Latte ovino sardo, i trasformatori disertano il tavolo di filiera

A Roma presente solo Assolatte. Nessuna possibilità di definire il prezzo minimo del latte, il prefetto di Sassari nominato commissario della filiera ovicaprinana sarda dal ministro Salvini. Centinaio: "stiamo preparando un decreto legge"

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Intanto in Sicilia positivo il primo incontro tra pastori e assessorato agricoltura
Fonte foto: © Dmitry Pichugin - Fotolia

Il tavolo di filiera del latte ovino sardo convocato a Roma dal premier Giuseppe Conte e tenutosi ieri, 21 febbraio, nella sede del ministero per le Politiche agricole è stato disertato dai trasformatori e si è risolto in un nulla di fatto rispetto alla possibilità di stabilire finalmente il prezzo minimo del latte.

In compenso il ministro alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, che ha ostentato ottimismo, ha assicurato che il governo è al lavoro per predisporre un decreto legge per intervenire nella filiera con quasi 50 milioni di euro.

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha nominato commissario della filiera del latte ovino il prefetto di Sassari, Giuseppe Marani che convocherà nei prossimi giorni un tavolo tecnico nella sede della prefettura di Cagliari.
A Marani sono stati affidati i compiti di analisi e sorveglianza del monitoraggio delle attività di filiera.


L'incontro, assenti e presenti

Presenti all'incontro il ministro delle politiche agricole, Centinaio, l'assessore all'agricoltura della Regione autonoma della Sardegna, Pierluigi Caria e i rappresentanti dei pastori.

Lungo l'elenco degli assenti: i tre consorzi di tutela, Fiore Sardo, Pecorino Romano, Pecorino Sardo, Federdistribuzione e Federalimentare.

Per Confindustria presente Assolatte, ma senza mandato a trattare.

Non si è pertanto neppure affrontato il tema prezzo minimo: compreso tra i 72 centesimi offerti nell'ultimo confronto a Cagliari dai trasformatori e gli 80 centesimi richiesti dai pastori, con la prospettiva di salire sino a un euro, nell'assemblea svoltasi a Tramatza. Su tanto si registrano i malumori del Movimento pastori sardi.


I passi avanti per sbloccare la situazione

Eppure, sono stati anche fatti alcuni passi avanti.

E' stato firmato il decreto ministeriale che proroga il programma di produzione e le relative quote produttive di Pecorino romano, con la scadenza posticipata al 31 luglio 2019.

Il presidente del Consiglio Conte ha autorizzato l'atto di emanazione di un decreto legge per affrontare le emergenze agricole, nel quale inserire il contributo dello Stato agli interessi sui mutui, la definizione di misure di monitoraggio per assicurare il rispetto delle quote e la previsione del registro telematico del latte ovino.

E' stato confermato l'impegno della Grande distribuzione organizzata per avviare una campagna straordinaria per il sostegno al Pecorino sardo a decorrere dal 23 febbraio e la disponibilità per un incontro a Roma.


Le dichiarazioni del ministro

"Esco molto soddisfatto da questa riunione dove abbiamo parlato di tavolo di filiera e concretizzato alcuni dei 10 punti concordati nell'incontro in prefettura a Cagliari. Ci sono stati dei passi avanti importanti" così il ministro delle politiche agricole Centinaio al termine del tavolo sul latte ovino.

Sul prezzo secondo il ministro "verrà aperto un tavolo tecnico in Sardegna nei prossimi giorni. A convocarlo sarà il prefetto di Sassari, Giuseppe Marani. Nelle prossime ore contatterò il prefetto e vedremo su che partite inizierà a lavorare. Voglio ringraziare il ministro dell'Interno che è stato efficientissimo".

"Con un decreto legge stiamo lavorando con i fondi a disposizione, circa 50 milioni di euro, e per l'istituzione del registro telematico che determinerà maggiore trasparenza nel settore" ha concluso il ministro Centinaio. Una quota di questi fondi, 28 milioni, dovrebbe essere impiegata per il ritiro dal mercato del pecorino Romano mediante le aste per gli indigenti.


Sicilia, confronto positivo in assessorato

"E' stato un confronto positivo, abbiamo ricevuto rassicurazioni e piena disponibilità da parte della Regione sui temi da noi sollevati. Ora aspettiamo che alle parole si passi ai fatti". Lo ha detto Salvatore Nasello, vicepresidente della Cia Sicilia Occidentale dopo l'incontro di martedì sera a Palazzo d'Orleans con il presidente Nello Musumeci e l'assessore all'Agricoltura Edy Bandiera. Incontro che è durato un paio di ore e che era stato convocato proprio da Musumeci visto il dilagare della protesta di pastori e allevatori.

Nasello, in rappresentanza del comparto zootecnico della Cia Sicilia, ha portato sul tavolo i principali problemi sollevati dall'organizzazione nelle ultime settimane. A cominciare dalla richiesta di istituire un tavolo tecnico permanente tra Regione e associazioni di categoria per affrontare le principali emergenze, come lo sblocco dei bandi per le indennità compensative e per il biologico.

"Musumeci – ha detto Nasello - ha accolto la nostra richiesta di un confronto continuo con gli assessorati all'Agricoltura e alla Sanità e ci ha garantito ulteriori sforzi per salvaguardare non solo latte e carne ma anche tutta la produzione agricola siciliana. Ci ha promesso che il bando per la misura 4.1, a sostegno degli investimenti in azienda, sarà più snello e rivolto soprattutto alle piccole imprese che fino ad ora erano rimaste escluse, confermando il tetto di 500mila euro a progetto".

"Inoltre ci ha anche prospettato un nuovo bando per le misure a superficie, che sblocchi le indennità compensative - continua il vicepresidente della Cia Sicilia Occidentale - Restiamo però col fiato sospeso sul comparto biologico. Abbiamo anche chiesto maggiore tutela contro la concorrenza sleale che affossa le nostre produzioni e maggiore attenzione sulla piaga della massiccia e incontrollata diffusione dei suidi che, oltre ai danni arrecati alle coltivazioni, sono un pericolo sanitario per i nostri capi di bestiame. E' importante intervenire su questo problema anche a tutela della salute dei consumatori".

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