L'Afs piace anche ai bovini da carne

L'"Automatic feeding system" sviluppato e commercializzato dalla Lely è già in uso in alcune stalle da ingrasso della Pianura padana, con risultati decisamente interessanti. Ecco l'esperienza di Fabio Cantù, allevatore di Zevio (Vr)

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Nell'allevamento Cantù sono stabulati 450 capi all'ingrasso di origine francese

"Sono andato a sposarmi di domenica pomeriggio, perché la mattina dovevo dare da mangiare agli animali, e col carro unifeed ci impiegavamo tre ore, in tre persone che eravamo". Se oggi chiedete a Fabio Cantù, ingrassatore di bovini da carne a Zevio (Vr), se è soddisfatto di aver sostituito il carro miscelatore con un robot di alimentazione - nella fattispecie, con l'ultimo modello Vector della Lely - la risposta è invariabilmente positiva: "non tornerei più indietro", aggiunge convinto.

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E allora facciamo un passo indietro e proviamo a vedere in che modo Fabio è entrato a far parte del club dei pionieri di questa tecnologia, quanto meno nel settore del bovino da carne. Secondo quanto infatti riferisce Lely Italia, al momento nel nostro paese sono circa una dozzina gli ingrassatori che, così come Fabio, hanno scelto di dotarsi del rosso Afs.

Fabio Cantù
 

Motivazioni contingenti

"La nostra - premette Fabio - è un'azienda a gestione tipicamente familiare, dove ingrassiamo 450 capi di origine francese. Più che altro maschi, che alleviamo su grigliato, e un gruppo di femmine che teniamo invece su lettiera in paglia. La razione è di tipo unifeed, che per anni abbiamo preparato e distribuito con il carro miscelatore. L'ultimo modello utilizzato funzionava bene, ma faceva fatica ad entrare nei capannoni, e in particolare in una stalla che è dotata di una porta larga meno di tre metri. Per cui a seguire le operazioni di distribuzione eravamo in tre, mio padre Renzo e il sottoscritto, con mia sorella Giulia che ci indicava la direzione da prendere: più a destra, più a sinistra. Poi, nel marzo del 2017, ci siamo trovati di fronte a un dilemma: mio padre, classe 1942, sarebbe andato a breve in pensione. Dal punto di vista economico non avrebbe avuto senso sostituirlo con un operaio, per cui mi dicevo: 'qui ci vorrebbe un robot di alimentazione'. È stato un mio amico allevatore ad informarmi che il robot esisteva veramente, e veniva già utilizzato nella vacca da latte".

A sinistra: l'angusta porta che un tempo rendeva difficoltoso l'ingresso del carro unifeed in uno dei capannoni A destra: la nuova struttura dove è collocata la cucina del robot (al centro nella foto)
A sinistra: l'angusta porta che un tempo rendeva difficoltoso l'ingresso del carro unifeed in uno dei capannoni.
A destra: la nuova struttura dove è collocata la cucina del robot (al centro nella foto)

Così Fabio corre a vedere Vector dal vivo, prima in fiera a Verona e poi all'opera in stalla, in un'azienda da latte del trevigiano, e si decide a chiedere alla regione il contributo del Psr per l'acquisto. Ottenuto il quale, la robotizzazione fa il suo ingresso nell'allevamento della famiglia Cantù.
 

Al di là delle aspettative

Da allora è passato circa un anno e mezzo, e il bilancio appare decisamente positivo. "All'epoca - osserva Fabio - non mi ponevo grandi aspettative: dovevo risolvere un problema contingente, per cui mi auguravo semplicemente che il robot fosse in grado di preparare e distribuire la razione in autonomia, mentre io facevo altro. Non posso negare che il rodaggio sia stato impegnativo, mi sono dovuto abituare a un sistema totalmente nuovo di gestione dell'azienda. Adesso, grazie anche al costante supporto del concessionario di zona, ho preso familiarità con il mezzo. E posso dire che dal punto di vista tecnico il robot è andato al di là delle mie aspettative".

Le operazioni di carico durano una ventina di minuti, a cui segue la miscelazione degli ingredienti (durata media: 7 minuti)
Le operazioni di carico durano una ventina di minuti, a cui segue la miscelazione degli ingredienti (durata media: 7 minuti)

"Vector - sintetizza infatti il nostro interlocutore - distribuisce tre-quattro volte al giorno in ogni box una razione fresca, appena preparata nella cucina aziendale. E questo comporta vantaggi innanzitutto di tipo comportamentale, perché i bovini, non dovendo più competere per l'alimento, sono più tranquilli; non temono il robot e attendono serenamente il suo passaggio dalla rastrelliera. Non mancano, poi, i benefici sul fronte della performance e della salute: la razione è sempre fresca, appetibile e disponibile, per cui i consumi alimentari tendono ad aumentare, mentre il pH ruminale rimane più stabile, con minori rischi di incorrere in quei fenomeni di acidosi che nel bovino da carne sono all'origine di molte patologie". "Ho anche notato - riferisce Fabio - che nella fase tra i 350 e i 400 chili, gli animali crescono qualche etto in più".

Il 'tagliablocchi', necessario per costituire i blocchi di silomais da stoccare in cucina. L'operazione serve a impedire che in estate l'alimento, una volta prelevato dalla trincea, si scaldi e si deteriori
Il 'tagliablocchi', necessario per costituire i blocchi di silomais da stoccare in cucina. L'operazione serve a impedire che in estate l'alimento, una volta prelevato dalla trincea, si scaldi e si deteriori

E poi ci sono i vantaggi di ordine economico: "Non c'è bisogno di stipendiare un carrista - afferma - per cui nell'arco di un paio d'anni l'investimento viene ammortizzato. Senza dimenticare che il robot funziona ad elettricità, che qui da noi non rappresenta una voce di costo visto che la produciamo in azienda, attraverso il nostro impianto fotovoltaico da 100 KWh posizionato sul tetto di un capannone. Ma con il passaggio al robot abbiamo anche dimezzato i consumi e i costi del gasolio".

Il robot raggiunge il capannone e distribuisce la razione solo laddove necessario
Il robot raggiunge il capannone e distribuisce la razione solo laddove necessario
 

Tempo guadagnato

E per finire c'è l'aspetto che in molte realtà conta più di tutti: il tempo risparmiato, che può essere investito in altre attività lavorative o ricreative.

Il software gestionale oggi include alcune voci specificamente previste per gli allevatori di bovini da carne
Il software gestionale oggi include alcune voci specificamente previste per gli allevatori di bovini da carne

"Oggi ci è sufficiente che una persona supervisioni il funzionamento del robot per un'ora al giorno, più che altro dal computer, e che una volta ogni tre giorni dedichi un paio d'ore al rifornimento della cucina".

Il grafico dell'accuratezza della razione, uno dei parametri specificamente sviluppati da Lely per gli allevatori di bovini da carne
Il grafico dell'accuratezza della razione, uno dei parametri specificamente sviluppati da Lely per gli allevatori di bovini da carne

La soddisfazione di Fabio Cantù nei confronti di questa tecnologia è dunque palpabile. "Adesso - sorride - potrei tranquillamente andare a sposarmi la domenica mattina".

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di Alessandro Amadei

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Allevatori Top

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Tag: carne bovini tecnologia robot

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