Parmigiano Reggiano, boom di adesioni al Piano produttivo 2017-2019

Largamente superata la quota indispensabile per l'approvazione da parte del Mipaaf. Prorogato al 15 giugno il termine per le accettazioni

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Già superato il 66% di adesioni da parte dei caseifici e degli allevatori

A poco meno di due mesi di distanza dall’approvazione della proposta in assemblea, avvenuta lo scorso sei aprile, il “Piano di regolazione dell’offerta” del Parmigiano Reggiano ha già superato il 66% di adesioni da parte dei caseifici e degli allevatori (complessivamente oltre 3.200), quota indispensabile affinché il piano possa ora andare al vaglio e all’approvazione da parte del Mipaaf.

Per consentire la più ampia adesione dei tanti caseifici ed allevatori favorevoli, ma in ritardo rispetto alla consegna delle delibere, inizialmente prevista entro il 31 maggio, il Comitato esecutivo del Consorzio ha prorogato il termine per le accettazioni al 15 giugno.

“L’adesione da parte dei singoli produttori - sottolinea il presidente del Consorzio Alessandro Bezzi - è un fatto tutt’altro che formale”.
“Da una parte, infatti, riafferma il valore riconosciuto ad una ordinata ed equilibrata gestione dell’offerta come primario strumento di valorizzazione del lavoro e dei redditi dei produttori, rendendone possibile l’applicazione; contemporaneamente - continua Bezzi - in una situazione molto critica per la filiera del latte in Italia e in Europa, il sistema Parmigiano Reggiano esce rafforzato nel suo rapporto con i mercati e nella valorizzazione di quelle ‘quote latte Parmigiano Reggiano’ che, unico caso tra le Dop europee, sono state attribuite direttamente agli allevatori, generando nuovo e concreto valore per le imprese”.

Il Registro quote latte Parmigiano Reggiano (Qlpr) venne introdotto dal Consorzio nel novembre 2014 in vista della cessazione del regime europeo delle quote latte, che dall’aprile 2015 ha comportato l’azzeramento totale del valore di quelle stesse quote che per anni erano state oggetto di scambi e rappresentavano uno dei patrimoni via via costruiti dagli allevatori.

“L’aspetto più rilevante dell’operazione messa in atto dal Consorzio di tutela - prosegue Alessandro Bezzi - fu proprio l’assegnazione di quote latte per il Parmigiano Reggiano di esclusiva proprietà degli allevatori, che da quel momento hanno potuto ancorare l’attività produttiva ad un titolo reale ed esclusivo”.

La massiccia adesione dei produttori al nuovo “Piano di regolazione dell’offerta” 2017-2019, dunque, va a salvaguardare anche questo patrimonio che, in base a valori attuali, corrisponde ad una capitalizzazione complessiva di circa 450 milioni di euro.

“Questo passaggio - conclude il presidente - ha anche una diretta ed immediata ricaduta su diverse altre azioni impostate dal Consorzio ed in particolare su quelle finalizzate alla promozione sul mercato interno e su quelli esteri, tanto più efficaci quanto più i flussi produttivi e la loro ordinata crescita corrisponde alla nuova domanda che si va ad alimentare”.

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