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La fragola sfida il futuro

Innovazione varietale e tecnologica al centro di rilancio del settore: il resoconto di Strawberry Talks, appuntamento organizzato da Image Line e Crea a Macfrut 2017

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Fragola: il simbolo del Macfrut 2017

La fragola è stata il simbolo del Macfrut 2017, specchio di un'agricoltura che investe nell'innovazione e cerca di fare il salto di qualità. L'11 maggio è stata protagonista del convegno Strawberry Talks organizzato da Image Line e dal Crea - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, con il patrocinio della Soi - Società ortoflorofrutticoltura italiana. L’evento si è svolto nello spazio Agorà di Rimini Fiera ed è stato diviso in due sessioni: al mattino 'Innovazione varietale' e al pomeriggio 'Mercati e consumi'.
 

L'innovazione varietale leva per lo sviluppo

"La fragola in passato ha conosciuto un grande sviluppo in tutta Italia, Romagna in particolare - spiega Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera -. Negli ultimi anni però ha subito un brusco ridimensionamento. Le cause principali? Problemi climatici, l'aumento dei competitor, la scelta delle varietà, la tipologia di coltivazione, la contrazione dei consumi.
Oggi però sta riprendendo vigore, trasformandosi in un'importante opportunità. La Basilicata, per esempio, è rinata con la produzione della fragola. Per questo motivo abbiamo pensato di prenderla a simbolo del Macfrut 2017. La fragola come riscatto di tutto il settore dell'ortofrutta".


"Oggi la fragola vive un momento favorevole - commenta l'esperto Walther Faedi -, grazie anche a quelle realtà che hanno scelto la qualità e la giusta valorizzazione. L'innovazione varietale e tecnologica sono state determinanti in questo percorso".

"Il Crea sulla fragola sta facendo molto -
dice Corrado Lamoglie, dirigente Servizio innovazione e trasferimento tecnologico del Crea -. Per noi è molto importante promuovere l’innovazione ed il sistema della ricerca applicata. Anche le biotecnologie sono molto importanti, anche in questo settore".
 
Cristiano Spadoni, giornalista di AgroNotizie, modera la sessione 'Innovazione varietale'
(Fonte foto: © AgroNotizie)
 

Come si evolve il breeding in Europa?

Due i keynote speaker: Juan Jesus Medina di Ifapa-Huelva ha illustrato le tendenze legate alle varietà adatte agli ambienti mediterranei mentre Bruno Mezzetti dell'Università Politecnica delle Marche ha completato il panorama illustrando il miglioramento genetico per varietà adatte agli ambienti continentali.

"La zona di Huelva, in Spagna, è il principale bacino di produzione di fragole in Europa con circa 6mila ettari - spiega Medina -. Nel 2011 erano 7.515 ettari.
I fragoleti sono costituiti con piante fresche, messe a dimora in ottobre, con varietà a basso fabbisogno in freddo invernale in grado di fruttificare per tutto il periodo invernale e primaverile. Quattro sono le principali varietà che coprono il 70% del volume: Florida Fortuna*, Primoris*, Coral® Rociera*, Rabida*. Il restante 30% è rappresentato da diverse 'partecipazioni'.
Da sempre in Spagna le fragole californiane hanno dominato, ma nel 2016-2017 le varietà costituite da programmi di miglioramento genetico spagnolo hanno acquisito il predominio. I principali parametri su cui ci si è concentrati sono: elevata produzione, resistenza alle malattie, elevato sapore dolce, elevata shelf life e consistenza". 


"Dal 42° al 60° parallelo - spiega Bruno Mezzetti - i principali programmi di breeding europei sono 23, tra pubblici e privati. C'è la tendenza ad estendere sempre di più il calendario di maturazione, puntando al fuori stagione durante il periodo estivo (mentre al Sud si cerca di fare il fuori stagione invernale)".
Ma nei principali Paesi produttori quali sono le varietà più coltivate? Risponde Mezzetti: "In Francia (dove il predominio è del Ciref) le principali varietà sono Charlotte*, Ciflorette*, Darbonne, Marionette. In Germania va forte Renaissance® P90725* dell'Hansa Bred. In Olanda ci sono Flair* e Sunsation* della Flevo Plant e Sonata e Lambada* della Fresh forward international. In Gran Bretagna abbiamo Malling® Centenary*, Elegance*, Vibrant* di Meiosis.
In linea generale si punta alla qualità del prodotto, a frutti di color rosso brillante, consistenti, di lunga shelf life, con elevato Brix ed intenso aroma. Anche in Italia sono presenti importanti programmi di breeding con varietà di grande interesse e diffusione". 

