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Ticchiolatura del melo, sempre pronta ad attaccare

Alcune informazioni per prevenire questa temibile malattia del melo

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Tecnica
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Melo e ticchiolatura, alcune informazioni
Fonte foto: CReSO - consorzio di ricerca, sperimentazione e divulgazione per l' ortofrutticoltura piemontese

L’annata 2008 è stata certamente molto difficile per quanto riguarda la difesa dalla ticchiolatura. L'intera stagione, infatti, si è caratterizzata per un andamento meteorologico particolarmente favorevole alla malattia e da conseguenti problematiche legate alla gestione ed alla difesa. I lunghi periodi di pioggia hanno portato al dilavamento dei prodotti distribuiti ed alla difficoltà, in molti casi, ad accedere agli impianti per svolgere tempestivamente i trattamenti. Il risultato è stato che molti frutteti, nel corso della stagione, presentavano percentuali d’attacco che variavano da piccole ad elevatissime quantità.

Il successivo inverno ha evidenziato inoltre condizioni climatiche favorevoli alla conservazione ed alla maturazione delle spore di ticchiolatura dell'annata precedente, per cui c’è da aspettarsi un consistente inoculo, già nelle prime fasi della campagna 2009, che potrebbe favorire lo sviluppo di forti infezioni primarie. 'Per questo motivo - come riportato nel bollettino tecnico Iasma Notizie - è importante che i frutticoltori affrontino, fin dall’inizio, la difesa con cura ed attenzione perché anche un leggero attacco precoce potrebbe essere assai pericoloso, specialmente in caso di andamento meteorologico primaverile favorevole alla malattia.'

L'obiettivo primario della campagna di difesa dalla ticchiolatura è quello di arrivare alla fine del periodo dell'infezione primaria con i frutteti esenti, o quasi, da macchie di ticchiolatura. Questa è una condizione indispensabile per il successo nella difesa da questa malattia e consente di semplificare poi la gestione della campagna fino alla raccolta.

 

La strategia di difesa

La strategia d’intervento, che offre le maggiori garanzie di successo ed è ormai consolidata da anni d'esperienza; si basa sull’utilizzo di prodotti ad azione preventiva, posizionati subito prima di eventuali piogge infettanti, e integrati, in caso di necessità, da trattamenti curativi con prodotti ad azione retroattiva, in grado cioè di bloccare l’infezione entro un certo numero di ore dal suo inizio.

La persistenza di un trattamento fatto con prodotti preventivi dipende dall’accrescimento vegetativo e dalla quantità di pioggia caduta dopo il trattamento. La velocità con cui avanza lo sviluppo fogliare delle piante determina i giorni di copertura da attribuire ad un trattamento preventivo: di solito si attribuiscono 4 giorni di copertura (dal momento del trattamento) nelle prime fasi vegetative e fino all’approssimarsi della fioritura, poi 3 giorni nel periodo di maggior crescita fogliare per tornare, di nuovo, a 4 giorni man mano che ci si avvicina alla fine del periodo delle infezioni primarie. Una volta fuori dal periodo delle infezioni primarie, la copertura attribuita ai trattamenti preventivi può variare, in situazioni normali, dalle 2 alle 3 settimane.

Le forti piogge possono ridurre la persistenza e l’efficacia di un trattamento preventivo perché possono dilavare parzialmente o completamente i prodotti impiegati. Di solito si calcola che dopo 30-50 mm di pioggia (secondo il tipo di prodotto) il trattamento sia stato dilavato.

I prodotti preventivi ammessi dal protocollo 2009 per la difesa dalla ticchiolatura sono: prodotti rameici, Dithianon, Dodina, Ditiocarbammati (Mancozeb, Metiram), Captano, Trifloxystrobin (Flint), Pyraclostrobin+Boscalid (Bellis) e Polisolfuro di calcio.

Caratteristiche e strategia d’impiego dei principali prodotti preventivi:

