Api, vespe e mosche, come distinguerle

Caratteristiche, consigli e trucchi per non confondere questi tre gruppi di insetti e per poterli riconoscere a volte addirittura in volo

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Una... mosca (della famiglia dei Sirfidi) su un fiore
Fonte foto: Evkamat - Wikipedia

Saper distinguere un'ape da una vespa, o addirittura da una mosca, per molti può apparire una cosa semplice o scontata. E spesso è vero, ma non è sempre una cosa così immediata, anzi.

Tra la scarsa dimestichezza che spesso abbiamo con gli insetti, i nomi comuni con cui li indichiamo che possono esser fuorvianti se non del tutto sbagliati, l'errore è dietro l'angolo. In più c'è da aggiungere che in alcuni casi le somiglianze di forme, dimensioni e colori tra questi insetti sono effettivamente molto forti.

Sì, perché di api, di vespe e di mosche non ce ne è solo un tipo, ma ce ne sono centinaia, dagli aspetti anche molto variabili. Insomma, le api non sono solo quelle che fanno il miele (e anche tra quelle ce ne sono diversi tipi) e le mosche non sono tutte nere.

In occasione della Giornata mondiale delle api istituita dall'Onu che si celebra oggi, 20 maggio, abbiamo cercato di porre l'attenzione sulle caratteristiche tipiche di queste ultime, ma anche sulle caratteristiche delle vespe e delle mosche, facendo una carrellata di quelle specie che più frequentemente si prestano ad equivoci.
 


Le api

Come dicevamo le api non sono solo quelle che fanno il miele. Dal punto di vista scientifico quando si parla di api si intendono tutti gli insetti, dell'ordine degli Imenotteri, che appartengono alla super famiglia Apoidea, che comprende circa 20mila specie diverse nel mondo e circa mille solo in Italia.

In generale le api le potremmo definire vegetariane perché si nutrono di sostanze alimentari che trovano sulle piante: il nettare e la melata, per quanto riguarda i carboidrati, e il polline per quanto riguarda le proteine.

E proprio perché per le proteine si nutrono di polline, l'evoluzione ha fatto sì che spesso le api siano ricoperte di "peli", o per usare un gergo tecnico siano "tomentose". La presenza di peli e setole è vantaggiosa infatti per raccogliere il polline, è un po' come se il corpo fosse una spazzola.

Un'ape mellifera operaia, si possono osservare le masserelle di polline sulle zampe
Un'ape mellifera operaia, si possono osservare le masserelle di polline sulle zampe
(Fonte foto: Andreas Trepte - Wikipedia)

Quindi, generalmente, le api sono "pelose" e se questi peli sono abbastanza fitti rendono l'aspetto del corpo opaco e non lucido e brillante. Ovviamente ci sono delle eccezioni, ma è già una prima caratteristica.

Poi, una volta raccolto il polline lo possono trasportare in pallottoline o masserelle attaccate sulle zampe (come nel caso delle api da miele o dei bombi) o attaccato sotto l'addome (come nel caso delle osmie). Quindi se vediamo un insetto che trasporta polline sulle zampe o sotto l'addome, possiamo già essere abbastanza sicuri che si tratti di un tipo di ape.

Ovviamente, in quanto insetti, tutte le api hanno due antenne, quattro ali (anche se a prima vista potrebbero sembrare due) sei zampe e un pungiglione. Poi però le caratteristiche comuni, almeno quelle molto evidenti, si fermano qui. Dimensioni, forme, colori e abitudini sono estremamente variabili.

Ci sono api piccole, lunghe non più di qualche millimetro, e api grandi anche di 3-5 centimetri. Ci sono a tinta unita, a strisce, di colori che vanno dall'aranciato al nero. Ci sono quelle che vivono da sole e altre che vivono in gruppo o in colonie più o meno complesse, fino al caso delle api da miele che formano una colonia particolarissima che è l'alveare.

Ci sono quelle che fanno il nido sotto terra, quelle che nidificano nei muri e altre che nidificano nel legno, e ce ne sono addirittura alcune che "fregano" il nido ad altre, un po' come fanno i cuculi.

Un esemplare del genere Andrena che esce dal suo nido nel terreno (a sinistra) e un esemplare di Osmia che va verso il suo nido nel legno (a destra). Immagini non in scala
Un esemplare del genere Andrena che esce dal suo nido nel terreno (a sinistra) e un esemplare di Osmia che va verso il suo nido nel legno (a destra). Immagini non in scala
(Fonte foto: Aiwok e Yerpo - Wikipedia)

Tra le specie di api più frequenti, oltre a quelle da miele, ci sono i bombi, che possono essere di vari colori (gialli neri e bianchi, gialli e neri, neri e grigi, aranciati, ecc...), le osmie che nidificano in fori orizzontali nel legno o nei muri, le andrene ecc...

