Pecorino Romano, superati i 10 euro al chilo sui massimi

Il prezzo all'ingrosso sulla piazza di Milano continua ad aumentare, mentre solo il latte ovino consegnato dai pastori alle cooperative di trasformazione vede un lieve ritocco all'insù di circa 2 centesimi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Coldiretti Sardegna è contraria alla modifica del Disciplinare di Produzione che prevede l'ingresso delle razze autoctone tra sette anni

Il Pecorino Romano apre il 2022 all'insegna di un nuovo aumento dell'1% sulla piazza di Milano, mentre si segnala un lievissimo ritocco all'insù per il latte ovino ceduto dai pastori alle cooperative. Sullo sfondo si registra una dura presa di posizione di Coldiretti Sardegna, contraria alla modifica al Disciplinare del tipico formaggio sardo che consente l'ingresso delle razze autoctone solo tra sette anni.


Pecorino Romano supera i 10 euro al chilo sui massimi

La Borsa Merci di Milano ha registrato il 24 gennaio 2022 la stabilità del valore del Pecorino Romano con cinque mesi e oltre di stagionatura sulla precedente seduta del 17 gennaio, essendo stato fissato a 9,80 euro al chilogrammo sui minimi e a 10,10 euro sui massimi, alle condizioni di franco luogo di stagionatura e Iva esclusa. Il 17 gennaio si era invece registrato un aumento di 0,10 euro al chilo rispetto alle precedenti quotazioni del 27 dicembre 2021 e del 3 e 10 gennaio (+1,0%).
Con questo ultimo incremento il prezzo all'ingrosso del Pecorino Romano sulla piazza di Milano risulta aumentato in media di 0,78 euro sul 27 settembre scorso (+8,50 %), quando quotava 9,05-9,30 euro al chilo.

Secondo il Clal, con le quotazioni del 24 gennaio il Pecorino Romano ha raggiunto un prezzo medio mensile su gennaio 2022 di 9,90 euro al chilo, maggiore dello 0,51% del prezzo medio del precedente mese di dicembre e superiore del 24,53% rispetto al prezzo medio di gennaio 2021.


Latte ovino, prezzi quasi fermi

Resta stabile sulla settimana precedente a 0,90 euro al litro il prezzo medio del latte ovino in Sardegna rilevato da Ismea il 21 gennaio scorso, alle condizioni di franco azienda e Iva inclusa. Le quotazioni sono comprese tra un minimo di 0,85 euro al litro e un massimo di 0,95 euro e il prezzo medio coincide con il prezzo prevalente. Tali valori risultano stabili da metà novembre 2021. Solitamente questa tipologia di valori, assegnata con il prezzo prevalente, è quella praticata dall'industria di trasformazione ai pastori.

Il 21 gennaio Ismea registra anche un prezzo del latte ovino all'ovile in Sardegna - a diverse condizioni territoriali e di mercato - che si attesta sugli 0,80 euro sui minimi e 0,95 di massimo, sempre Iva inclusa, e per un prezzo medio - stabile sulla settimana precedente - attestato a 0,87 euro al litro, registrandosi un incremento di 0,02 centesimi sul prezzo medio rispetto alla rilevazione di AgroNotizie del 10 dicembre 2021. Solitamente questa tipologia di prezzo - senza valore prevalente - è quella che si realizza nella contrattazione tra pastori e cooperative di trasformazione e dovrebbe avere un valore più elevato, poiché inclusivo del prezzo di saldo, anche se ai pastori soci parte del prezzo viene in realtà corrisposto come forma di partecipazione agli utili.

Si tratta di prezzi quindi vicini all'euro al litro e di acconto sulla campagna in corso per quanto riguarda il rapporto con l'industria, ma con il Pecorino Romano ormai sopra i 10 euro al chilogrammo sui massimi e i costi delle aziende allevatoriali in crescita, è sicuramente un valore che ancora non soddisfa gli allevatori.


Coldiretti, no alle razze in Disciplinare tra sette anni

Sette anni per allineare tutti gli allevamenti che vogliono destinare il proprio latte alla produzione di Pecorino Romano alle razze di pecore: Sarda, compresa la sub popolazione Nera di Arbus, Razza Vissana, Razza Sopravissana, Razza Comisana, Razza Massese, Razza Pecora dell'Amiata. È stata questa la decisione assunta il 12 gennaio scorso dall'Assemblea del Consorzio del Pecorino Romano Dop - già ripresa da AgroNotizie - alla quale hanno espresso la propria contrarietà la Cooperativa Pastori Dorgali e la Cooperativa Armentizia Moderna di Guspini.

"Deliberare sette anni per la riconversione delle greggi è una eternità che non ha alcun fondamento scientifico - afferma il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra e della Coop Pastori di Dorgali Leonardo Salis -. Tra l'altro con i tempi del Ministero gli anni si allungherebbero a nove. Non la vedo assolutamente come una vittoria ma come una sconfitta per chi, come noi e tutti i pastori, si era schierato per la tolleranza zero alle razze diverse da quelle autoctone".

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