessaria una produzione più costante nel tempo, che rifornisca il mercato anche nei momenti in cui è alta la richiesta e scarsa è la disponiblità.
Infine, la sperimentazione potrà contribuire all'introduzione di tecniche agronomiche per una migliore gestione della pianta, per ridurre i costi di produzione e per migliorare la qualità dei frutti”
.

 

Vivai Molari e Gatti ha due siti produttivi in Italia: il Centro aziendale e centro serre a Cesena, e il sito produttivo nei pressi di Ravenna, lungo la costa adriatica per sfruttare i terreni sabbiosi della pianura padana (particolarmente adatti a produzioni vivaistiche di alta qualità).

Le maggiori aree di commercializzazione sono il Trentino, l'Alto Veneto, l'Alta Lombardia, il Piemonte, l'Appennino Romagnolo, l'Appennino compreso tra Calabria e Basilicata e le zone montane della Sicilia. Ma Vivai Molari e Gatti esporta il proprio prodotto anche all'estero: i principali Paesi di destinazione sono Germania e Francia. 
"E’ però importante ricordare che le cultivar dei piccoli frutti sono molto esigenti sia in termini produttivi che di commercializzazione - c
onclude Molari - e che necessitano di molte ore di lavoro e di trattamenti adeguati”.

 

Il panorama varietale su cui punta il Vivaio Molari e Gatti è molto ampio: particolarmente interessanti sono Tulameen*, Polka*, Himbo Top® Rafzaqu*Glen Lyon*, Malahat*, Glen Ample* (lamponi), Loch Ness (Rovo), Duke (mirtillo) e Rovada (ribes).

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: innovazione varietale ortofrutta mercati intervista piccoli frutti

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner

Newsletter

L'ultimo numero di AgroNotizie è stato spedito il 22 giugno a 131.876 lettori iscritti: leggilo ora »

* acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità indicate nell'informativa sulla privacy