La suinicoltura 'tiene'

Lieve aumento della redditività degli allevamenti, che si mantiene superiore a quella dello scorso anno. Ma i conti non tornano per macellatori e stagionatori. É quanto emerge dalle analisi del Crefis

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Modesto calo dei prezzi per i suini pesanti, che restano tuttavia più alti rispetto a quelli del 2016
Fonte foto: © Ursule - Fotolia

Leggero calo del prezzo per i suini pesanti in novembre, ma incurante di questa flessione la redditività degli allevamenti suini fa un piccolo passo avanti rispetto al mese precedente, segnando un modesto, ma significativo, più 0,2%.

E' quanto emerge dalle analisi del Crefis, il Centro di ricerche economiche dell'Università Cattolica di Piacenza, diretto da Gabriele Canali, che evidenziano inoltre come l'indice di redditività degli allevamenti suini rimanga saldamente positivo rispetto all'anno scorso, cioè a livello tendenziale (+9,1%).
 

Chi sale e chi scende

Questo nonostante il prezzo dei suini pesanti da macello sia apparso, sempre a novembre, in lieve calo (-0,2%, per 1,701 euro/Kg sul mercato di Modena) o sostanzialmente costante (+0,02% rispetto ad ottobre attestandosi a 1,703 euro/kg alla Cun). Da sottolineare, anche in questo caso, che le variazioni tendenziali sono rimaste favorevoli: +7,6% per Modena e +8,1% per la Cun.

Scendono ancora le quotazioni dei suinetti da allevamento: -5,6% a livello congiunturale, per un prezzo a 2,737 euro/kg (Cun); ma con variazione tendenziale ampiamente positiva: +7,8%.
 

Meglio, ma non troppo, i macelli

Sale a novembre la redditività della macellazione di suini, con l'indice Crefis che si attesta a +1,2% rispetto a ottobre. Va però evidenziata la variazione nei confronti dello stesso mese dell'anno scorso che, dal punto di vista dei macellatori, rimane molto insoddisfacente: -13,9%.

A favorire l'aumento congiunturale di remuneratività è stato l'andamento favorevole del mercato dei lombi freschi, che a novembre hanno quotato 3,270 euro/Kg (taglio Modena su mercato di Modena), ovvero il 4,8% in più rispetto a ottobre.

Mentre sono stati visti in calo i prezzi delle cosce fresche pesanti. Sia quelle destinate a prosciutti Dop, che alla Cun hanno quotato 5,415 euro/kg (-0,9% su ottobre); sia quelle destinate a prodotti generici i cui prezzi, sempre alla Cun, sono scesi del 2,4% (4,020 euro/Kg).
Le variazioni tendenziali sono state positive per le cosce fresche destinate a Dop, e negative per quelle della filiera non tutelata.
 

Prosciutti in recupero

Un miglioramento di redditività si è anche verificato, a novembre, nella fase di stagionatura dei prosciutti Dop. L'indice Crefis relativo al "Parma" pesante è infatti migliorato dello 0,5% su ottobre, ma rimane seriamente negativo rispetto al novembre 2016 (-10,4%).

Il dato oggi positivo a livello congiunturale è dovuto a una causa altrettanto contingente: l'acquisto, avvenuto dodici mesi fa, di quelle cosce fresche che oggi sono vendute come stagionate si è verificato in condizioni di mercato allora molto favorevoli per gli stagionatori.
Il che ha compensato, in termini di redditività, un mercato delle cosce stagionate oggi, invece, in calo. Nell’ultimo mese, infatti, le quotazioni del Prosciutto di Parma pesante sono diminuite dello 0,5% rispetto a ottobre, con valori che si sono attestati a 10,500 euro/kg (peraltro con variazione tendenziale a +2,9%).

Per quanto riguarda la redditività dei prosciutti generici pesanti, a novembre si è verificato un rialzo del 2,7%; con il corollario, però, di un dato tendenziale a -15%.

Rimane così positivo il differenziale di redditività tra prosciutti Dop e generici (+16,4%), anche se ancora in calo rispetto agli ultimi mesi.

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