Ombre sulla carne

I bovini europei premiati dalla ripresa del mercato, che però in Italia resta "fiacco". Ancora una pesante caduta per i suini. Anche il settore avicolo segna il passo. Su tutti i comparti il peso dell’aumento dei costi di produzione

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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La ripresa delle attività di ristorazione collettiva ha dato impulso alle carni bovine europee. Ma attenzione all’aumento dell’import e della produzione

I bovini in Europa

Il mercato europeo delle carni bovine continua a mantenersi "tonico" e registra prezzi nettamente superiori a quelli di un anno fa.
La media calcolata dalla Commissione europea indica nella prima settimana di settembre quotazioni di 389,1 euro/quintale per le carni, con un differenziale positivo del 10,2% rispetto ai 12 mesi precedenti.
Positivo anche il confronto con il mese precedente, con i prezzi in crescita dello 0,9%.
I prezzi del vivo si sono comportati in modo analogo un po' per tutte le categorie, in particolare per i vitelli maschi delle razze da latte.
In questo segmento il mercato ha registrato prezzi in aumento del 6,6%, raggiungendo quota 103 euro per capo.
La curva dei prezzi, come si nota nel grafico che segue, si mantiene al di sopra della media degli ultimi tre anni e comunque più in alto rispetto all'andamento dello scorso anno.
 
 

Attenti alla produzione

Quale la possibile evoluzione? La riapertura della ristorazione collettiva ha dato sicuramente un contributo alla tenuta dei prezzi.
Occorre tuttavia fare i conti con l'andamento della produzione, che negli ultimi mesi ha invertito la rotta.
Mentre nella prima parte dell'anno la produzione era in calo, oggi si registrano aumenti produttivi, che seppure ancora modesti possono modificare il quadro di mercato.
Tanto più se si verificano contemporaneamente a un aumento delle importazioni dai paesi terzi.
 


La carne bovina in Italia

Il quadro della situazione delle carni bovine in Italia non sembra seguire l'andamento del mercato europeo.
I prezzi medi mensili rilevati da Ismea in agosto mostrano per quasi tutte le tipologie quotazioni in ribasso.
Come nel caso dei prezzi europei, il confronto con l'anno precedente è comunque positivo, con l'unica eccezione dei vitelli da ristallo.
Un segnale della scarsa propensione degli allevatori italiani a spingere sulla produzione, tendenza che se confermata potrà ridare tonicità al mercato.
 

Prezzi medi mensili di alcune categorie di bovini
(Fonte: Ismea)

I suini in Europa…

Non si arresta la caduta dei prezzi dei suini in Europa e prosegue la discesa delle quotazioni che ora si fermano in media a 144,9 euro al quintale (peso morto).
Negativo il confronto fra i prezzi registrati a inizio settembre e quelli di inizio agosto (-4,9%).
Pesante anche il divario con i prezzi dello stesso periodo del 2020, con una flessione che sfiora il 6%.
Un andamento che è ben raffigurato nel grafico che segue, dove si nota la caduta delle quotazioni che prosegue ininterrotta da almeno tre mesi e che ha portato i prezzi a scendere sotto a quelli del 2020, quando già esisteva una situazione di criticità per il settore.
Non meno preoccupante il fatto che i prezzi siano ben al di sotto della media degli ultimi quattro anni.
 
 

…e i suini in Italia

Per la suinicoltura italiana la situazione è del tutto opposta rispetto a quanto accade in Europa.
Il prezzo dei suini da macello ha infatti registrato in agosto un balzo in avanti dell'8,5%.
Il confronto con i prezzi dello stesso periodo dell'anno precedente mostra un aumento di oltre il 24%.
Nonostante il buon andamento del mercato, i conti degli allevamenti restano tuttavia in rosso a causa del concomitante aumento dei costi di produzione.
Colpa in particolare delle tensioni sui mercati delle materie prime per l'alimentazione animale, dalla soia al mais.
 

Andamento mensile delle quotazioni dei suini da macello
(Fonte: Ismea)


Avicoltura in ribasso

Nemmeno il settore avicolo si salva da questa caduta delle quotazioni della carne che ha colpito alcuni settori.
Il prezzo medio dei broiler rilevato sui mercati europei si ferma nella prima settimana di settembre a 196,72 euro al quintale (peso morto), con una flessione del 2,1% rispetto al mese precedente.
Positivo invece il confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente, che vede i prezzi attuali più alti del 4,8%.
 
 

Tiene l'avicoltura italiana

Stabile invece la situazione dell'avicoltura italiana.
Come evidenziato nelle analisi del Crefis, il centro di ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza, nel mese di agosto i prezzi a peso vivo dei polli sono rimasti stabili (1,14 euro al chilo).
Quotazioni in crescita invece per i tacchini e ancor più per i conigli, che hanno fatto un balzo in avanti di oltre il 7%.
Interessante sottolineare che nel periodo gennaio-maggio di quest'anno il commercio estero dell'Italia nel comparto avicolo ha realizzato un saldo finale positivo di oltre il 98 milioni di euro, con un miglioramento di oltre 10 milioni di euro su base annua.
Merito in particolare dell'aumentata propensione all'export del settore, cosa che ha contribuito a tonificare il mercato interno.
 

Variazione percentuale del prezzo di alcuni prodotti avicunicoli fra luglio e agosto 2021
(Fonte: Crefis)

Compito difficile quello delle previsioni di mercato.
Un aiuto può venire dall'esame delle tendenze in atto. Ma occorre conoscere i "numeri della carne" e in tempi di mercati globali lo sguardo deve allargarsi a livello internazionale.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: carne import/export prezzi mercati suini bovini avicoli

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