Mais italiano senza micotossine per la filiera lattiero casearia delle produzioni Dop

Le innovazioni della misura 16 del Psr

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Un progetto di economia circolare che dai sottoprodotti agroalimentari ottiene composti biocidi in gradi di contenere alcuni funghi micotossigeni
Fonte foto: Agronotizie

Ha completato le attività della prima annualità il Gruppo operativo per l'innovazione Milk Controllo finanziato dal Psr dell'Emilia Romagna, il cui intento è di contribuire ad aumentare la produzione di mais nazionale esente da micotossine per rispondere alle esigenze della filiera lattiero casearia impegnata nella produzione di Parmigiano Reggiano Dop.

L'Italia, infatti, importa più del 40% del granturco necessario alle filiere alimentari, zootecniche e umane, mentre i disciplinari dei formaggi Dop prevedono che la materia prima, il latte, provenga da allevamenti in cui i bovini siano alimentati con almeno il 50% di alimenti di origine del territorio.

Proprio per questo motivo, la possibilità di trovare un approccio sostenibile ed efficace per il contenimento dell'import e di conseguenza dei costi di produzione e, nello stesso tempo, per la riduzione del rischio legato alla presenza di micotossine, potrebbe sicuramente avere un forte impatto sulle future produzioni dell'Emilia Romagna, ma non solo. 

L'approccio di Milk Controllo passa per la valorizzazione di seconda generazione di sottoprodotti della filiera agroalimentare, per la costruzione di un processo produttivo virtuoso e sostenibile, ispirato ad una economia circolare capace di determinare ricadute consolidate di sostenibilità su più fronti.

Il progetto, quindi, utilizzando processi di estrazione con alto livello tecnologico, elevata sostenibilità e ridotto impatto ambientale, sta valorizzando i sottoprodotti delle produzioni alimentari di frutta, vino e birra come materie prime secondarie di biosostanze ad alto valore aggiunto.

I composti di natura fenolica e terpenica che potranno essere estratti da queste matrici sono infatti stati spesso studiati per la loro nota attività biologica, biostatica e biocida verso importanti fitopatogeni, fra cui anche alcuni funghi micotossigeni. Prove in vitro hanno inoltre dimostrato anche la loro capacità di ridurre la produzione di micotossine fino al 70%. Risulta quindi evidente come un loro possibile uso in campo, in alternativa o nell'ottica di una graduale riduzione dei tradizionali trattamenti chimici, possa sicuramente offrire ampie ed interessanti prospettive a tutta la filiera agroalimentare.

Oltre che determinare i sottoprodotti agroalimentari più adatti all'estrazione di molecole bioattive che possano essere utilizzate in campo, al fine di ottenere produzioni maidicole di provenienza regionale con caratteristiche di salubrità legate all'assenza di micotossine, in particolare aflatossine e fumonisine, il progetto si occuperà anche di determinare l'eventuale effetto di queste sostanze sulla produzione e trasformazione del latte, oltre che valutarne il possibile uso diretto sulle forme di formaggio al fine di ridurre il rischio di formazione di micotossine (ocratossina A e sterigmatocistina) sulla loro superficie durante la stagionatura.

Durante il primo anno di progetto sono state svolte prove su terreni sintetici per verificare l'efficacia antifungina ed antimicotossigena di 18 estratti ottenuti da sottoprodotti della filiera agroalimentare di diversa provenienza. In particolare, si trattava di scarti della lavorazione di frutta e vite e della produzione di birra. I risultati ottenuti sono stati discreti per quanto riguarda la riduzione della crescita fungina, ma molto promettenti per quanto riguarda invece la riduzione di micotossine.

I quattro estratti che hanno mostrato le migliori qualità antifungine e antimicotossigene sono stati utilizzati in campo come trattamento a protezione delle piante di mais durante la coltivazione. Le prove di campo si sono svolte in provincia di Ferrara effettuando un unico trattamento nella fase considerata più suscettibile all'attacco di funghi micotossigeni.

Dopo la raccolta, il mais è stato analizzato per verificarne la contaminazione da aflatossine, fumonisine e tricoteceni, le principali micotossine che possono essere riscontrate sulla coltura. I risultati sono stati incoraggianti ma necessitano di essere confermati con nuove prove nella prossima stagione colturale.

Per maggiori informazioni su Milk Controllo visita la pagina dedicata al progetto o scrivi al contatto: milkcontrollo@crpa.it

 

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