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Neve e gelo al Sud, agricoltura in ginocchio

Bruciate le produzioni vernine e le primizie: oltre 120 milioni i danni solo in provincia di Taranto, ma si segnalano pesanti perdite in tutta la Puglia. Gravemente colpite anche Basilicata, Calabria e Sardegna

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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L'assessore all'Agricoltura de Luca Braia, durante un sopralluogo nel metapontino; sullo sfondo una carciofaia bruciata dalla neve e dal ghiaccio
Fonte foto: © Regione Basilicata

Sono al momento incalcolabili i danni causati dall'ondata di maltempo che ha portato neve e gelo straordinari sul Mezzogiorno d'Italia nei giorni scorsi.

Tra il 5 e l’11 gennaio 2017, con un prologo in Sardegna tra il 31 dicembre 2016 ed il 2 gennaio, intense e persistenti nevicate sono state seguite da gelate anche in vaste aree pianeggianti, come il Tavoliere delle Puglie o la Piana di Metaponto in Basilicata. E ora si rischiano ripercussioni a medio e lungo termine sull’economia agraria di vaste aree coltivate del Sud, con danni che per ora, nella sola Puglia, assommano ad oltre 120 milioni di euro, secondo una stima di Coldiretti.

Epicentro della bufera dell’Epifania, della quale per altro si attende un bis, è l’area adriatica e jonica, dalla Puglia alla Basilicata, con danni in estensione anche alla Calabria. Mentre le gelate hanno colpito duramente in Sardegna sin dai primi giorni dell’anno, con danni concentrati sui carciofi. Dove Coldiretti lamenta che molti coltivatori quest'anno non hanno assicurato le colture, a causa dei ritardi nei pagamenti dei rimborsi da parte di Agea.

Puglia, vigneti atterrati dalla neve
In terra di Puglia la neve ha colpito a quote basse il Tavoliere, l’altopiano delle Murge e il Salento.
Danni si segnalano, secondo l’assessorato regionale all’Agricoltura, in tutte e sei le provincie, ma è a Taranto che si inizia a quantificare: qui in soli otto giorni l’isolamento delle stalle in provincia - secondo Coldiretti - ha portato ad un danno stimato di 500mila euro, sia per il calo del 30% della produzione di latte che per l’impossibilità di consegnarlo appena munto ai raccoglitori per il blocco delle strade. 

“I soci ci stanno segnalando situazioni di criticità mai vissute prima – denuncia il presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo – che, oltre ad interessare le stalle a Mottola, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Massafra, sono disastrosi per i comparti agrumicolo e dei vigneti di uva da tavola. Al momento ci sono stati segnalati oltre 350 ettari di vigneto atterrato sotto il peso di neve e ghiaccio con un prudenziale danno stimato per 80 milioni di euro. Gli agricoltori dovranno estirpare e smaltire il vecchio impianto improduttivo, preparare il terreno e realizzare un nuovo impianto completo. Tuttora incalcolabili le ripercussioni della morsa del gelo sugli ortaggi in pieno campo, andati in fumo e ancora coperti da neve e ghiaccio”.

“Altrettanto gravi i danni sugli agrumi – denuncia il direttore di Coldiretti Taranto, Aldo De Sario - con l’azzeramento della produzione di clementine tardive. In provincia di Taranto ammontano ad oltre 30 milioni di euro i danni sugli agrumi, clementine e arance irrimediabilmente rovinati dal gelo e il bilancio è solo provvisorio”.

Drammatica la testimonianza telefonica resa oggi, 12 gennaio 2017, da Gianni Fabbris, coordinatore nazionale di Altragricoltura, ad AgroNotizie: “Non bisogna dimenticare il danno enorme prodotto alle ortive vernine in piena aria. Un caso particolare riguarda i carciofeti di tutta l’area jonica da Taranto a Metaponto in Basilicata: sono coltivazioni da primizia, è stato bruciato il raccolto di gennaio e compromessa la produzione primaverile e sulla prima la perdita è di 40 centesimi al chilogrammo”.
 
