Dal 27 al 29 marzo prossimi si terrà alla Fiera di Forlì l'edizione 2019 di Fieravicola, la manifestazione dedicata all'avicoltura romagnola, che quest'anno guarda in modo particolare ai mercati africani, come è stato affermato ieri all'incontro tenutosi al ministero degli Affari esteri a Roma per presentare il sistema Romagna a diplomatici africani provenienti da Algeria, Angola, Burkina Faso, Burundi, Repubblica del Congo, Costa d'Avorio, Ghana, Repubblica di Guinea, Guinea Equatoriale, Kenya, Liberia, Libia, Marocco, Mozambico, Uganda, Zambia e Zimbabwe.

L'intenzione è quella di  "Costruire insieme ai Paesi africani un percorso di crescita comune, basato sul know how delle aziende italiane, ma modulato sulle esigenze dei partner locali", ha ricordato il consigliere di Ambasciata Luigi Scotto in apertura dei lavori.
 

Aperti alla cooperazione

"Forlì e la Romagna sono un grande laboratorio di innovazione, un territorio creativo, sempre pronto a rispondere alle sollecitazioni del mercato. Una caratteristica che i nostri imprenditori hanno saputo declinare in ogni settore, dall'agricoltura alla cantieristica navale, con la stessa passione". Sono le parole di Gianluca Bagnara presidente della Fiera di Forlì che ha poi specificato: "È qui che l'avicoltura intensiva ha preso corpo nel dopoguerra, diventando uno dei settori più dinamici dell'agroalimentare italiano. Un comparto nel quale le aziende del nostro territorio hanno saputo farsi apprezzare in Italia e nel mondo sia sotto il profilo tecnologico che di prodotto, riuscendo ad immettere nel mercato carni avicole e uova di prima qualità".

"Abbiamo dato vita ad una filiera complessa, ma efficiente -
ha aggiunto Bagnara -, che oggi vogliamo contribuire a sviluppare anche in Africa, un continente che vede nell'avicoltura un importante strumento per far crescere l'economia e migliorare il livello nutrizionale della popolazione. È per questo che Fiera di Forlì è lieta di poter essere di nuovo al ministero degli Affari esteri per presentare la 51° edizione di Fieravicola e rinnovare il nostro impegno a favore della diffusione del know how italiano in Africa".
 

Focus Africa

"Fieravicola ha una naturale vocazione per l'estero - ha ricordato Paolo Rosa, responsabile estero di Fieravicola - perché solo dal confronto e dal dialogo con i futuri professionisti dell'avicoltura africana si possono studiare piani di investimento, capaci di adattare la tecnologia messa punto dalle aziende italiane alla realtà e alle esigenze di sviluppo dei paesi partner. L'avicoltura in Europa ha adottato infatti un modello intensivo, ma questo non significa che in Africa debba essere riproposto in maniera identica, aprendo invece le porta anche a soluzioni più estensive. L'importante è che le proposte siano sostenibili economicamente e capaci di garantire un elevato livello di sicurezza alimentare, nel rispetto del territorio in cui si effettueranno questi interventi".