Presentata dopo settimane di attesa a Bruxelles la nuova proposta di regolamento sulla produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici. Tre gli obiettivi principali: mantenere la fiducia dei consumatori, quella dei produttori e facilitare il passaggio degli agricoltori alla produzione biologica.
Cinque le misure previste: rafforzare e armonizzare le norme, rafforzare i controlli basandoli sul rischio; introdurre un sistema di certificazione di gruppo per i piccoli produttori, nuove disposizioni per il commercio internazionale e semplificare la legislazione per ridurre i costi amministrativi.

Una risposta alla crescente domanda di biologico
Secondo stime europee, negli ultimi 10 anni la domanda di prodotti bio nell'Unione europea è quadruplicata mentre la produzione interna è “appena” raddoppiata. Questo vuol dire che a beneficiare dell'aumento dei consumi non sono stati solo i produttori europei, ma anche, per non dire soprattutto, quelli mondiali, che spesso esportano nell'Ue senza veramente rispettare gli alti standard di produzione comunitari.
Un classico esempio è dato dal divieto assoluto – già previsto dall'attuale regolamento n. 834/2007 - di qualsiasi tipo di Organismo geneticamente modificato (Ogm). Le norme in materia di etichettatura degli alimenti consentono agli operatori di vigilare sul rispetto di tale divieto. Impossibile garantire lo stesso divieto per prodotti importati da Paesi extra europei e ad intensa coltivazione Ogm come il Sud America.

Nello specifico, la Commissione europea propone di: rafforzare e armonizzare le norme, sia all’interno dell’Unione europea che riguardo ai prodotti importati, sopprimendo molte delle attuali eccezioni in materia di produzione e controlli; rafforzare i controlli basandoli sul rischio; facilitare il passaggio dei piccoli agricoltori all’agricoltura biologica introducendo la possibilità di aderire a un sistema di certificazione di gruppo; tener conto in modo più adeguato della dimensione internazionale degli scambi di prodotti biologici con l’aggiunta di nuove disposizioni in materia di esportazioni; semplificare la legislazione per ridurre i costi amministrativi a carico degli agricoltori e migliorare la trasparenza.

Cosa cambierà nei controlli
Il sistema basato sulla prevenzione del rischio sarà rafforzato nonostante non ci sarà più l'obbligo di verifica annuale per tutti gli operatori. Questo tramite l'introduzione di un sistema di certificazione di gruppo per piccoli produttori mirato a ridurre i costi di registrazione e controllo nonché la burocrazia generale. Un altro obiettivo è quello di creare network locali, migliorare la qualità dei prodotti e incoraggiare i piccoli produttori a produrre biologico. Al tempo stesso tutti i produttori, senza nessuna eccezione, saranno soggetti ai controlli di qualità.


Da sinistra: il ministro federale austriaco dell’Agricoltura Andrä Rupprechter
e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina     
(© The Council of the European Union)

Il biologico è una priorità per l'Italia
Il ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, è intervenuto lunedì al Consiglio Ue Agricoltura sottolineando le priorità del prossimo semestre di presidenza Ue dell'Italia (inizio il 1 luglio 2014). “È nostra ferma intenzione lavorare sul biologico. Si tratta di un comparto straordinario per il quale siamo al top in europea e nel mondo”. Secondo Martina, la proposta della Commissione è “un passo in avanti sulla promozione del biologico che risponde alle nostre esigenze”.

Previsto un piano d'azione europeo sul biologico
Proprio per aiutare agricoltori, i produttori e i dettaglianti del comparto biologico ad adeguarsi alla proposta di riforma del regolamento, la Commissione ha approvato un piano d’azione che prevede una migliore informazione sulle iniziative in materia di sviluppo rurale e di politica agricola dell’Ue a favore dell’agricoltura biologica, un rafforzamento dei legami tra i progetti di ricerca e innovazione dell’Ue e la produzione biologica nonché incentivi all’uso di alimenti biologici, ad esempio nelle scuole.

I numeri del biologico in Europa
Un'agricoltura miliardaria. Secondo stime Ue, i consumatori dei 28 Paesi Ue hanno acquistato biologico per 20,9 miliardi di euro nel 2012 (19,7 nel 2011) con più di 186.000 aziende agricole che lavorano nel biologico e 9,6 milioni di ettari coltivati (il 5,4 % dell'intero terreno agricolo dell'Ue). Prima di tutto il pascolo (45%), poi cereali (15%) e colture permanenti (13%).
Per quanto riguarda gli allevamenti biologici, la maggior parte è costituita da pollame, poi ovini (46%) e bovini (30%).

Prossimi passi
La proposta di nuovo regolamento, basata su una grande consultazione pubblica lanciata nel 2012, seguirà adesso il consueto iter legislativo europeo con i passaggi formali in Parlamento europeo e Consiglio (nella prossima legislatura 2014-2019).