Massima disponibilità della Regione Campania a risolvere in modo definitivo il problema dell'infezione da brucellosi che colpisce alcuni allevamenti bufalini della provincia di Caserta, e per la completa riqualificazione di un comparto decisivo della regione. I sindaci delle aree interessate potranno dare un contributo determinante per costruire un clima di fattiva collaborazione e dialogo tra le istituzioni e gli allevatori. È quanto sarebbe emerso nel corso della riunione che si è tenuta il 17 settembre scorso nell'Assessorato Regionale all'Agricoltura, presente, tra gli altri, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e i sindaci dei comuni dell'area cluster d'infezione in provincia di Caserta: Cancello ed Arnone, Carinola, Castel Volturno, Grazzanise e Santa Maria La Fossa.

 

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Ma per gli allevatori bufalini, che non sono stati più ricevuti non è così: "È l'ennesimo colpo a vuoto" recita una lunga nota di Altragricoltura"L'annuncio fatto da ambienti vicini al presidente De Luca dell'incontro di oggi (17 settembre 2022 Ndr) con il Coordinamento degli allevatori a Santa Lucia, è stato utilizzato da De Luca nel tentativo smaccato di evitare la manifestazione degli allevatori che da tempo chiedono l'apertura di un tavolo con la Regione e scongiurare che avvenisse l'incontro fra una delegazione di allevatori e sindaci e il prefetto di Caserta".

 

Regione Campania, i passi avanti

All'incontro di Napoli tenutosi il 17 settembre scorso in Assessorato Agricoltura hanno partecipato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, l'assessore regionale all'Agricoltura Nicola Caputo, il commissario straordinario all'applicazione del Programma di Eradicazione della Brucellosi generale Luigi Cortellessa, il sub commissario, capitano Michele Valentino Chiara, il direttore del Dipartimento di Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria, Paolo Sarnelli, il direttore generale dell'Asl di Caserta, Amedeo Blasotti e i sindaci dell'area cluster d'infezione: Cancello ed Arnone, Carinola, Castel Volturno, Grazzanise e Santa Maria La Fossa). 

 

Secondo un lungo comunicato stampa di Palazzo Santa Lucia, nel corso della riunione sono state comunicate le strategie di contrasto finalizzate a eradicare la brucellosi e la tubercolosi bufalina e sono stati illustrati i risultati conseguiti e gli obiettivi di breve termine fra i quali:

  • il ripopolamento degli allevamenti a seguito di stamping out, che da subito prevede un percorso dedicato e una valutazione delle istanze caso per caso, con l'esecuzione di verifiche sanitarie pubbliche e collegiali atte a constatare l'esistenza dei requisiti di biosicurezza, a prescindere dalla distanza minima di 500 metri da allevamenti in cui sono presenti capi positivi alla brucellosi o tubercolosi;
  • l'abbattimento dei tempi di attesa per ottenere le indennità previste a seguito della macellazione dei capi disposta dalle autorità sanitarie locali, con la creazione di uno sportello unico per la ricezione delle relative istanze in Grazzanise, presso cui gli interessati potranno consegnare, personalmente o a mezzo pec dedicata, la documentazione necessaria;
  • la gestione degli effluenti zootecnici provenienti dagli allevamenti risultati infetti da brucellosi o tubercolosi, attraverso il prelievo presso l'azienda, il trasporto in massima sicurezza sanitaria e il trattamento dei reflui presso i biodigestori del territorio, mediante una procedura che garantisce l'inattivazione dei citati agenti patogeni e la produzione di energia;
  • uno studio, per finalità statistiche, sui capi risultati infetti da Brc o Tbc avviati alla macellazione, con prelievi ematici e successive analisi a cura dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo.

 

Inoltre, l'assessore all'Agricoltura, Caputo, il direttore del Dipartimento di Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria Sarnelli, il direttore generale dell'Asl di Caserta, Blasotti, hanno illustrato tutti gli aspetti di propria competenza e le attività messe in campo dalla Regione per snellire gli oneri burocratici, agevolare l'informazione in favore degli allevatori e pervenire alla risoluzione delle varie criticità, nel rispetto del quadro normativo vigente.

