Suini, potrebbe andare meglio

A luglio qualche segnale positivo per gli allevamenti, ma la redditività resta inferiore a quella dello scorso anno. Lo dicono le analisi del Crefis. Peggiorano invece i conti dei macelli e del prosciutto di Parma Dop

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Salgono i prezzi e calano i costi per l'alimentazione. Ma è ancora crisi
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

Migliorano i conti degli allevamenti di suini in luglio.
Merito della ripresa dei mercati e del contemporaneo calo dei costi per l'alimentazione degli animali, grazie al calo dei prezzi delle materie prime. Così riprende fiato la redditività della suinicoltura italiana, tanto che l'indice Crefis (il Centro per le ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza, diretto da Gabriele Canali) ha mostrato un +3% su giugno.

In termini tendenziali (cioè operando il confronto con lo stesso mese dell'anno precedente) la variazione è però negativa (-5%), segno che, in termini di perfomance economica, gli allevatori hanno ancora terreno da recuperare.


I prezzi

Dal punto di vista del mercato, il prezzo medio mensile dei suini pesanti da macello destinati al circuito tutelato è aumentato a luglio del 3%, raggiungendo 1,380 euro/kg.
Si tratta tuttavia di quotazioni lontane da quelle dell'anno scorso, e lo segnala la variazione tendenziale pari a -9,9%.

Sempre a giugno le quotazioni dei suini pesanti da macello destinati al circuito non tutelato sono aumentate a 1,311 euro/kg; che si traduce in +2,7% su base congiunturale ma -6,4% su base tendenziale.
Scendono infine a luglio i prezzi dei suinetti da allevamento. I capi di peso 30 kg quotano 3,019 euro/kg; il -2,5% in meno rispetto a giugno, un prezzo peraltro risultato del 2,1% più elevato di quello registrato l'anno scorso.


Più costi per i macelli

L'incremento dei costi per l'acquisto dei suini vivi ha pesato a luglio sulla redditività dell'industria di macellazione italiana. L'indice Crefis segna -1,2% rispetto al mese precedente e -0,5% rispetto al 2018.

D'altro canto, a luglio, il mercato dei tagli freschi è stato relativamente positivo, almeno dal punto di vista congiunturale.
Il prezzo della coscia fresca pesante destinata a produzioni tipiche è infatti salito a 3,715 euro/kg, cioè +2,1% su giugno.
Mentre la quotazione media mensile delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche è salita dello 0,5%, arrivando a 3,298 euro/kg.
Va però sottolineato che nel luglio 2018 i prezzi di questi stessi prodotti erano ben più elevati, tanto che le variazioni tendenziali sono negative: -18,9%; -14,2% rispettivamente.

Sale a luglio anche il prezzo del lombo taglio Padova: 3,600 euro/kg, ovvero +2,1% su base congiunturale ma -3,7% su base tendenziale.


Stagionatura in affanno

Scende nuovamente a luglio la redditività della stagionatura del Prosciutto di Parma Dop. La tipologia pesante ha fatto segnare -0,7% su giugno e -0,8% sul 2018.

Nel contempo, continua invece a crescere la redditività degli stagionatori di prosciutti non tipici, con aumenti dell'8,4% per le cosce stagionate pesanti (+7,6% la variazione tendenziale).
Torna così negativo (-5,9%) il differenziale di redditività tra i prosciutti Dop e quelli generici.

Per quanto riguarda il mercato, a luglio il prezzo del prosciutto di Parma pesante è rimasto stabile a 7,950 euro/kg rispetto a giugno, ma resta ad un livello più basso del 15,4% nei confronti delle quotazioni dell'anno scorso.
Invariate a 6,000 euro/kg anche la quotazioni dei prosciutti pesanti generici; che dal punto di vista tendenziale segnano -9,8%.

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