La zootecnia si è incontrata a Cremona

Conclusa la tre giorni dedicata agli allevamenti, con al centro il tema del latte e della genetica bovina. In mostra il meglio della selezione internazionale, con uno sguardo al mercato e all'evoluzione del settore

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Affollati gli spazi espositivi degli animali che hanno partecipato alle competizioni internazionali nel recinto fieristico cremonese

Si chiama Castelverde Defiant Gorgeous, è lei la vincitrice (categoria Holstein Supreme Champion) della 76esima Fiera Zootecnica Internazionale che si è svolta dal 26 al 28 novembre a Cremona, finalmente in presenza dopo la forzata chiusura per l'emergenza sanitaria.
Alla competizione, che ha visto trionfare lo splendido esemplare presentato da Marcello Ladina, allevatore di Castelverde, hanno partecipato le razze Frisona, Bruna e Jersey, con la presenza di complessivi 475 capi provenienti da 75 diversi allevamenti.
Al secondo posto Golwyn Banana ET di Giuseppe Quaini, anche questo un allevatore di Castelverde.
Infine al terzo posto Toc Farm Doorman Dior, esemplare presentato dall'azienda Tocchi di Grosseto. 


Capitale zootecnica

Ma Cremona non è stata solo occasione di mostre e competizioni per presentare il meglio della genetica bovina da latte, ma anche una vetrina di innovazioni tecnologiche per gli allevamenti e un podio dal quale affrontare i temi più scottanti del settore.

"Non è stato facile, in una situazione ancora limitante per gli spostamenti internazionali, riuscire ad organizzare un evento di questa portata - ha sottolineato Roberto Biloni, presidente di CremonaFiere - ma volevamo dare un segnale forte a tutto il settore: Cremona è uno degli snodi cruciali dell'agrozootecnia mondiale. E la risposta entusiastica delle imprese e degli allevatori ci conferma che abbiamo fatto un buon lavoro".


La presenza estera

La centralità di Cremona come punto di incontro per la zootecnia internazionale è stato testimoniato anche dalla presenza estera con ben 14 delegazioni provenienti da altrettanti Paesi.

"I tre giorni di fiera sono la punta dell'iceberg - precisa Massimo De Bellis, direttore della fiera di Cremona -. Le attività che portiamo avanti per creare nuove opportunità sui mercati più promettenti per le aziende italiane dura tutto l'anno ed è frutto di relazioni iniziate anni fa, e si concretizzano in fiera con gli incontri che organizziamo tra i nostri espositori e gli operatori internazionali".


Fucina di idee

"Uno dei punti di forza della nostra manifestazione - conclude Biloni - è la capacità di fare convergere e incontrare a Cremona settori e interessi diversificati, anche e soprattutto grazie ad un programma di eventi e di iniziative che affrontano tutti i temi più attuali dell'agricoltura, della zootecnia e dell'agroalimentare.
Questo ci permette di essere un punto di incontro strategico, dove si sviluppano affari, ma che rappresenta anche una fucina di idee innovative.


Il latte non latte

Il latte e il suo mercato è stato fra gli argomenti al centro del dibattito durante i tre giorni della manifestazione.
Si è discusso fra l'altro della competizione che le bevande a base vegetale stanno esercitando nei confronti del latte.
A questo proposito è stato messo in evidenza che queste nuove bevande mancano delle proprietà sensoriali e nutrizionali del vero latte, inclusi aminoacidi essenziali e proteine.
Nonostante questi limiti oggettivi, il consumo di bevande vegetali ha raggiunto i 52 milioni di litri nel 2020, erodendo spazi al latte.
Un'evoluzione che apre molti interrogativi sull'evoluzione del mercato e sulla reale percezione del consumatore rispetto ai prodotti di origine animale, sempre più sostenibili e certamente di qualità nutrizionale più elevata rispetto alle "imitazioni".


Il prossimo appuntamento

Mentre l'attuale edizione si è chiusa su questi interrogativi, frutto dell'assenza di una adeguata educazione alimentare, già si è fissato l'appuntamento con la prossima mostra zootecnica cremonese, che si svolgerà dal 28 al 30 ottobre del 2022.
Con l'auspicio che a questo appuntamento si possa giungere in una situazione di mercato migliore dell'attuale e con maggiori certezze per gli allevamenti, oggi in attesa di conoscere il piano strategico nazionale per la riforma della Pac e le conseguenze del piano di convergenza interna.

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