Usa, via libera al primo suino geneticamente modificato

La società Revivicor ha ottenuto dalla Fda il via libera all'allevamento di maiali geneticamente modificati destinati ai consumatori allergici alla carne rossa

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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I suini gal-free sono sicuri anche per gli allergici (Foto di archivio)
Fonte foto: © markobe - Fotolia

Buone notizie per tutte le persone allergiche alla carne rossa. La Fda (Food and drug administration), l'autorità statunitense per la sicurezza del cibo, ha dato il suo via libera all'allevamento e alla commercializzazione di un particolare maiale geneticamente modificato per essere sicuro anche in caso di allergie alimentari.

Negli Usa, come anche in Europa, ci sono infatti dei consumatori che sono allergici alla carne rossa. O meglio, hanno una risposta immunitaria a contatto con lo zucchero alpha-gal (galactose-alpha-1,3-galactose) contenuto nella carne di tutti i mammiferi, eccetto l'uomo e poche altre specie. Si tratta di una allergia rara, che tuttavia rende inaccessibili per questi consumatori la normale carne di maiale, come quella di manzo.

La società statunitense Revivicor ha così pensato di modificare geneticamente il maiale per deprimere la sintesi di alpha-gal e rendere in questo modo la carne a prova di allergico. E infatti l'Fda ha confermato l'assenza di questo zucchero nella carne di maiale geneticamente modificato.


Le critiche al maiale gm gal-free

Quando si parla di Organismi geneticamente modificati non possono non mancare le polemiche. Nel caso specifico sono almeno di due tipologie. In primo luogo alcune associazioni hanno biasimato l'Fda di aver sottovalutato il pericolo di fuga di esemplari dagli allevamenti e la conseguente possibile nascita di ibridi nati dall'accoppiamento dei maiali gal-free con esemplari selvatici.

Eventualità tuttavia estremamente remota visto che per un maiale è alquanto difficile 'evadere' da un allevamento, soprattutto nel caso del maiale in questione, che sarà allevato solo in una fattoria autorizzata nell'Iowa che ospiterà solo mille esemplari.

La seconda critica riguarda l'autorizzazione stessa dell'Fda. La ditta Revivicor ha infatti chiesto che fosse autorizzato il claim 'carne priva di alpha-gal' e non 'carne adatta al consumo da parte di persone allergiche alla carne rossa'. Sembra una sottigliezza giuridica ma così non è. Infatti Revivicor non è una azienda che opera nel settore agroalimentare, ma piuttosto nello sviluppo di organi per il trapianto.

E il più grosso ostacolo all'utilizzo di organi di maiale (molto simili ai nostri) per effettuare trapianti negli esseri umani è proprio la presenza dello zucchero alpha-gal nella carne animale. Zucchero che provoca il rigetto dell'organo trapiantato. E dunque Revivicor, che mira al business miliardario dei trapianti, è interessata solo all'assenza di alpha-gal, non alla sicurezza per gli allergici.

Certo, dicono gli esperti, che una cosa implica un'altra. Se la carne è priva di alpha-gal allora è sicura per gli allergici a tale zucchero. Ma le associazioni di categoria avrebbero voluto avere maggiori rassicurazioni.

Ma al di là di queste polemiche a festeggiare in questi giorni sono sia le persone allergiche, sia tutti quei pazienti in attesa di un trapianto che vedono più vicino il momento in cui potranno avere un organo.

In questo settore l'Italia può dire la sua. Nel 2010 infatti ha preso il via il progetto Superpig che aveva, tra i suoi obiettivi, proprio quello di rendere possibile il trapianto di organi da animale a uomo. La ricerca ha fatto il suo corso e nel 2018 Cesare Galli, fondatore del laboratorio Avantea di Cremona, ha annunciato di essere vicino al trapianto maiale-uomo. Galli è divenuto celebre per i primati nel campo della clonazione, come per esempio quella del toro Galileo nel 1999 e quella della cavalla Prometea nel 2003.


L'origine dell'allergia

L'allergia alla carne rossa è alquanto rara e le sue cause sono state descritte solo negli ultimi anni. Le persone allergiche allo zucchero alpha-gal, 34mila negli Usa e alcune centinaia in Italia, hanno una reazione allergica dopo tre-sei ore dall'assunzione di carne rossa. La reazione può andare dal semplice prurito ad un vero e proprio shock anafilattico.

La diagnosi di questa allergia è tuttavia molto difficile, anche perché è in qualche modo 'di seconda mano'. Nel senso che a scatenare l'allergia è il morso di alcuni insetti particolari, come alcune specie di zecche, che iniettando nel sangue dell'ospite la loro saliva, contenente lo zucchero alpha-gal, stimolano la risposta immunitaria del soggetto. E una volta allertato il sistema immunitario reagisce sempre allo stesso modo quando incontra lo stesso zucchero, anche se introdotto con l'alimentazione.

Ecco quindi che persone che hanno sempre mangiato carne rossa, di punto in bianco, quasi senza che ci sia un motivo, diventano allergiche. Ma grazie al maiale destinato alla produzione di organi per i trapianti potranno tornare a mangiare salsicce, braciole e costine.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: allevamento suini zootecnia

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