Alcune specie di bombi su fiori. Immagini non in scala
Alcune specie di bombi su fiori. Immagini non in scala
(Fonte foto: Ivar Leidus, Syrio e Ivar Leidus - Wikipedia)

Un tipo di ape che viene scambiato spesso con dei mosconi perché nero, o con dei calabroni perché grosso, è quello del genere Xylocopa che nidifica nel legno e che spesso si può osservare mentre porta il polline sulle zampe.

Un esemplare di Xylocopa in volo verso un fiore
Un esemplare di Xylocopa in volo verso un fiore
(Fonte foto: MellieVG - Wikipedia)


Le vespe

Anche di vespe ce ne sono molti tipi, e anche loro, come le api, sono insetti dell'ordine degli Imenotteri. Spesso quando parliamo di vespe ci riferiamo prevalentemente agli insetti della famiglia Vespidae.

In genere sono insetti che si nutrono di nettare per quello che riguarda le fonti di carboidrati e di proteine animali (comprese quelle di altri insetti) per quanto riguarda le proteine. Quindi, se quando mangiamo fuori arrivano insetti a strisce che si posano sulla carne o sul pesce che abbiamo in tavola, sono vespe e non api.

Generalmente hanno pochi peli e quindi i loro corpi appaiono lucenti. Tutte hanno due antenne, quattro ali, sei zampe e un pungiglione.

Ci sono vespe di varie dimensioni. Le più comuni, quelle con cui abbiamo più spesso a che fare, sono di medie dimensioni come quelle del genere Polistes, che fanno piccoli nidi di cellulosa attaccati per un peduncolo con pochi esemplari e quelle del genere Vespula con nidi abitati da diverse decine o centinaia di individui.

Un nido di Polistes dominula (a sinistra) e un esemplare di Vespula germanica (a destra). Immagini non in scala
Un nido di Polistes dominula (a sinistra) e un esemplare di Vespula germanica (a destra). Immagini non in scala
(Fonte foto: Eugene Zelenko e gailhampshire - Wikipedia)

Poi ci sono i calabroni che sono le vespe del genere Vespa: sono di grandi dimensioni e fanno grandi nidi di cellulosa. Tra questi in Italia possiamo trovare il calabrone europeo (Vespa crabro) presente in tutto il territorio nazionale, il calabrone orientale (Vespa orientalis) soprattutto al Sud, e il calabrone asiatico (Vespa velutina) presente in varie regioni dell'Italia Nord occidentale.

Esemplari delle tre specie di calabroni presenti in Italia. Immagini non in scala
Esemplari delle tre specie di calabroni presenti in Italia. Immagini non in scala
(Fonte foto: Flugwapsch62, MattiuPaavolae Francis Thurburu - Wikipedia)

Un gruppo di insetti che viene spesso erroneamente scambiato per calabroni è quello degli scolitidi, che appartengono alla famiglia Scoliidae, molto vicina alla famiglia Vespidae.

Questi insetti in genere sono di grandi dimensioni, neri, con zone gialle sull'addome e si possono vedere spesso sui fiori intenti a bottinare nettare. Sono praticamente innocui, oltre ad essere utili impollinatori.

Un esemplare del genere Scolia su una infiorescenza
Un esemplare del genere Scolia su una infiorescenza
(Fonte foto: Hectonichus - Wikipedia)


Le mosche

Le mosche invece non ci incastrano quasi per niente con le api o con le vespe, se non per il fatto che sono insetti anche loro. A differenza delle api e delle vespe non appartengo all'ordine degli Imenotteri, ma a quello dei Ditteri.

I ditteri hanno spesso due antenne corte, grandi occhi composti, sei zampe e due sole ali, a differenza della maggior parte degli insetti (imenotteri compresi) che ne hanno quattro. In più non hanno il pungiglione.

Ma allora come è possibile confondere le mosche con le api o con le vespe? E' possibile, perché esiste un gruppo particolare di mosche, quello dei sirfidi (che appartengono alla famiglia Syrphidae) che ha colori e forme similissime a quelle di alcune api o di alcune vespe.

E' un fenomeno che in biologia viene detto mimetismo batesiano, un tipo di mimetismo dove alcune specie innocue hanno colori e forme simili a quelle di specie velenose per spaventare possibili predatori.

Alcuni esemplari di ditteri sirfidi su fiori. Immagini non in scala
Alcuni esemplari di ditteri sirfidi su fiori. Immagini non in scala
(Fonte foto: Alvesgaspar, Aka, Fritz Geller-Grimm e Keta - Wikipedia)

Cioè si potrebbe dire che sono mosche "inermi" che si travestono da api o da vespe, quindi da imenotteri "armati" di pungiglione.

La somiglianza può essere sorprendente, spesso accentuata dal fatto che i ditteri sirfidi si possono trovare frequentemente a bottinare nettare sui fiori perché si nutrono di nettare proprio come le api e le vespe, e sono anche ottimi impollinatori.

Ma allora come si riconoscono? Solitamente dalle antenne, corte e tozze, e dagli occhi composti molto grandi. E con un po' di esperienza anche dal volo e perfino dal ronzio, perché con due ali si vola e si ronza in modo diverso che con quattro.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: api biodiversità insetti utili

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