  • Prodotti rameici: Si impiegano prevalentemente nei trattamen- ti precoci di inizio stagione a dosi variabili da 100 a 250 g/hl a seconda del formulato. Dopo quest’epoca, il loro utilizzo è sconsigliato (almeno per le varietà soggette a rugginosità). I prodotti a base di rame, in concomitanza con forti abbassamenti termici e specialmente se miscelati con olio minerale, possono dare pro- blemi di fitotossicità.
  • Dithianon: Rimane uno dei prodotti preventivi più affida- bili e versatili perché impiegabile, senza restrizioni, per tutta la stagione e su tutte le varietà. Inoltre si miscela bene con la maggior parte dei formulati. Va utilizzato a dosaggi variabili dai 30 ai 50 g/hl a seconda del momento d’impiego, delle cadenze adottate nei trattamenti e dell’andamento meteorologico.
  • Dodina: Questo p.a. è un buon preventivo antiticchiolatura, purtroppo la scarsa miscibilità con altri prodotti e il rischio che su Golden Delicious possa avere interferenza sulla rugginosità, ne limitano molto l’impiego. Per i formulati in polvere al 65% di p.a. le dosi d’impiego sono di 80-100 g/hl; per quelli liquidi o Flow, consultare le dosi in etichetta.
  • Ditiocarbammati: I p.a. ammessi dal protocollo 2009 sono Mancozeb e Metiram però possono essere impiegate anche eventuali scorte di Ziram e Propineb presenti in azienda. Thiram (TMTD), invece, è ammesso solo per l’alternaria. Il limite massimo di trattamenti/anno effettuabile, in base al protocollo 2009, con questi prodotti, è stato ridotto da 7 a 5; inoltre è stato inserito il vincolo di concludere gli interventi con ditiocarbammati entro il 15 giugno. Non si consiglia l’utilizzo di ditiocarbammati nei momenti di maggiore pericolosità della malattia perché, in condizioni critiche, la loro efficacia non sempre si è dimostrata soddisfacente.
  • Captano: Ottimo prodotto preventivo. Può essere vantaggiosamente impiegato per la difesa della Golden Delicious nel periodo postfiorale in quanto gli si attribuisce anche una certa azione cosmetica. Può essere utilizzato anche su Gala, Granny Smith, Fuji, Cripps Pink e altre cultivar, mentre su varietà quali Delicious rosse, Renetta Canada, Stayman, Braeburn, fino a giugno inoltrato potrebbe provocare qualche problema di fitotossicità, soprattutto se fatto in miscela con Zolfo. È importante distanziare i trattamenti con Captano di almeno 15 giorni da eventuali interventi con olio minerale. Il protocollo permette, con questo p.a., un numero massimo di 4 trattamenti/anno su Golden DeliciousPinova, Pink Lady, Gala, Jonagold, Elstar, Granny Smith, Fuji, Braeburn e su Red Delicious se inserita come impollinante mentre per le cultivar non comprese in questo elencoi trattamenti consentiti sono solo 2.
  • Strobilurine: I prodotti ammessi dal protocollo sono il Trifloxystrobin (es. Flint) e il Pyraclostrobin + Boscalid (Bellis). Il Kresoxymmethyl (StrobyWG) è ammesso solo ai fini dell’ esaurimento delle giacenze presenti in azienda. Bellis dovrà essere impiegato, preferibilmente, nell’ambito di una strategia congiunta ticchiolatura-alternaria e come prodotto interessante per i trattamenti di pre-raccolta. Flint e Stroby è meglio utilizzarli all’infuori dei periodi più critici per la ticchiolatura. Alle Strobilurine si può attribuire anche una azione collaterale antioidica. Dosi d’impiego: Flint 10-15 g/hl; Stroby WG 10-14 g/hl; Bellis 50-55 g/hl; Il protocollo prevede un numero massimo di 3 trattamenti/anno con Strobilurine.

Interventi curativi

È necessario intervenire con prodotti curativi ogni volta che un'infezione riesce a penetrare nella pianta. Questo può avvenire principalmente quando:

  1. La nuova vegetazione, al momento dell’infezione, non è sufficientemente coperta da un trattamento preventivo fatto in precedenza;
  2. Il fungicida preventivo è stato dilavato;

Dalla partenza vegetativa fino alla fioritura compresa, i prodotti curativi da impiegare sono le Anilinopirimidine (Scala e Chorus). Questi due prodotti hanno una retroattività di circa 72 ore dall’inizio dell’infezione. Hanno inoltre la caratteristica di essere efficaci anche con basse temperature e per questo il loro utilizzo è importante in un periodo come la prefioritura nel quale spesso il fattore limitante per l’azione dei prodotti curativi, sono proprio le basse temperature. In caso di eccezionali ritorni di freddo, l’impiego delle anilinopirimidine può essere “trascinato” fino alla fase di post-fioritura. Il protocollo prevede al massimo 3 interventi allanno con Anilinopirimidine

Dopo la fioritura, per curare le infezioni di ticchiolatura, si impiegano gli IBE (Inibitori dello Sterolo); tra questi il p.a. che offre le maggiori garanzie di successo è il Difenconazolo (Score10 WG; Score 25 EC). Questo p.a. ha una retroattività di 96 ore dall’inizio dell’infezione. Perché il prodotto possa essere assorbito ed esplicare al meglio la sua attività, la temperatura deve essere superiore ai 10-12°C. Il protocollo prevede di poter effettuare complessivamente 6 interventi/anno con IBE (compresi anche quelli fatti per l’oidio). Si consiglia di impiegare i prodotti retroattivi (Anilinopirimidine e IBE) in miscela con un prodotto preventivo di contatto.

 

Resistenza varietale, una necessità

Proprio in funzione di una protezione genetica dalla malattia, negli ultimi anni la ricerca si è sempre di più attivata all'individuazione di varietà resistenti alla ticchiolatura. Molte sono le novità che si affacciano al mercato con questa caratteristica, come dimostrato dai vari vivaisti mondiali e da tutti i ricercatori del settore. 'Le produzioni vivaistiche frutticole e melicole della provincia di Trento - spiega Lorenzo Gretter direttore del COVIFT Consorzio Vivaisti Frutticoli Trentini - sono certificate geneticamente e sanitariamente in modo da garantire, attraverso l’effettuazione dei controlli previsti nel processo di certificazione, gli aspetti genetico-sanitari dei materiali di moltiplicazione prodotti ed immessi in commercio. Inoltre il consorzio dispone la possibilità di distribuire alcune delle varietà resistenti più interessanti al momento ed adatte principalmente a territori di montagna e di collina.'

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Iasma - Istituto agrario S.Michele all'Adige

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