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Arancio, il nemico bussa alla porta

Non è stata segnalata in Italia Hlb-Huanglongbing, temibile malattia da quarantena, ma l'allerta rimane. I produttori alle prese anche con aggregazione e innovazione varietale

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Cala la produzione di arancie nel 2017 ma la qualità è ottima
Fonte foto: © jm4t1c - Fotolia

Se il made in Italy avesse un sapore, un ottimo candidato potrebbe essere l'equilibrio tra sapore dolce e acido dell'arancio, fonte importante di vitamine e di sali minerali e tra i simboli più prestigiosi dell'agricoltura italiana.

La stagione 2017-2018 per le arance dolci si preannuncia mediamente in calo, a causa delle alte temperature e della siccità di questa estate. In Sicilia le diminuzioni quantitative sono mediamente del 30%, mentre negli altri areali produttivi (Calabria, Basilicata e Puglia) ci si aspetta un livello produttivo in linea con la normalità. Di contro la qualità dei frutti è alta

Nell’epoca della globalizzazione, al di là dell'aspetto climatico, le coltivazioni di tutto il mondo vengono messe costantemente sotto attacco da diversi insetti e patologie aliene. Negli ultimi anni gli agrumi siciliani sono infatti stati messi in crisi dal virus della Tristeza (Ctv-Citrus Tristeza Virus), contrastato cambiando il portinnesto che tradizionalmente veniva utilizzato. Si è infatti passati dall'arancio amaro all'arancio trifogliato, resistente a questa avversità. Semmai su quest'ultimo si iniziano ad evidenziare infezioni dei viroidi dell'exocortite e della cachexia.
 

Arancio dolce

 

L'Hlb o Greening, sta arrivando

"L’agrumicoltura dell’Europa mediterranea, Italia compresa - spiega Salvatore Davino, professore presso il dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali (Saaf) dell'Università di Palermo -, rischia di scomparire a causa di una malattia chiamata Huanglongbing (Hlb) o Greening, nome di una delle più antiche malattie degli agrumi e nota da oltre un secolo in Cina. Viene associata a batteri del genere Candidatus Liberibacter trasmessi da psille e colpisce tutte le specie e le cultivar di agrumi, a prescindere dal portinnesto, con particolare riferimento ad arancio dolce, limone, pompelmo e mandarino. Quando si presenta nelle piantagioni è un’ecatombe ed al momento non ci sono rimedi per combatterla.
I sintomi su pianta sono: deperimento, foglie gialle e rami secchi. I frutti rimangono piccoli, si deformano, presentano colore verde nella parte stilare e tendono alla cascola".
Molti di questi però sono riconducibili anche ad altre patologie rendendo complicata la diagnosi.

Ad oggi non è presente in Europa, anche se ci sono segnalazioni dell'insetto vettore (nelle isole Canarie, nel'isola di Madeira e in Galizia). E’ però molto diffusa in Asia e Sud Africa e, recentemente, in Brasile (2004) e Florida (2005). 
Il Brasile ha perso oltre 2 milioni di alberi, mentre la Florida negli ultimi dieci anni ha perso l'80% della sua capacità produttiva.

"Due i potenziali insetti vettori: Diaphorina citri e Trioza erytreae - riporta Davino -. Al momento per combatterla c'è solo la prevenzione. Nei paesi in cui questa malattia ed i vettori sono diffusi viene adottata una strategia integrata di lotta che si basa su tre elementi (Bovè, 2012): contenimento delle psille con insetticidi, monitoraggio ed estirpazione degli alberi infetti, uso di piante sane e certificate".

 
Il virus della Tristeza ha creato problemi in Sicilia
(Fonte foto: ©Pixabay)
 

Ecco la situazione produttiva

In base ai dati Faostat del 2014 nel mondo sono state prodotte 72.253.695 tonnellate di arance su una superficie coltivata di 4.007.645 ettari. I primi cinque paesi sono stati Brasile con 16.928.457 tonnellate, Cina con 3.135.931, India con 7.317.610, Stati Uniti con 6.139.826 e Messico con 4.533.428 tonnellate. Il primo Paese europeo è stata la Spagna con 3.494.471 tonnellate mentre l'Italia si è posizionata all'undicesimo posto con 1.668.709 tonnellate.
Dai dati Usda per la campagna 2017 si prevede una produzione mondiale di 49,6 milioni di tonnellate. I principali produttori dovrebbero essere Brasile con oltre 18 milioni, Cina con oltre 6,2 milioni, l'Unione Europea con oltre i 6 milioni, Stai Uniti con quasi 4,9 milioni, Messico con 4,3 milioni ed Egitto con 3 milioni.
"Dopo gli ottimi risultati raggiunti nella scorsa stagione - spiega Paolo Parlapiano, responsabile marketing e commerciale della Parlapiano Fruit e del Consorzio arancia di Ribera Dop non vogliamo attenuare la crescita. Il nostro prodotto è concentrato nella provincia di Ribera, e nei 13 comuni limitrofi, per una superficie complessiva di oltre 6mila ettari e con una produzione di circa 18mila tonnellate. La nostra è l'unica arancia Dop in Italia. Dal nostro punto di vista le previsioni sono buone per quest'anno, in quanto il caldo e la siccità non hanno creato problemi particolari. Siamo infatti riusciti ad irrigare, rispetto ad altre aree, confermando così una produzione nella media".
 
Huanglongbing (Hlb) o Greening è una malattia in forte diffusione
(Fonte foto: ©Hans - Pixabay)
  

Più valore = più competitività 

"Il nostro successo - continua Parlapiano - è anche legato all'attività di comunicazione e di valorizzazione, che ha permesso di aumentare competitività e riconoscibilità. Il successo delle nostre arance è enorme ed ormai sono diventate una normale referenza agrumicola delle principali catene distributive. La sua identità porta fidelizzazione del cliente, che si rende così disponibile a pagarle qualche cosa in più delle altre.
Inoltre il nostro è un produttore felice, capace di percepire mediamente 30-40 centesimi in più al chilo, rispetto a tutti gli altri agrumicoltori. Ad oggi il 90% delle varietà che coltiviamo è rappresentato da Washington Navel e il 10% da Navelina. Per il futuro vogliamo aumentare nell'export, soprattutto nei paesi del nord Europa, che oggi rappresenta il 10% circa".
 
Unione e comunicazione per rinnovare il sistema agrumicolo
(Fonte foto: ©StockSnap - Pixabay)
 
 

Fare squadra e cambio di mentalità, così si vince

L'agrumicoltura italiana se vuole crescere deve fare squadra, affrontando così unita le sfide dell'export e della competizione globale. Senza dimenticare che questo permette d'imporre le proprie esigenze alle istituzioni. C'è quindi necessità di una crescita operativa e culturale della filiera e delle istituzioni. Anche l’etichettatura del prodotto, così come lo è stato per pasta e riso, può rappresentare un vantaggio, in nome della trasparenza nel rapporto con i consumatori.   

Un'altra sfida importante sarà il rinnovo del panorama varietale, puntando alla qualità, alla soddisfazione delle esigenze di mercato (tipologia navel) ed all'ampliamento del calendario di maturazione. Oggi la finestra produttiva va da inizio novembre a metà aprile: è necessario arrivare fino a fine giugno per intercettare nuovi mercati e per non perdere quote di mercato. 

 

Per informazioni sull'arancio (guarda la pagina dedicata all'arancio dolce) e sulle varietà da coltivare è possibile consultare Plantgest.com. Al suo interno approfondimenti sulle novità varietali e tecniche per rimanere sempre aggiornati in pochi minuti. 

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