(Video di Barbara Righini - AgroNotizie)
 

Uno sguardo all'Italia

I principali programmi di miglioramento genetico sono sei: due pubblici e quattro privati. 
“L’innovazione varietale è sempre più importante per l'intera filiera: dal produttore al consumatore - ha affermato Gianluca Baruzzi del Crea-Ofa - Le opportunità di business, unite al fermento che si respira in questo contesto in tutto il mondo, stanno portando ad una crescita nel numero di aziende di breeding private.
Il nostro programma punta molto su elevata dolcezza ed aroma intenso, due aspetti che esaltano il sapore. Tra le nostre principali varietà Brilla*, Argentera*, Garda*, Tecla* ed Eva*. Nel futuro? Per il Sud Italia Pircinque*, Jonica*, Pir75.8, Pir79.6, Lam18, Lam85.17, PA109.5; per il Nord Italia Garda, Crapo1 e Crapo4, FC140.13 e FC172.2”


"I nostri attuali cavalli di battaglia ci sono Tea NF633*, Fragolaura NF149* e Olimpya NF638* - spiega Michele Montanari dei Geoplant Vivai -. Fino al 2010 il programma di miglioramento genetico è stato fatto con la Raggi Vivai all'interno della New Fruits. Oggi proseguiamo per la nostra strada. In passato ricordiamo Alba NF311*, Asia NF421*, Roxana NF205* e Syria NF137*. Il prodotto deve essere buono, ma ci vuole anche la giusta produttività per fare reddito".
 
(Video di Barbara Righini - AgroNotizie)

"Sabrosa* è stata per noi un grande successo - spiega Emilio Fuertes, tecnico di Planasa -. Il segreto è racchiuso principalmente nelle sue caratteristiche: ottimo sapore dolce, elevata consistenza, ottima shelf life, ottimo aspetto e perfetto adattamento alle condizioni pedoclimatiche del Sud Italia. Infatti in questo areale è grazie al modo di coltivarla che ha potuto esprimere il massimo potenziale. E' molto rustica e necessità di pochi trattamenti fitosanitari. Il resto l'ha fatto la strategia commerciale e di comunicazione. Sarà difficile avere varietà dopo Sabrosa*. Abbiamo attualmente diverse selezioni molto interessanti che a breve potrebbero arrivare sul mercato".

"Il nostro programma ha radici profonde: inizia nel 1983 - spiega Carmen Leida del Civ di Ferrara -. Tra le nuove principali varietà ci sono: Aprica*, Clery*, Joly*, Sibilla*, Capri*. Ci siamo concentrati su sostenibilità ambientale, produttività e qualità del frutto".    
 
"Melissa* - ha spiegato Nicola Tufaro di Nova Siri Genetics - è nata nel 2010, quindi sette anni fa, ma era stata concepita ben quattro anni prima. E solo nell'ultimo anno sta diventando una realtà sul mercato. Quali i parametri su cui abbiamo lavorato? Il grado Brix, l'aroma, il basso impatto ambientale, un bel colore rosso privo di macchie e la precocità di raccolta (per sfruttare al massimo il mercato). Per noi il futuro si chiama: Margherita*, Charlene* e Marisol*". 

Al termine della prima sessione un panel degustativo di nuove varietà e selezioni, fornite dai costitutori, per far vivere un'esperienza sensoriale ai partecipanti di tutto quello che è stato detto durante il convegno. Prima la teoria e poi la pratica. 
 
Un particolare della degustazione delle nuove varietà e selezioni
(Fonte foto: © AgroNotizie)
 

Mercato e consumi, dove si va?

La seconda parte del convegno, quella pomeridiana, è stata dedicata ai mercati ed ai consumi.
Ivano Valmori di Image Line, direttore di AgroNotizie, ha introdotto i lavori, analizzando insieme a Paolo Bruni del Cso - Centro servizi ortofrutticoli la produzione di fragole in Italia (Guarda i dati nel sito del Cso) e facendo il punto con Corrado La Moglie del Crea il legame tra innovazione varietale e mercato.

