Sul Pecorino romano e le altre due Dop ovine della Sardegna Pecorino sardo e Fiore Sardo - escluse dalle due aste indigenti dedicate ai formaggi Dop per 21 milioni di euro ed esperite a partire dal 25 giugno da Agea per l’emergenza Covid-19 sul Decreto Cura Italia, si è consumato nello scorso fine settimana un vero e proprio scontro tra la ministra alle politiche agricole, Teresa Bellanova ed il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano, Salvatore Palitta.

Secondo la Bellanova non si è trattato di esclusione, i formaggi sardi saranno sì aiutati per la crisi da Covid-19, ma non prima della fine del 2020, a causa delle aste ancora in corso derivate dalla vertenza latte dello scorso anno ed esperite sulla base della legge 44/2019. Una sovrapposizione che secondo il Consorzio tutela non è un impedimento, e che lascerebbe aperta la porta per un inserimento dell'ultima ora anche dei formaggi sardi.

Un confronto duro quello andato in scena tra i vertici del Consorzio e del Mipaaf, che aveva avuto come preliminare la rivelazione fatta del presidente Palitta su una sovrapproduzione del 20% del Pecorino romano, dovuta dalla necessità di continuare ad acquistare il latte nonostante il fermo sostanziale della produzione di formaggi freschi da tavola. Tale notizia però non ha avuto conseguenze negative ieri in Borsa merci a Milano, dove invece il prezzo è rimasto inchiodato per il prodotto con stagionatura 5 mesi, da produttore, franco magazzino di stagionatura e Iva esclusa, a 7,20 euro al chilogrammo sui minimi e 7,50 sui massimi.

E sullo sfondo resta il ritardo con il quale i due governi succedutisi nel 2019 hanno dato attuazione ed operatività al dispositivo del decreto Emergenze in agricoltura, divenuto legge 44/2019, per cui le aste per il ritiro dal mercato dei formaggi della crisi della primavera 2019 sono ancora in corso oggi, e saranno attive fino alla fine del 2020.

Ma non solo. Emerge anche con forza quanto ricordato più volte da AgroNotizie, che ad oggi manca un Piano di regolazione dell’offerta dei formaggi sardi in vigore, dettaglio che la Bellanova non ha mancato di rimproverare se pur a denti stretti. Tutti questi elementi obiettivi hanno acceso gli animi tra Macomer e Roma.

E con la Bellanova e Palitta che non sono riusciti per ora a pervenire ad un chiarimento, anche se non mancano le aperture del presidente del Consorzio, la posizione assunta dall’assessora regionale all’Agricoltura, Gabriella Murgia sin da venerdì sera – a chiaro sostegno del Consorzio – ha quantomeno indebolito, al momento, il canale di mediazione di Cagliari tra il Consorzio di tutela ed il Mipaaf.
 

L’intervento della Murgia: ristabilire equità

Venerdì 26 giugno verso le 13, dopo che Palitta aveva lanciato il giorno prima l’appello al governo sardo e ai parlamentari di Sardegna per un intervento sul ministero, arriva il pronunciamento dell’assessora all’Agricoltura Murgia, con una nota ufficiale, nella quale rivela di aver scritto una missiva alla ministra Bellanova: “L’individuazione operata da Agea risulta assolutamente discrezionale in quanto non vengono indicati i criteri e le motivazioni che hanno indotto le scelte. Per contro ritengo che non debbano essere ignorate le specificità Dop della Sardegna. Le chiedo pertanto – conclude l’assessora Murgia – un Suo autorevole intervento per ristabilire equità nelle scelte che, spero condivida, devono essere mosse da criteri di distribuzione tra le diverse produzioni e i territori di provenienza”.
 

Bellanova: nessuna esclusione

L’indomani, una lunga nota ufficiale diffusa dal Mipaaf intorno alle 12:30 con le dichiarazioni della ministra prova a mettere ordine, ma i toni sono decisamente forti: "Non c'è stata alcuna esclusione delle produzioni sarde dal bando indigenti", tenta di chiarire la ministra Bellanova. "Affermarlo è una distorsione della realtà che non posso accettare. Come sanno bene i produttori e i pastori, proprio in queste settimane stiamo distribuendo agli enti caritativi 7500 quintali di Pecorino romano Dop a tutti gli indigenti di Italia per un valore di 7 milioni di euro".

"Ulteriori 7500 quintali per altri 7 milioni saranno acquistati da Agea e distribuiti tra ottobre e dicembre. Sono i fondi del decreto emergenze agricole del 2019 che stiamo impiegando e che porteranno questo eccellente prodotto sulle tavole dei più bisognosi dalla Valle d'Aosta fino alla Sicilia. Proprio in considerazione di questo fatto, che viene sistematicamente omesso da chi mi critica, nel bando appena uscito che vale 21 milioni di euro non sono presenti ulteriori prodotti della Sardegna. Questi fondi rispondono alle esigenze degli enti caritativi anche di avere una diversificazione del prodotto distribuito dal punto di vista territoriale e organolettico”.


Insomma, l’esclusione non c’è secondo la Bellanova, semplicemente non si poteva aprire un terzo o un quarto bando ancora sul Pecorino romano in contemporanea coi primi due, per via dell’assortimento che occorre mantenere nelle liste degli enti caritativi una diversificazione di prodotto.

