L'orzo? Lo schiaccio con il robot

Visita all'allevamento biologico "Il Farneto" di Monterenzio (Bo), alla scoperta del nuovo gioiello tecnologico messo a punto dalla Agricall/Tenagri di Mercato Saraceno (Fc)

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La stalla è collocata sul crinale che separa la valle del fiume Sillaro dalla valle del fiume Idice

Chiamatelo, se volete, robot di frangitura, laminatura, fioccatura. Più succintamente stiamo parlando di Q10, l'ultimo modello automatizzato di schiacciatrice a freddo per cereali messo a punto dall'Agricall/Tenagri di Mercato Saraceno (Fc), e che oggi è in funzione presso l'allevamento dei coniugi Marisa Montebuglioli e Alfonso Galeotti di Monterenzio (Bo). Un'interessante realtà agricola e zootecnica a conduzione biologica, dove a una mandria di lattifere da 75 capi in mungitura si affiancano circa 35 bovini all'ingrasso, frutto dell'incrocio di parte delle Frisone con il toro Limousine.

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Tra i prodotti di punta che arricchiscono il menù dell'agriturismo aziendale, la ricotta, i gelati e naturalmente le carni dei bovini di casa. Fatto piuttosto singolare per una stalla letteralmente collocata su un crinale appenninico, è l'abbondanza di seminativi a disposizione: 180 ettari, tra terreni di proprietà e in affitto. Motivo per cui non manca la disponibilità di cereali bio di produzione aziendale da destinare all'alimentazione del bestiame: "Quest'anno, nella nostra azienda - conferma soddisfatto Alfonso - abbiamo prodotto più di 1.600 quintali di granella d'orzo, circa mille quintali di sorgo, 600 quintali di triticale e 400 quintali di favino". Tutte materie prime che per ora sono sfruttate sotto forma di sfarinati, ad eccezione dell'orzo: "Per un certo periodo - precisa Alfonso - eravamo soliti passare al mulino anche la granella d'orzo. Ma poi le vacche hanno manifestato problemi podali, per cui abbiamo immediatamente ridotto i quantitativi inseriti in razione. Successivamente, da quando abbiamo acquistato l'impianto Agricall/Tenagri, che abbiamo impostato in modo da ottenere una frangitura grossolana delle cariossidi, siamo tornati ai quantitativi di prima. Intendo dire ai 5-6 quintali al giorno".

Alfonso Galeotti all'interno della stalla dell'azienda agrituristica 'Il Farneto'
Alfonso Galeotti all'interno della stalla dell'azienda agrituristica "Il Farneto"


Stop a rumori e polvere

Per l'esattezza l'idea di schiacciare l'orzo risale a un anno e mezzo fa, dopo il rituale confronto con l'alimentarista di fiducia e con altri colleghi già dotati di una schiacciatrice Agricall/Tenagri. "Ma i modelli che abbiamo visto in funzione presso gli altri allevamenti - osserva il nostro interlocutore - male si adattavano alla nostra realtà, principalmente perché il cereale schiacciato non veniva scaricato direttamente all'interno del carro unifeed. Cosa che invece, con il modello Q10 sviluppato da Agricall/ Tenagri, è realtà quotidiana".

A sinistra: dal silos di stoccaggio, il cereale viene prima di tutto veicolato a una bilancia dosatrice. A destra: dopo la pesata, la granella passa alla schiacciatrice
A sinistra: dal silos di stoccaggio, il cereale viene prima di tutto veicolato a una bilancia dosatrice. A destra: dopo la pesata, la granella passa alla schiacciatrice

Oggi l'impianto in funzione al Farneto ricorda la performance di un'orchestra ben collaudata. Basta girare una chiave e inizia la musica: dal silos esterno di stoccaggio, il cereale viene prima di tutto riversato all'interno di una bilancia esterna dotata di inverter, dispositivo che consente lo scaricamento del silos alla velocità richiesta dalla schiacciatrice.

 Al Farneto la granella d'orzo viene frantumata in modo grossolano
Al Farneto la granella d'orzo viene frantumata in modo grossolano

L'orzo schiacciato viene veicolato a un silos intermedio da 15 quintali, da cui giornalmente, attraverso un tapis roulant, viene trasportato fino al carro miscelatore
L'orzo schiacciato viene veicolato a un silos intermedio da 15 quintali, da cui giornalmente, attraverso un tapis roulant, viene trasportato fino al carro miscelatore

La bilancia provvede a pesare la granella e a fare in modo che i quantitativi che raggiungono la schiacciatrice, posizionata all'interno del mangimificio aziendale, siano quelli impostati dall'operatore. Nel caso del Farneto si tratta di 15 quintali di solo orzo, utili a soddisfare il fabbisogno aziendale di tre giorni. Dopo la schiacciatura il cereale viene trasferito per mezzo di un tappeto all'interno di un silos intermedio di stoccaggio. Di qui, la granella schiacciata viene quotidianamente riversata, nelle quantità volute e per le volte volute (2,5-3 quintali per due volte al giorno nel caso del Farneto) su un tapis roulant che provvede a trasportare l'alimento fino al punto da cui, per caduta, raggiungerà il cassone del carro miscelatore.

La centralina di controllo dell'impianto automatizzato
La centralina di controllo dell'impianto automatizzato


Migliori performance

"Puntiamo a una frangitura grossolana delle cariossidi - ribadisce Alfonso - per cui in circa tre ore la schiacciatrice lavora il quantitativo che mi serve per tre giorni. Senza fare troppo rumore e a un livello di polverulenza ridotto ai minimi termini".

"Ma la soddisfazione più grande - interviene Mauro Ravaioli, titolare di Agricall/Tenagri - è il colpo d'occhio offerto dai ruminanti alimentati coi cereali usciti dai nostri impianti. I problemi di acidosi legati a un eccesso di sfarinati prontamente fermentescibili sono un lontano ricordo, gli animali non hanno bisogno di cure, sono in forma, con il mantello lucido, ruminano bene e performano meglio. E alla fine producono alimenti ancora più sani per noi consumatori". Parigi val bene una Messa, dice il detto.

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Fonte: Allevatori Top

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Tag: allevamento cerealicoltura biologico azienda agricola bovini tecnologia zootecnia robot

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