 

Altragricoltura, evitato di affrontare problema analisi

Di parere opposto gli allevatori di Altragricoltura: "De Luca ha sottolineato che, al massimo, sono previste misure marginali e che la Regione garantisce tempi più celeri per i quattro soldi di parziale indennizzo che sono comunque un diritto e non certo una concessione - è scritto in una nota dell'Organizzazione agricola. "Tutto pur di evitare il nodo: il problema non è in quanto tempo arrivano gli indennizzi per gli animali innocenti ammazzati ma è, al contrario, quello di evitare la mattanza inutile attuando prassi che evitino la strage e la chiusura delle imprese". 


Gli allevatori chiedono - come già rilevato da AgroNotizie® - l'applicazione dell'articolo 9 del Regolamento Ue 689/2020, che impone - per individuare gli animali infetti da Brc e Tbc da abbattere - come prime analisi da eseguirsi quelle dirette, di isolamento dei batteri, e solo in seconda istanza le analisi indirette, indicate invece dal Programma della Campania: Gamma Interferon per la tubercolosi, ritenuto molto preciso, e per la brucellosi Sieroagglutinazione rapida (Sar), con una sensibilità e specificità al 98%, e la Fissazione del complemento (Fdc) che arriva al 96%.

 

Questi test indiretti, sono richiamati nella normativa di riferimento, ma solo per dichiarare il sospetto di infezione in un animale ai fini dell'abbattimento o dichiarare, in caso di esito negativo, una stalla indenne; e sono stati invece scelti da Regione Campania in base a principi di dimostrata efficacia sul piano scientifico, economicità e velocità di esecuzione per disporre gli abbattimenti. Su questo appiglio giuridico è stato costruito il ricorso al Tar degli allevatori contro il Piano, ancora in attesa di una risposta.

 

"Ovviamente, ancora una volta, la Regione ha riproposto ai sindaci la sua minestra riscaldata provando ad arruolarli sotto il comando militare di un generale che continua ad essere proposto come quello che dovrebbe risolvere i problemi mentre, in realtà, non ne ha i poteri" afferma Altragricoltura nella sua nota del 17 settembre 2022.

 

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Caputo chiede aiuto alla scienza

Dal canto suo, l'assessore all'Agricoltura Caputo, nella stessa giornata del 17 settembre scorso afferma: "Vogliamo salvaguardare la salute umana ma, nello stesso tempo, abbiamo il dovere di assicurare la massima vicinanza agli allevatori che, ogni giorno, vivono con il rischio di vedersi azzerato il proprio patrimonio zootecnico. Questa è la missione principale che abbiamo condiviso con il presidente De Luca, nel segno della trasparenza e del rigore, ma mai come ora abbiamo bisogno di tutto l'aiuto e il supporto delle autorità scientifiche competenti".

 

L'appello alla comunità scientifica internazionale dell'assessore all'Agricoltura della Regione Campania viene lanciato in occasione della "Brucellosis 2022 International Conference" di Teramo, organizzata dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise.


"Stiamo facendo tutto il possibile, grazie alla collaborazione con il Ministero e con i centri di referenza scientifica, per eradicare definitivamente la brucellosi e restare vicini agli allevatori. Abbiamo già redatto un Piano rigoroso per debellare la brucellosi - continua l'assessore Caputo - e siamo sempre aperti al dialogo costruttivo con allevatori e stakeholder".

 

E ancora: "L'appello è rivolto soprattutto alla verifica dell'efficacia della vaccinazione, della modalità di ripopolamento dopo l'abbattimento totale delle bufale, del rafforzamento dell'autocontrollo all'interno delle aziende, esteso anche ai prelievi di siero, degli esami diagnostici e della possibilità di verificare, successivamente al riscontro di positività, la veridicità degli esami. Ora - conclude Nicola Caputo - aspettiamo risposte definitive e puntuali da parte della comunità scientifica internazionale".

 

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