Assica: la filiera dei salumi tra dati, export e prospettive future

Durante l'assemblea annuale dell'associazione delle carni e dei salumi sono stati presentati i dati del settore. Nel 2018 si è registrata una lieve crescita nell'export e una flessione nei consumi

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Assemblea annuale di Assica

Il futuro della filiera delle carni e dei salumi. E' stato questo uno dei temi al centro dell'assemblea annuale di Assica, associazione industriali delle carni e dei salumi aderente a Confindustria, dove sono stati presentati anche i dati economici di un settore che registra una lieve crescita nell'export e una flessione invece nei consumi.

Con un saldo commerciale del settore che ha registrato un aumento del +1,5% per oltre 1,3 miliardi di euro, "il 2018 ha segnato un incremento dei livelli produttivi del settore suinicolo, caratterizzato da consumi stagnanti e da un rallentamento della crescita delle esportazioni" ha affermato il presidente di Assica, Nicola Levoni.

"In questo contesto mutevole e volatile, abbiamo proposto soluzioni alla nostra politica che ha messo a punto con noi risposte concrete. Registriamo dunque la previsione nel Decreto Emergenze in agricoltura di un apposito fondo per l'ammodernamento, l'innovazione e la promozione del settore suiniciolo. Un segnale di attenzione tempestivo, concreto e niente affatto trascurabile. E' l'approccio trasversale a tutte le forze parlamentari e di governo con cui è stato portato avanti questo provvedimento ci conferma ancora una volta di quanto il nostro settore e l'agroalimentare tutto siano effettivamente al centro del rilancio del nostro paese" ha precisato il presidente.


Consumi interni, prosciutto cotto sempre in cima

La produzione di salumi, nel 2018, è risultata in aumento chiudendo i dodici mesi con oltre 1,184 milioni di tonnellate, 0,6% in più rispetto al 2017 (1,177 tonnellate). Il valore della produzione ha invece mostrato una crescita più sostenuta, portandosi a 8.081,9 milioni di euro (+1,3%).

Registrata una flessione invece nei consumi (-0,9% per 1,049 milioni di tonnellate) che vede però le preferenze degli italiani invariata rispetto al 2017: al primo posto sempre il prosciutto cotto, con una quota pari al 26,4% del totale dei salumi, seguito dal prosciutto crudo al 21,8%, da mortadella e wurstel al 19,0%, dal salame al 7,9% e dalla bresaola all'1,4%.

"Per una ripresa dei consumi interni, in flessione ormai da anni, occorre ridare slancio all'economia nazionale, ricordando la centralità dell'impresa che non deve essere più vista con diffidenza, ma come un partner importante all'interno della filiera e una garanzia per il consumatore. Oggi sono più che mai una priorità le iniziative volte alla corretta informazione e alla promozione di moderni e corretti stili alimentari e di vita per valorizzare la tradizione e la tipicità del nostro settore" ha continuato Levoni.


Lieve crescita per l'export

L'export, secondo le elaborazioni Assica sui primi dati Istat, nel 2018 ha raggiunto quota 181.997 tonnellate (+1,0%) per un valore di 1,5 miliardi di euro (+0,3%).

In difficoltà sono apparse le spedizioni verso la Ue mentre è risultato più dinamico l'export verso i Paesi terzi, dove un ruolo importante è stato giocato dalle spedizioni verso gli Usa.

Nel corso dell'anno le importazioni di salumi hanno evidenziato un calo del -8,2% (51.295 tonnellate) per un valore di 202,7 milioni di euro (-6,7%).

"Il 2018 è stato un anno ancora positivo sul fronte dell'export. Sicuramente abbiamo registrato una crescita più contenuta rispetto al passato, ma dobbiamo considerare che, dal 2014 ad oggi, le nostre esportazioni di salumi sono aumentate del 21,9% in quantità e del 21,4% in valore. Nel 2018, inoltre, abbiamo assistito ad un generale rallentamento dell'export made in Italy anche a causa delle difficoltà di alcuni partner commerciali fondamentali nella Ue" ha specificato il presidente.

Per agevolare le aziende nella loro attività di internazionalizzazione, Assica ha realizzato una piattaforma online, in cui sono raccolte tutte le informazioni utili per esportare carni suine e salumi.
"La realizzazione di questo database ha richiesto un lungo lavoro, che proseguirà con continui aggiornamenti e approfondimenti. Sono certo che questo strumento sarà un validissimo supporto per le nostre aziende che si muovono sui mercati internazionali" ha concluso Nicola Levoni.

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