La carota ha origini antichissime, ma in Europa la sua coltivazione ad uso domestico ha inizio solo dal Rinascimento. Predilige clima temperato e terreni di pianura, leggeri, fertili e non troppo compatti.

L'Italia è uno dei paesi protagonisti di questa coltivazione, grazie anche alla sua capacità di avere durante tutto l'anno materia prima sempre fresca e di grande qualità. I principali bacini produttivi sono: Chioggia e Ferrara per raccolte in maggio-luglio e nei mesi invernali da ottobre a febbraio, Fiumicino per raccolte tra novembre e gennaio, Avezzano per raccolte da luglio a dicembre e Ragusa per raccolte tra febbraio e maggio.

AgroNotizie ha chiesto a Massimo Pavan, presidente di Pef Srl e vicepresidente del Consorzio Carota novella di Ispica Igp, di spiegarci qual è lo stato di salute del settore della carota in Italia.
"Da un punto di vista commerciale la situazione è buona, soprattutto per la presenza di prezzi molto interessanti e mediamente doppi rispetto al 2016 - fa sapere Pavan - C'è però un lato negativo della medaglia: la causa principale di questo trend è legata alla contrazione produttiva di alcuni areali che ha ridotto in parte l'offerta. Le aree di Chioggia e di Ferrara sono quelle più colpite, dove l'intenso e prolungato caldo estivo ha ridotto le rese produttive del 30-40%. Negli altri areali la situazione è in linea con le produzioni normali"
 

CAROTA

 

"Oggi la tendenza europea - continua Pavan - è quella dell'autosostentamento: produco all'interno del singolo paese per soddisfare le esigenze interne. Per questo motivo l'import e l'export in generale non sono particolarmente presenti. Per l'Italia l'unica vera e propria finestra utile è compresa tra maggio e giugno, periodo nel quale i paesi esteri terminano gli stock di prodotto frigoconservato e non sono ancora pronti per la raccolta del prodotto estivo che va da luglio in poi"
 
L'Igp di Ispica rappresenta una grande opportunità per il territorio
(Fonte foto: © Consorzio Carota novella di Ispica Igp) 


Il futuro è sicuramente roseo visto il trend positivo dei prezzi, l'interesse del mercato ed i costi produttivi abbastanza contenuti. "Credo - prosegue Pavan - che sarà sempre più importante legare la carota al territorio. La creazione degli Igp va in questa direzione. Però tutto questo non basta. C'è bisogno di identificare varietà specifiche per ogni territorio e per ogni destinazione d'uso. Un po' quello che si sta facendo nella patata. Solo così si può creare differenziazione e settorialità. Il tutto supportato da adeguate attività marketing e di comunicazione.   
Questo ha permesso che si potessero aprire più facilmente porte che prima sembravano chiuse. La carota Igp di Ispica ha acquisito sempre più un posto di diritto tra i prodotti di eccellenza ed ha trovato un numero crescente di consumatori disposti ad apprezzarlo, riconoscerlo e richiederlo".


"Il territorio dove viene prodotta è ricco di storia e di natura, di terra e di mare - spiega Pavan - Luoghi baciati dal sole in pianura come in collina, arricchiti da un ambiente generoso ed un mare cristallino. E’ tra le province di Ragusa, Siracusa, Catania e Caltanissetta, nell’estrema punta sud-orientale della Sicilia. Quest'anno la produzione complessiva coperta dal marchio dovrebbe raggiungere i 24 mila quintali circa. Un trend in crescita per la carota novella che è Igp dal 2010 e che in quell'anno produceva 4mila quintali".