Cinta senese, parola d'ordine: crescita

Il consorzio lancia un appello a istituzioni, allevatori e associazioni di categoria per aumentare la produzione, oggi inferiore alla domanda del mercato

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Due esemplari di Cinta senese al pascolo in inverno
Fonte foto: Consorzio tutela Cinta Senese Dop

Il Consorzio di tutela della Cinta senese Dop lancia un appello per far aumentare il numero dei capi allevati e quindi la quantità di carne da far arrivare sul mercato.

Circa trent'anni fa gli sforzi comuni di aziende, istituzioni ed enti scientifici hanno permesso di salvaguardare la biodiversità delle razze suine autoctone italiane evitando l'estinzione della Cinta senese, un animale conosciuto fin dal Medioevo e probabilmente ancora più indietro nel tempo.

Da allora molti passi avanti sono stati compiuti con il moltiplicarsi degli allevamenti, la costituzione del consorzio di tutela e il riconoscimento Dop per la carne, apprezzata per le sue caratteristiche in Italia e nel mondo.

E oggi l'apprezzamento per la Cinta senese è tanto che l'offerta non riesce a far fronte alla domanda del mercato.

Uno squilibrio che non consente un'adeguata programmazione alle aziende distributrici e trasformatrici e non garantisce una stabilità nei prezzi e un adeguato livello remunerativo per gli allevatori.

Per questo secondo motivo è necessario far crescere il numero dei capi allevati, che attualmente è tra i 3.900-4.300 annui fino a farli raddoppiare, o addirittura triplicare. Il raggiungimento di tale obiettivo comporterà la creazione di un mercato solido, di un prezzo adeguato ai costi di allevamento.

Per il consorzio quindi la promozione è importante ma ora sono indispensabili anche azioni che consentano il moltiplicarsi delle aziende e degli imprenditori agricoli e quindi nuovi allevamenti.

E per farlo occorre ancora una volta lo sforzo di tutti, come trent'anni fa quando le sinergie messe in campo consentirono di raggiungere un grande traguardo: consolidare e dare certezze economiche a chi alleva i maiali di Cinta senese.

Una crescita che offrirebbe anche nuove opportunità di lavoro per tanti giovani che guardano all'agricoltura e all'allevamento con rinnovato interesse, riscoprendo il valore del legame con il territorio.

E il consorzio da parte sua si è dichiarato disponibile ad impegnarsi come supporto tecnico per facilitare i contatti tra allevatori ed acquirenti, mettendo a disposizione l'esperienza dei propri soci e le opportunità commerciali che via via si presentano.

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