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Una Mano per i Bambini

La stalla tutta automatica è realtà

Riduzione della manodopera e dei farmaci ed aumento della produzione: guarda la videointervista all'allevatore Fabio Curto dell'azienda agricola Ponte Vecchio a Treviso

Barbara Righini di Barbara Righini

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Fabio Curto: 'L'investimento è stato importante, ma abbiamo usufruito del Psr'

Nessun dubbio per Fabio Curto, la strada da lui imboccata nel 2014 è quella giusta.
Curto, allevatore veneto che con i genitori e i fratelli conduce l'azienda agricola Ponte Vecchio a Vidor (Tv) è stato il primo in Italia rendere completamente robotizzata la sua stalla.

Curto si è dotato di un sistema di alimentazione Lely Vector, di due robot per la mungitura Lely Astronaut e di una allattatrice per vitelli automatica, Lely Calm. La stalla ad oggi si compone di 300 vacche, 130 di queste sono vacche da latte, per la maggior parte di razza Frisona.

La decisione di automatizzare è stata presa da tutta la famiglia in seguito a un evento drammatico: la stalla andò a fuoco e in quel momento si pose il problema di decidere se andare avanti o meno, e in che modo farlo.
"Siamo dunque stati in Olanda per studiare il loro sistema e poi abbiamo imboccato questa strada", ci ha raccontato proprio Fabio Curto. Ogni mucca è ora strettamente controllata ed è quindi in grado di produrre di più, ammalandosi ovviamente meno (con un risparmio dunque anche in farmaci e visite).

Il primo robot ad essere introdotto è stato quello per l'alimentazione: la mandria viene divisa in gruppi e per ogni gruppo è studiato un carro miscelatore diverso. Il bestiame mangia più volte al giorno e sempre alimento fresco, appena miscelato. Attraverso il robot di mungitura invece, per ogni vacca, si hanno sotto controllo stato di salute, ruminazione, calori e qualità del latte.
Tutti i dati vengono raccolti e analizzati in modo da cambiare strategia in caso di necessità. Esiste poi per ogni vacca uno storico da poter consultare. Anche i vitelli sono dotati di collare ed è proprio attraverso un collare e un'antenna che il robot Lely Calm riconosce l'animale e tara di conseguenza la sua alimentazione.

Costi? "L'investimento è stato importante - ci ha detto ancora Fabio Curto - ma abbiamo usufruito del Psr. Sono stati spesi 500mila euro ma prevediamo di recuperare in cinque anni, forse anche prima".
Con la stalla completamente automatizzata la manodopera è stata ridotta da tre unità a una unità e mezzo, ma è solo uno dei vantaggi: "I plus dell'utilizzo della robotizzazione in azienda sono notevoli. Siamo riusciti ad aumentare di volume del 25% (n. capi), ad aumentare di 3 litri la produzione giornaliera per capo, siamo più green, abbiamo diminuito i farmaci. L'azienda è stata decisamente efficientata".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione azienda agricola bovini tecnologie robot

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