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Mandorle, la ricchezza della Sicilia

48 mila ettari di superficie, 600.000 quintali di produzione: costituito il coordinamento della filiera per valorizzare la mandorlicoltura siciliana

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Grappoli di mandorle di Avola
Fonte foto: Consorzio della mandorla di Avola

Si è costituito il Coordinamento Regionale delle aziende siciliane della filiera mandorlicola per iniziativa del Consorzio della mandorla di Avola e dell'Associazione mandorla di Agrigento, con il patrocinio dell'Assessorato Regionale delle risorse agricole e alimentari, filiera frutta secca. Il portavoce del coordinamento sarà il direttore del Consorzio della mandorla di Avola, Corrado Bellia.

E' la prima volta nella storia della mandorlicoltura siciliana che si punta a raggruppare le aziende che fanno capo a questo settore, che coinvolge migliaia di addetti tra produttori agricoli, aziende di lavorazione, trasformatori, pasticcerie, industrie dolciarie e di semilavorati .

"La costituzione del coordinamento è una scelta obbligata - sottolinea il portavoce Bellia - per salvare una delle risorse agricole siciliane più aggredite dalla concorrenza straniera che nel giro di due decenni, con prodotti di scarsa qualità, ha di fatto dimezzato la superficie mandorlicola dell'isola".

"Il paradosso – sottolinea il referente della filiera frutta secca della Regione Siciliana, Ignazio Vassallo - è che questo avviene mentre il consumo mondiale della mandorla è in costante crescita, specie nei Paesi emergenti come la Cina e l'India, verso cui gli Usa puntano come mercati ancora da conquistare".

Va ricordato che, nonostante le massicce estirpazioni degli ultimi vent'anni, secondo i dati ufficiali la coltivazione del mandorlo in Sicilia copre ancora 48 mila ettari di territorio, con una produzione di circa 600.000 quintali e una produzione lorda vendibile di 100 milioni di euro (dimezzata nell'ultimo biennio a causa del crollo dei prezzi), rappresentando in molte realtà un vero e proprio presidio di tutela ambientale e del paesaggio in aree non destinabili ad altre coltivazioni.

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"Puntare a difendere e a rilanciare la mandorlicoltura siciliana non è una battaglia romantica - sottolineano i membri del Coordinamento - ma una scelta fortemente motivata dal punto di vista economico, non solo per il valore della produzione lorda vendibile ma anche per il valore economico della produzione dolciaria siciliana e per il considerevole numero degli addetti coinvolti".

Tra le iniziative che saranno portate avanti, il portavoce del coordinamento annuncia la stipula di accordi di filiera con le aziende dolciarie siciliane e la istituzione di un marchio del 'Dolce Tipico Siciliano' per i prodotti realizzati con materie prime dell'Isola, a partire ovviamente dalla mandorla.

"Chiederemo alle istituzioni regionali - conclude Bellia – di porre fine ad una totale disattenzione pluridecennale verso questo settore agricolo e di sostenerci con interventi mirati alla promozione e alla valorizzazione sui mercati nazionali e internazionali della produzione mandorlicola e dolciaria siciliana".

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