"Nel 2017 la fragola è cresciuta: +3% di superfici rispetto al 2016 - spiega Paolo Bruni - Complessivamente gli ettari sono 3.640. Possiamo dire che la fragola è un prodotto in fase di rilancio anche se l’annata 2017 non pare brillante in termini commerciali.
In questo 'scatto' l'innovazione varietale e tecnologica ha sicuramente aiutato. Oggi, soprattutto nei Paesi Nord Europei, il consumo si è ampliato e non si concentra più solo nella primavera, portando ad una sua destagionalizzazione. Negli ultimi dieci anni il consumo di fragola è cresciuto del 24%. Molto è stato fatto ma possiamo fare ancora tanto. Dove c'è ricerca ed innovazione il successo italiano è ancora possibile e la fragola ne è l'esempio"
.
 
Un momento dei 'Strawberry Talks' all'interno del Macfrut 2017
(Fonte foto: ©AgroNotizie)

La Basilicata e il sistema fragola
L’intervento di Luca Braia, assessore all'agricoltura della Regione Basilicata ha evidenziato l’importanza del 'sistema fragola' come prodotto ortofrutticolo esemplare per valorizzare il territorio. "Per creare un modello di successo - spiega Braia - è necessario caratterizzare la propria produzione. E' quanto la Basilicata ha fatto in questi anni. La chiave è stata l'innovazione varietale ed il modo in cui siamo riusciti a gestirla e valorizzarla. Anche l'adattabilità di queste varietà è stata importante, Sabrosa* in primis. Oggi la fragola per noi vale oltre 80 milioni di euro di fatturato per una superificie di circa mille ettari: nel nostro territorio fa reddito e da occupazione, grazie anche al fatto che soddisfa sempre le attese del mercato".
 

Un'altra fase della degustazione delle nuove varietà e selezioni
(Fonte foto: ©AgroNotizie)

 
Idee per il commercio della fragola
"Cosa ne sarà della fragola italiana nel futuro? - domanda Mike Knowles, managing editor of Fruitnet.com and editor of Eurofruit -. Per guardare oltre ha più che mai bisogno di una costante innovazione in termini di varietà, produzione, marketing, commerciali, imballaggio e distribuzione.
C'è spazio all'estero per le fragole italiane? L'Italia è cresiuta del 10% nell'export tra il 2015 al 2016. Il dato singolo però non permette di posizionarsi tra i migliori esportatori mondiali. C'è quindi un ampio margine di crescita. Messico ed Egitto vanno fortissimo raggiungendo rispettivamente il +38% e +33%. E' necessario quindi guardare a quei mercati che potrebbero essere ancora più ricettivi al prodotto italiano. Primo fra tutti la Norvegia che paga molto bene le fragole e per ora non annovera l'Italia tra i Paesi da cui le acquista. Anche la Francia può essere un'opportunità. Ad oggi i principali mercati sono Svizzera e Germania. Se guardiamo all'import l'Italia è settimo al mondo con 73.4 mln di dollari e 34.786 tonnellate (-9% nel 2012-2016 e -6% nel 2015-2016).

 
Mike Knowles di Fruitnet presenta il possibile futuro della fragola
(Fonte foto: © AgroNotizie)

La fragola ha nell'immagine del consumatore una connotazione positiva ed è sicuramente un frutto molto apprezzato. E questo è importante. Un elemento di concorrenza potrebbe arrivare dai Berries (mirtillo e simili) che dal 2012 al 2016 sono cresiuti del 13% raggiungendo 434 mila tonnellate e 2.3 miliardi di dollari di fatturato. Nel 2021 si prevedono oltre 900 mila tonnellate di mirtillo commercializzato. La fragola segna -1% per 860mila tonnellate e 2.3 miliardi di dollari.  

"Il sapore - continua Knowles - rimane l'elemento trainante per stimolare la domanda, lo dice un sondaggio fatto nel febbraio 2017 da Ipsos Omnibus Study per conto di Eurofruit su 3 mila persone in 3 Paesi europei (Gran Bretagna, Francia e Germania). Buona posizione per il prezzo e per il rapporto qualità/prezzo. Cambia però il posizionamento di molti degli altri fattori in base al mercato a cui ci si rivolge.
Da segnalare come l'aspetto biologico in entrambi i casi rimanga nelle retrovie, rimanendo un elemento importante 'solo' in Italia e in parte in Spagna. 
Quanto è interessante la fragola fuori stagione? Tendenzialmente il consumatore europeo vede la fragola fuori stagione come poco saporita. Ma la tendenza della produzione è quella di destagionalizzare questo frutto, producendolo per tutto l'anno. E' quindi necessario ristabilire un giusto equilibrio per ridurre la confusione e migliorarne l'opportunità".

