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Micorrize, dal seme al raccolto

La presenza di micorrize nel terreno, fin dall'inizio del ciclo colturale, conferisce alle piante una serie di importanti benefici che ne moltiplicano salute e produttività

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Grandi vantaggi dalla presenza di micorrize nel terreno
Fonte foto: © Ivano Valmori - AgroNotizie

Collaborare dà sempre buoni frutti. Anche e soprattutto in natura.
Un esempio di tali rapporti vincenti è quello rappresentato dagli scambi virtuosi che vedono legate le piante coltivate e le micorrize, ovvero quelle associazioni simbiotiche che si instaurano tra l’apparato radicale delle colture e alcuni genere-specie di funghi presenti nel terreno.
 
Le radici trasferiscono infatti al fungo delle preziose sostanze nutritive da loro elaborate tramite i processi fotosintetici, assenti nei funghi. In cambio, le micorrize assorbono efficacemente gli elementi minerali dal suolo e li trasferiscono velocemente alle radici.
 
Di estrema importanza anche la possibilità di mobilizzare più efficacemente alcune forme di nutrienti poco assimiliabili, come per esempio fosforo e microelementi.

Alcune particolari consociazioni di microrganismi, accuratamente selezionati e abbinati fra loro, offrono anche spiccata azione biostimolante e antistress, la quale permette di aumentare la resistenza naturale dei semi o delle piante anche nei confronti di alcuni agenti patogeni. Per la loro natura stessa, queste associazioni posso trovare impiego sia in agricoltura biologica sia integrata.
 

Tutti i vantaggi delle micorrize

La presenza di micorrize nella rizosfera favorisce l’assorbimento dei nutrienti, stimolano lo sviluppo delle radici e offrendo un prezioso effetto starter post-germinazione. Il tutto, migliorando in seguito lo stato nutrizionale delle piante.
Ciò conduce all'aumento della resistenza endogena delle piante nei confronti degli stress ambientali, biotici o abiotici, aumentando la produzione e migliorandone i parametri qualitativi.

Possono essere applicati sia tramite concia dei semi, sia nel terreno, anche tramite fertirrigazione, oppure per aspersione tramite normali barre utilizzate per i trattamenti.

Tali prodotti sono formulati come polveri bagnabili e contengono un inoculo di funghi micorrizici come Glomus intraradices e Glomus mosseae. Questi ceppi si caratterizzano per il facile adattamento alla maggior parte degli habitat dove si applicano e per la rapida ed efficace  colonizzazione del sistema radicale delle piante trattate.

I prodotti per la concia biologica sono biostimolanti innovativi appositamente creati per il trattamento dei semi, contenendo consorzi di microrganismi quali Glomus intraradices, Glomus mosseae, Trichoderma atroviride e batteri PGPR. Nei formulati commerciali più avanzati sono abbinati a molecole organiche biologicamente attive, come aminoacidi vegetali e peptidi.

Due le tipologie di formulati a disposizione in tal senso: il primo è specifico per la concia industriale liquida dei semi di cereali e leguminose. Il secondo si presenta invece come polvere, ideale quindi per l’applicazione a secco direttamente sui semi nella tramoggia.

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