“Ribadisco quindi che non c'è stata nessuna esclusione contro i prodotti della Sardegna, ma la necessaria programmazione di acquisto e consegna – sottolinea la Bellanova, che inoltre afferma - Peraltro, proprio alla festa dei 40 anni del Pecorino romano avevo già fatto presente che il Governo ha stanziato ulteriori 250 milioni di euro per affrontare l'emergenza alimentare e che, nell'ambito dei nuovi bandi sui formaggi che faremo nei prossimi mesi con consegne nel 2021, ci sarà attenzione anche per i prodotti sardi. Cosa c'è di non chiaro?"

In pratica un nuovo bando Agea per i formaggi sardi ci sarà, ma per fine 2020 e non certo subito. Poi nella nota la Bellanova ricorda l’iniziativa attuativa della legge 44/2019 sui contratti di filiera e di distretto dedicati alle filiere ovine e lo stanziamento di 7 milioni per i contributi alla macellazione degli agnelli sotto la denominazione Agnello di Sardegna Igp. Ma non si ferma e aggiunge il carico da dieci: "Questi sono i fatti - conclude la Ministra - e alle critiche sono abituata. Non sfuggo mai al confronto, anche quando è acceso. Alle falsità, invece, proprio non riesco ad abituarmi, specie quando arrivano da persone che nei loro rispettivi ruoli avrebbero dovuto aiutare il sistema del latte ovino sardo a trovare equilibrio e futuro. Non mi pare che abbiano brillato in questi anni, forse si sono troppo dedicati alla scrittura di lettere e poco al bene di questa straordinaria filiera".
L’allusione – pesantissima – è alla mancata approvazione da parte dei membri del Consorzio di tutela del Pecorino romano della proposta di Piano dell’offerta del formaggio, oggetto di un nutrito carteggio tra Macomer e Roma.
 

Palitta: errare è umano, perseverare diabolico

Qualche ora più tardi risponde per le rime il Consorzio di tutela: “Errare è umano, perseverare diabolico e distorcere i fatti lo è ancora di più. Ci lascia veramente sorpresi quanto dichiarato dalla ministra Bellanova, perché non siamo certo noi a mistificare la realtà" esordisce Palitta, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop.
Sull’esclusione dal bando nazionale da 21 milioni per il ristoro post Covid Palitta dice: “Un bando che non c’entra assolutamente nulla con quello da 14 milioni chiamato in causa dalla ministra: quest’ultimo, infatti, riguarda la cosiddetta vertenza latte e avrebbe dovuto essere pubblicato fra agosto e settembre del 2019. Oltre un anno di ritardo - con tanto di intervento del Consorzio per evitare che i fondi andassero in perenzione - ha portato a una sovrapposizione col Bando post Covid, ma di certo non per responsabilità del Consorzio" è scritto nella nota.

"La ministra annuncia poi lo stanziamento di 250 milioni di euro per affrontare l'emergenza alimentare, con nuovi bandi entro il 2021: ma davvero c'è la copertura finanziaria per un impegno del genere? E' giusto, anche in questo caso, conoscere la verità", incalza Palitta.

Nella lunga nota del Consorzio tutela vi è poi la ricostruzione cronologica del faticoso iter del decreto che ha portato, solo nelle scorse settimane, al bando Indigenti per la vertenza latte della primavera 2019.
Ma – dice ancora Palitta - se la ministra intende far inserire le Dop Sarde nel paniere dei prodotti da destinare all’aiuto ne saremmo felicissimi: renda però pubblico l’elenco, oggi a conoscenza di pochi eletti tra i Consorzi di tutela, per i restanti 29 milioni. Se ci saranno le Dop sarde, saremo ben contenti di chiedere scusa. Aggiungerei - ma vale per il nostro settore come per altri – che, di fronte a una crisi inedita, si interviene con azioni politiche e strumenti inediti, non con le solite liste della spesa o con interventi a pioggia”.

Va precisato che sulla provvista del Decreto Cura Italia non tutti i 50 milioni per le aste indigenti sono gestibili sui formaggi, prodotti ai quali il provvedimento assegna per l'appunto 21 milioni. E le successive aste sulle quali la Bellanova dice di voler inserire i formaggi Dop sardi fanno riferimento al Decreto legge Rilancio.

Al di la di questo dettaglio formale, l’apertura di Palitta alla Bellanova c'è: pronti a ricrederci se arriva un'altra asta per i formaggi sardi. E se ne aggiunge un’altra, pur ammantata da attacco: “E’ distorsivo dire che gli enti benefici non richiedono forniture di Pecorino romano – aggiunge il presidente del Consorzio - Non è così, e ne sono dimostrazione le lettere inviate dagli stessi enti al Consorzio per richiedere il nostro prodotto".
"Gentile ministra, di sicuro le sue affermazioni non aiutano il settore a trovare un suo equilibrio. Ma sono sicuro che non sia troppo tardi, se c’è la volontà di farlo, per trovare una soluzione che soddisfi tutti e aiuti l’economia sarda a reggere i contraccolpi di una crisi che si annuncia anche peggiore del previsto. Da parte nostra, come sempre, c’è la massima disponibilità al confronto, in qualunque momento”,
conclude Palitta, il quale, probabilmente, lascia aperto uno spiraglio, ma con una motivazione forte: gli enti caritativi non hanno problemi a distribuire più pecorino sardo qui e ora.