 
Paolo Bruni, presidente di Cso, durante i Strawberry Talks
(Fonte foto: © AgroNotizie) 

Dopo aver approfondito i nuovi trend, in corso a livello europeo, e suggerito "idee fresche" per il commercio europeo della fragola si passa ad Alfonso Bendi di AgroTer Group, che ha illustrato il punto di vista del consumatore. Quali sono le motivazioni di acquisto e i modelli di consumo? Come la distribuzione dispone il prodotto fragola a punto vendita? 

“In Italia la fragola - rileva Alfonso Bendi - è il secondo prodotto per impulso d'acquisto, non programmato. Preceduto solo dal mirtillo. I dati si basano sulla ricerca del Monitor Ortofrutta.
E' inoltre quello che ha la migliore percezione qualitativa. In Italia si rileva una presenza di fragole nazionali superiore rispetto alle aspettative. Contrariamente a quanto molti pensano, dalle nostre analisi condotte nella prima metà di aprile sul territorio italiano è emerso che ben il 50% del campione di negozi nazionali analizzato ha in assortimento solo fragole italiane. La restante parte del campione di negozi referenzia anche fragole spagnole, per il 27%, o solo fragole spagnole, il 23%, di cui però è da notare che il 90% corrisponde ad insegne di discount".
Nel suo intervento Bendi sottolinea anche l'importanza del fattore bio nella scelta del consumatore: l'aspetto biologico è sicuramente un parametro importante per l'acquisto, visto che la fragola è percepita come un frutto ad alto uso di agrofarmaci.
Tra gli elementi che creano confusione, Bendi ha ricordato la frammentazione varietale e la comodità di consumo.
 
Da sinistra: Ivano Valmori, Alfonso Bendi, Pietro Ciardiello, Sergio Sainz e Carmela Suriano
(Fonte foto: © AgroNotizie)
 

Insieme a Bendi ha partecipato al panel Pietro Ciardiello, presidente di Coop Sole, che ha illustrato il punto di vista della produzione italiana. Sergio Sainz, direttore commerciale di Coop Cuna de Platero, Huelva, ha invece illustrato ed approfondito i dati della produzione estera, quella spagnola nello specifico.

"Oggi dei circa 3.600 ettari coltivati in Italia - spiega Ciardiello - oltre 2mila sono al Sud. Questo identifica una certa meridionalizzazione del settore e caratterizza il prodotto in un certo modo: elevata qualità e periodo di raccolta più lungo (l'uso delle piante fresche rispetto alle frigoconservate incide). Al nord infatti le caratteristiche tendono ad essere diverse. L'innovazione è sempre più importante facendoci migliorare anche consistenza del frutto e shelf life, utili a raggiungere nuove opportunità di mercato. Da segnalare anche una sempre maggiore presenza della coltivazione protetta ed una forte riduzione dell'uso della chimica".

"La nostra principale caratteristica è la sostenibilità - spiega Sainz - sia economica che ambientale. Il tutto all'interno di un sistema unico ed omogeneo. Nel 2016 l'area di Huelva ha ridotto, dopo anni di crescita, la propria superficie coltivata. Questo anche per equilibrare l'offerta. Dobbiamo migliorare l'aspetto della comunicazione, che rappresenta elemento sempre più importante: soprattutto verso la qualità e la salubrità, visto anche che il consumatore vuole sempre di più prodotti che lo facciano vivere meglio e di più".  
 
Un esempio di come la comunicazione aiuta a valorizzare la frutta: lo spot di Candonga Fragola Top Quality
(Fonte: © Candonga Fragola Top Quality)
 

Carmela Suriano, di Candonga Top Quality, ha infine sottolineato l’importanza del brand per raggiungere il consumatore e dare forza al prodotto. "Il brand ha contribuito al nostro successo. Sia in termini di comunicazione che di marketing. Il tutto si è trasformato in opportunità e reddito per il produttore e per la filiera. Poi le carattersitiche di Sabrosa*, qualità e aroma, la 'mano' dei produttori lucani e l'ambiente della Basilicata hanno fatto il resto. Grazie alla sua consistenza e conservabilità possiamo mantenere fresco il prodotto fino a 6-7 giorni dopo la raccolta: una finestra decismente importante". 

“Tanti i spunti di riflessione - ha concluso il Ceo di Image Line Ivano Valmori -. Non solo per questo frutto ma anche per tutti i prodotti di eccellenza del made in Italy: come valorizzarli in ambito nazionale e internazionale e come creare sinergie. In questo contesto il digitale gioca un ruolo importantissimo"

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