Calabroni, è tempo di monitoraggio

Con la primavera riparte l'attività di vespe e calabroni, temibili predatori delle api ma anche voraci mangiatori di frutta e fastidiosi ospiti in luoghi di lavoro e giardini. Alcuni suggerimenti su come catturarli e identificarli

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Una regina di Vespa crabro sul primo abbozzo di nido
Fonte foto: Oldobelix - Wikipedia

Riparte la primavera e con lei riparte la stagione attiva di vespe e calabroni e di conseguenza la necessità di monitorarli e di tenerli sotto controllo.

In realtà è sempre tempo di monitoraggio, dal momento che per Vespa velutina ad esempio, alcune catture sono state fatte anche in tardo autunno-inverno, come nel caso del maschio catturato in Toscana o dei ritrovamenti in Veneto.

Ma in primavera riparte l'attività delle regine fondatrici che iniziano a cercare un posto dove stabilire un nuovo nido.

I calabroni infatti sono insetti pseudosociali e, in primavera, una regina feconda cerca un luogo idoneo dove costruire il nido e inizia a costruirlo usando cellulosa e legno impastati di saliva. Lì depone le prime uova che accudisce da sola, andando anche fuori a cercare cibo per sé e per la prole.

Poi man mano che nascono le figlie, queste aiuteranno la madre nella ricerca del cibo e nell'accudimento delle uova e delle larve, fino a che la popolazione sarà tale che la regina fondatrice si dedicherà quasi esclusivamente alla deposizione delle uova, come un'ape regina nell'alveare.

Catturare una regina fondatrice in primavera equivale praticamente ad evitare un nido in estate. Per cui il monitoraggio con le trappole in questa fase è molto più efficace.

Inoltre le trappole alimentari, facilmente realizzabili con delle bottiglie, permettono di recuperare i cadaveri degli insetti catturati e identificarli. In questo modo è possibile tenere sotto controllo anche la presenza di specie invasive come la Vespa velutina, che quest'anno ha già iniziato ad attivarsi anche alla fine di febbraio in certe zone della Liguria.

Per fare una trappola è sufficiente munirsi di bottiglie di plastica trasparenti di acqua o bibite, (anche colorate, ma che facciano passare la luce), praticarci un foro sul collo o metterci un tappo trappola reperibile in qualsiasi agraria, e aggiungere un'esca alimentare. In questo periodo la migliore è la birra.

Istruzioni pratiche su come costruirsi una trappola si possono trovare anche sull'apposita pagina di StopVelutina, la rete di monitoraggio nazionale del calabrone asiatico.

La bottiglia poi deve essere appesa a circa 2 metri di altezza da terra, in una zona esposta al sole. Una volta alla settimana o una volta ogni 10 giorni si provvederà a svuotarla per riconoscere gli insetti catturati e sostituire la birra con altra nuova e più attrattiva.

Per il riconoscimento dei calabroni si rimanda anche al nostro articolo 'Calabroni, conoscerli e riconoscerli' ma in caso di dubbi si consiglia di rivolgersi ad esperti, in particolare facendo riferimento alla rete StopVelutina dove potranno indicarvi le persone più adatte più vicine.

Resta poi aperto a tutti l'appello di segnalare la presenza di specie esotiche invasive come Vespa velutina ed eventualmente anche specie autoctone come Vespa orientalis fuori dal suo areale, cioè non nel Sud Italia. Per questo è attivo anche il sistema di segnalazione informatico.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: salute animale zootecnia calabroni

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