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Pomodoro da industria, Martina presenta il decreto etichettatura

Il tavolo di filiera ha istituito un gruppo di lavoro ristretto per l'applicazione della tracciabilità sin dalla prossima campagna e Cia porta a casa la trasformazione in Oi dei distretti

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il San Marzano Dop potrebbe diventare bene culturale, i dubbi di Agrinsieme Campania
Fonte foto: © macondos - Fotolia

I palazzi della politica romana negli ultimi giorni si occupano in maniera frenetica del pomodoro da industria: 'in tutte le salse'.

Dall'etichettatura del pomodoro trasformato, per il quale è stato di recente emanato il decreto ministeriale che ne innova profondamente la regolamentazione, alla miglior tutela da assicurare al territorio di produzione del pomodoro pelato per eccellenza: il pomodoro San Marzano dell'Agro sarnese e nocerino Dop, vanta il non invidiabile primato di essere tra i prodotti agroalimentari del made in Italy più taroccati.

Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha ricevuto l'8 novembre 2017 le organizzazioni agricole e degli industriali per presentare il testo del decreto sull'etichettatura.
Nello stesso giorno la Commissione agricoltura della Camera dei deputati ha sentito le organizzazioni agricole in merito al progetto di legge per la tutela del San Marzano e del suo areale produttivo della Campania.

Intanto, Cia mette all'incasso la proposta, fatta propria dal tavolo di filiera, di trasformare i Distretti del pomodoro in Organismi interprofessionali.
Mentre Agrinsieme Campania sulla legge a tutela del San Marzano proposta dal deputato campano Paolo Russo avanza una riserva: la norma potrebbe essere troppo vincolistica.


Pomodoro da industria, verso l'Oi per il Sud

Il ministro Martina dopo l'incontro ha tra l'altro affermato: "E’ stato creato un gruppo di lavoro ristretto che individui strumenti più efficaci per la totale tracciabilità dei prodotti in vista già della prossima campagna di raccolta.
Nelle stessa direzione va anche il decreto interministeriale che abbiamo firmato per introdurre in etichetta l'obbligo di indicazione dell'origine dei derivati del pomodoro. Su questo fronte continueremo il nostro pressing a Bruxelles affinché si arrivi ad una scelta europea.
Questo vuol dire garantire maggiori informazioni ai consumatori e rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma, nella massima trasparenza
".

"Un importante passo in avanti sul fronte della trasparenza e della legalità di una delle filiere agricole più rappresentative del made in Italy". Così Alessandro Mastrocinque, vicepresidente nazionale di Cia -Agricoltori Italiani e numero uno di Cia Campania, ha commentato il decreto interministeriale sull'obbligo di etichettatura d'origine per tutti i derivati del pomodoro presentato nell'ambito del tavolo di filiera al ministero dell'Agricoltura.

Il tavolo ministeriale accoglie inoltre la richiesta di Cia e di Cia Campania in particolare, sulla trasformazione dei Distretti in Organizzazioni interprofessionali con tutte le rappresentanze sia della parte agricola sia delle industrie trasformatrici.
Per la Cia è infatti indispensabile rafforzare le Oi per garantire una più equa distribuzione del valore aggiunto.

"Le Organizzazioni Interprofessionali così strutturate – mette in evidenza Mastrocinque – potranno fare da utile stimolo per un più efficace coordinamento con le Oi del Nord Italia".


Pomodoro San Marzano: una legge di tutela

"In commissione agricoltura della Camera abbiamo compiuto un passo in avanti verso l'approvazione di una legge che indica un percorso di valorizzazione e di tutela di uno dei prodotti di punta del brand Italia".
E' quanto ha dichiarato il deputato della Campania, Paolo Russo a margine delle audizioni dei rappresentanti delle organizzazioni agricole Agrinsieme, Coldiretti, UeCoop e Unci, dei referenti del Consorzio Osservatorio dell'Appennino meridionale e del Consorzio di tutela del pomodoro San Marzano dell'Agro sarnese nocerino Dop, nell'ambito dell'esame della proposta di legge per il riconoscimento del pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino a denominazione di origine protetta e dei siti di relativa produzione quali patrimonio culturale nazionale di cui è primo firmatario.

"Si tratta di un provvedimento - ha sottolineato Russo - che non solo contribuirà a dare il giusto risalto ad un tradizione agricola che ci è propria ma che darà anche un colpo di freno al consumo del suolo".

Rosario Rago, coordinatore di Agrinsieme Campania, rispetto alla proposta che si sta vagliando alla Camera, ha detto: "Abbiamo accolto con favore l'iniziativa legislativa per una normativa nazionale che tuteli la denominazione del pomodoro San Marzano e i suoi areali di produzione.
Come sosteniamo da tempo, sarebbe stato opportuno riconoscere l’areale di produzione della Dop quale patrimonio culturale nazionale, con tutti gli accorgimenti per la tutela della produzione. Solo in questo modo saremo certi della qualità e dell'originalità di questa eccellenza della Campania
".

Rago inoltre ha sottolineato: "Permangono dubbi sulle modalità di attuazione di tale tutela supplementare, poiché durante l'audizione è emerso come il riconoscimento del pomodoro San Marzano come patrimonio culturale, così come disposto nel progetto di legge, fa sì che vada rispettato l'articolo 64 del codice del Patrimonio culturale, il quale prevede, nel caso del riconoscimento dei terreni quale oggetto di tutela, l’imposizione di nuovi vincoli.
Rafforzare il San Marzano va benissimo, ma bisogna evitare di procurare un elemento di negatività mediante l'apposizione di un nuovo vincolo
".

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