Veneto, altri 347mila euro per l'apicoltura

Con il nuovo stanziamento approvato dal Mipaaf la regione pagherà tutte le domande arrivate con il bando Ocm miele 2020

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Apicoltura, in Veneto altri 347mila euro per il settore
Fonte foto: Matteo Giusti - Agronotizie

Sono in arrivo altri 347.695,51 euro di risorse in più per gli apicoltori veneti, derivanti da un ulteriore stanziamento approvato dal Mipaaf.

Risorse che la giunta regionale del Veneto ha deciso di utilizzare per coprire le richieste di finanziamento arrivate sul bando 2020 dell'Ocm miele.

Con il bando dell'anno scorso infatti erano arrivate domande con una richiesta complessiva di 740.122,63 euro, ma con i fondi disponibili era stato possibile prevedere un pagamento di soli 392.426,96 euro.

Ora, con le nuove risorse messe a disposizione dal ministero potranno essere pagate praticamente tutte le richieste arrivate dagli apicoltori veneti.

Così la giunta regionale, su proposta dell'assessore all'agricoltura Federico Caner ha approvato una delibera con cui si sposa fino al 31 luglio 2021 la scadenza entro la quale gli apicoltori possono rimodulare le domande di finanziamento.

"Con il provvedimento approvato in giunta non solo abbiamo la possibilità di ridefinire l'uso delle somme disponibili e assegnabili, ma la cosa più importante è che riusciamo a finanziare tutte e undici le domande presentate dalle associazioni e enti pubblici" ha dichiarato l'assessore Caner.

Cioè chi si è visto finanziare solo una parte dei contributi richiesti nel bando dell'Ocm miele 2020, potrà chiedere ora il pagamento completo, presentando in concomitanza anche la rendicontazione delle spese sostenute, il tutto entro il 31 luglio 2021.

L’obiettivo è quello di utilizzare al meglio i nuovi fondi stanziati dall'Unione europea a favore di interventi di formazione e aggiornamento per gli apicoltori, seminari e convegni tematici, attività inerenti l'assistenza tecnica mirata anche per fronteggiare gli aggressori e le malattie dell'alveare.

Saranno finanziati anche l'acquisto di attrezzature, lo svolgimento delle analisi qualitative sui prodotti dell'apicoltura, le iniziative a sostegno del ripopolamento del patrimonio apistico, la realizzazione di programmi di ricerca applicata al settore che favoriscano un innalzamento della qualità dei prodotti dell'alveare e quindi di una loro maggiore valorizzazione sul mercato.

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