Basilicata, gelo a Metaponto
Fabbris ancora riferisce: "Ecco, a Montalbano Jonico (Matera) in zona di Andriace, ci sono decine di serre di pescheti specializzati che sono crollate per la neve".
La telefonata è stata interrotta da altri impegni del coordinatore Fabbris, alle prese con un'altra emergenza: "Ora devo lasciarla, mi chiamano i pastori: hanno gli animali morti".

In Basilicata l’assessore all’agricoltura, Luca Braia, è stato personalmente impegnato in sopralluoghi sin da lunedì 9 gennaio e solo nei giorni scorsi sono stati sbloccati dalla neve alcuni allevamenti del materano, dove erano rimasti imprigionati in uno stato di forte sofferenza più di mille animali. Qui i danni maggiori si concentrano nel metapontino: colpiti gli orti di vernine in piena aria, a cominciare dai carciofi, ma sono in via di documentazione danni anche cavolfiore e fruttifere.

"Abbiamo convocato per lunedì 16 gennaio il tavolo verde con le organizzazioni di categoria per affrontare il tema dell'emergenza neve e delle azioni da intraprendere per il comparto agricolo di Basilicata" ha fatto sapere Braia in un comunicato stampa diramato oggi, 12 gennaio 2017.
Nello stesso comunicato conferma sia la predisposizione del modello per segnalare i danni che la data ultima di consegna documento: il prossimo 30 gennaio.
 
Calabria, danni a tutte le principali colture
“La neve e le temperature estremamente rigide hanno compromesso gravemente settori vitali per l'agricoltura e l'intera economia calabrese, quali l'agrumicoltura, l'ortofrutta e la vitivinicoltura" è scritto in un comunicato stampa di ieri della Regione Calabria.

“Le temperature rigide, tra l'altro, anche durante le ore diurne – prosegue la nota - hanno provocato danni al settore zootecnico e ad alcuni prodotti depositati nei magazzini (ad esempio le Patate Igp della Sila) pronti per la vendita, ma che, avendo subito dei congelamenti, non sono stati più commercializzabili".

La regione ha avviato i controlli per la verifica dei danni. Il presidente della regione con delega all’agricoltura, Mario Oliverio, ha approfittato dell'occasione per sollecitare al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, un intervento per rimuovere da parte di Sgra e Sian tutti gli ostacoli, al fine di velocizzare il pagamento di tutte le pratiche già trasmesse dal Dipartimento Agricoltura, relative ai pagamenti dovuti agli agricoltori calabresi.
"Tutto questo anche con lo scopo di alleviare la situazione di difficoltà determinata dalle calamità naturali di questi ultimi giorni" si sottolinea nella nota.
 
Sardegna, carciofi ko
Dopo la grandinata del 6 novembre 2016 che aveva praticamente distrutto 100 ettari di carciofaie per un danno di circa 1 milione di euro nella valle del Coghinas, le gelate  hanno colpito pesantemente il sud della Sardegna, con perdite stimabili in circa 7–8 milioni di euro, stando alle prime stime di Coldiretti Sardegna.

La patria del carciofo, Samassi, Serramanna, Villasor, Nuraminis, dove si produce circa il 50 per cento del carciofo sardo, ha visto il danneggiamento di circa il 60 per cento del raccolto.
 “Il 2016 si è chiuso male, ma il nuovo anno è cominciato peggio – afferma il presidente della cooperativa Arpos di Sanluri Priamo Picci -. Le notti dal 30 dicembre al 2 gennaio hanno danneggiato le carciofaie, quella dell’Epifania è stata il colpo di grazia che ha compromesso la stagione”.

In Sardegna in molti casi gli agricoltori non potranno neppure usufruire del paracadute assicurativo a causa dei mancati rimborsi. Circa il 65 per cento del costo dell’assicurazione, infatti, viene rimborsato da Agea.

“Fino a quando i rimborsi sono stati puntuali il sistema ha funzionato – spiega il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu - consentendo ai produttori di coprire in banca i prestiti fatti per le assicurazioni. Quando invece Agea ha cominciato a pagare in ritardo o non pagare proprio, il sistema è saltato. In tanti aspettano i rimborsi del 2014 e 2015, qualcuno anche del 2013: per questo quest’anno hanno rinunciato all’assicurazione perchè non potevano indebitarsi ulteriormente”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: ortofrutta viticoltura orticoltura maltempo carciofo L'Italia nella morsa del gelo

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