Latte al Sud, crisi nera e aiuti scarsi

La Basilicata mette 200mila euro per l'emergenza ma ha un piano da 5,8 milioni sui progetti di filiera. In Campania va in scena il rebus degli interventi a favore del comparto bufalino

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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In Campania Parmalat conferma che pagherà il latte alla stalla per la linea del fresco ad un prezzo base di 0,38 euro al litro
Fonte foto: © Microstocker - Fotolia

Nel Mezzogiorno d’Italia va in scena la crisi del latte. Le regioni del Sud, non coperte dai provvedimenti del decreto Cura Italia, sono alle prese con vere e proprie disdette di latte da parte dei caseifici. Soffrono tutte le filiere: latte fresco bovino, bufalino, ovini e caprini. In mancanza di formaggi Dop da stagionatura significativi da portare in future aste Agea per indigenti, e con la trasformazione in latte UHT prenotata alle stalle del Nord, colpito per primo dall'emergenza Covid-19, non resta che arrangiarsi, come succede in Basilicata e Campania. E non mancano le smentite sugli accordi tra aziende e organizzazioni agricole, come nel caso Parmalat – Coldiretti Campania.
 

Basilicata, un piano in tre punti per le filiere del latte 

In Basilicata gli allevatori di animali da latte hanno subito notevoli danni economici per il mancato ritiro del latte alla stalla stimato in regione intorno agli 800-1000 quintali al giorno, dovuto sia alla difficoltà dei caseifici di vendere i prodotti trasformati e sia alla riduzione del consumo di latte fresco, vista la sospensione delle catene di ristorazione, mense e bar a seguito delle misure di contenimento imposte dal Governo a causa dell’epidemia di Covid-19.
La giunta regionale lucana, su proposta dell’assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, ha approvato una delibera per sostenere il settore lattiero-caseario per 200mila euro. L’aiuto verrà corrisposto sulla base della riduzione di fatturato subita nel corso dei mesi di marzo-aprile da ciascun allevatore richiedente, rapportata alla perdita globale del settore nello stesso periodo e comunque per un importo non superiore al 30%.

Il contributo sarà erogato in base alla riduzione di fatturato registrata in uno solo dei due mesi considerati. Le domande di aiuto dovranno essere presentate entro il prossimo 31 maggio e la richiesta può essere inoltrata direttamente dall’allevatore in modalità online all’ufficio protocollo del dipartimento Politiche agricole e forestali, compilando l’apposito modulo nella sezione avvisi e bandi sul sito internet della regione Basilicata.

Il provvedimento di emergenza si inserisce in un più ampio programma di sostegno al settore zootecnico basato su tre strumenti. Il secondo step del programma comprende finanziamenti di Piani di valorizzazione di filiera sulle tre filiere del latte lucano - Solo latte lucano, F.I.L.A. e Granlatte, per 5,8 milioni di euro a valere sul Programma di sviluppo rurale Basilicata 2014-2020. Per le tre filiere da latte è prevista, già nei prossimi giorni, il completamento delle operazioni di istruttoria e la pubblicazione degli atti di finanziamento.

Il terzo strumento operativo che il Dipartimento agricoltura della Regione Basilicata intende porre in essere consiste nel lancio di una campagna promozionale tesa a promuovere l’acquisto di prodotti agroalimentari del paniere lucano, in via di definizione.
 

Campania, dal governo due milioni di euro

Il 31 marzo, la Conferenza Stato-Regioni ha varato il decreto ministeriale Competitività con il quale sono stati accordati 2 milioni di euro per la crisi degli allevamenti bufalini che non riescono più a conferire tutto il latte ai caseifici. Il decreto stabilisce che le risorse vanno “Alle imprese di trasformazione del latte bufalino" alle quali “è riconosciuto un aiuto pari a 10 centesimi di euro per ogni litro di latte di bufala fresco acquistato senza disdette o sconti sul prezzo ovvero acquistato alle condizioni di mercato o contrattuali presenti prima del 1° marzo 2020, che sia successivamente congelato ed utilizzato per la produzione di prodotti Dop ai sensi del decreto dipartimentale del ministero 19 marzo 2020”.

In pratica è la logica e attesa conseguenza alla possibilità di utilizzare nella mozzarella di bufala il latte congelato in deroga temporanea al disciplinare di produzione, il cui utilizzo sarà agevolato con un contributo ai costi di congelamento su 20 milioni di litri di latte. Anche se, questa cifra, a sentire i bene informati, sarebbe irrisoria, atteso che ormai il latte non trova più spazio fisico per essere conservato, e le stime parlano di non meno di 24 milioni di litri di latte non utilizzato a fine crisi, mentre il Consorzio di tutela  della mozzarella di bufala campana Dop a fine marzo ha indicato la cifra di latte non trasformato in circa 12,4 milioni di litri. Ma il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha promesso al Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop di intervenire direttamente nelle operazioni di ritiro del latte dal mercato, cosa che potrebbe avvenire, nel quadro normativo del decreto Competitività del Mipaaf, mediante un cofinanziamento regionale dell’iniziativa di sovvenzione al congelamento anche se non è ancora dato sapere per quale importo finanziario.
 

Parmalat, accordo rinnovato sul latte fresco a 0,38 euro al litro

Sul fronte del latte vaccino fresco, invece, si registra una smentita di Parmalat sulla nota di Coldiretti Campania del 30 marzo scorso, riportata da AgroNotizie il 31 marzo 2020: il prezzo base del latte alla stalla per i conferenti in Campania pagato da Collecchio nella campagna lattiera aprile 2020-marzo 2021, sarà di euro 0,38 al litro, come nella campagna precedente, fanno notare da Parmalat. Nella nota di Coldiretti Campania del 30 marzo scorso, l’organizzazione nel dare notizia del rinnovo dell’accordo di fornitura di latte campano e molisano agli impianti di imbottigliamento di Piana di Monte Verna (Caserta) aveva citato invece un prezzo alla stalla di 0,43 euro al litro.

La circostanza della smentita è emersa con la diffusione in Campania di una lettera molto dura dell’amministratore di Parmalat, Giovanni Pomella, indirizzata al direttore generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, e con la quale i vertici dell’azienda stigmatizzano l’inesattezza contenuta nella nota dell’organizzazione agricola, volta a generare di per sé solo confusione in un momento particolarmente difficile per tutti gli attori della filiera.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: allevamento latte aiuti diretti filiera zootecnia

Temi caldi: Mozzarella di bufala campana Dop Coronavirus

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