Dove sta andando la fragola in Italia?

Il 2021 ha evidenziato un mercato in crescita per consumi, offerta e prezzi medi. Ma questo 2022 ha fatto emergere problemi che devono essere risolti se si vuole far veramente crescere la fragola e il suo settore

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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La fragola in Italia nel 2020 e nel 2021 è cresciuta ma il 2022 ha fatto emergere delle criticità che non possono essere sottovalutate
Fonte foto: AgroNotizie

Una nota canzone di Checco Zalone inizia con "Ehi sono fragola 86 e sono di Pompei, tu tu chi sei". E proprio la fragola è uno dei frutti più amati dagli italiani e dagli europei grazie alle sue proprietà nutraceutiche e ai benefici che può apportare. I consumi in Italia sono infatti in crescita: +4% per volumi (96mila tonnellate) e +9% per valore rispetto al 2020 (393 milioni di euro). Le fragole sono ricche di sali minerali e vitamina C, hanno potere antiossidante e stimolano l'organismo a produrre serotonina (l'ormone della felicità). Una quantità di 100 grammi di fragole permette di apportare 31 Kcal, un valore molto basso se non uno dei più bassi tra tutti i frutti. Un consiglio per i più golosi: le fragole sono un alimento istamino liberatore, per cui in soggetti allergici o in caso di un sovradosaggio mangiandole possono manifestarsi reazioni cutanee e gonfiori. 


La pianta che produce le fragole è la Fragaria spp., appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Le varietà coltivate sono quasi tutte incroci tra Fragaria chiloensis e Fragaria virginiana. Oggi grazie alla presenza di tante varietà, diverse tipologie e di tecniche di coltivazione nuove è possibile coltivare fragola in Italia per quasi tutto l'anno, anche se il 90% è concentrato nel periodo marzo-giugno: nel 2021 in questa finestra commerciale - ha spiegato Elisa Macchi, direttore del Cso Italy durante il Macfrut 2022 all'interno di un evento organizzato dal Crea e da RiNova - sono state vendute 84mila tonnellate di prodotto. "Si tratta di una quantità superiore dell'8% rispetto al 2020, sebbene in linea con la media dei tre anni 2016-2019. Se guardiamo i prezzi le quotazioni medie del periodo sono state pari a 4,09 euro/kg (+5%), il valore più elevato rispetto alla serie storica a nostra disposizione".

 

La produzione in Italia

Questo trend positivo dal punto di vista dei consumi e dei prezzi sta trainando l'incremento delle terre coltivate a fragole, che hanno registrato un +4% rispetto al 2021 con circa 4.100 ettari di coltura specializzata (fonte Cso Italy, su dati catastali dei propri soci) di cui l'83% in serra e il 17% in pieno campo. I dati Istat del 2020 indicano che gli ettari coltivati sono stati di circa 4.600 ettari per una quantità di fragole prodotte di oltre 1 milione di quintali. La novità di quest'anno è che, alla sostanziale tenuta degli investimenti nelle aree del Sud Italia, si affianca anche un incremento della coltivazione della fragola nelle regioni più a Nord (+9%), che invece nel passato erano state soggette a forti contrazioni.

 

"Oggi nel Sud Italia - prosegue la Macchi - si concentrano oltre 2.600 ettari: Basilicata e Campania rimangono le prime regioni produttrici con più di 1.000 ettari ciascuna e da sole coprono il 50% degli ettari totali. Nel Nord Italia gli ettari coltivati sono circa 1.000 con Emilia Romagna (+11%) e Veneto che rappresentano i primi due poli produttivi. Nelle regioni del Centro si collocano oltre 500 ettari. A livello commerciale, dopo un 2020 più difficoltoso, la stagione 2021 si è chiusa con un export in risalita e quantitativi di circa 12mila tonnellate, +9% rispetto al 2020 e una crescita del valore del 29% a riprova di una buona valorizzazione del prodotto".

 

Fragola Asia

Ecco la varietà Asia*, varietà di fragola per coltivazioni continentali a maturazione precoce

(Fonte foto: AgroNotizie)

 

"Se guardiamo però questa stagione, anche in prospettiva della prossima, allora non è oro tutto quello che luccica - spiega Lucilla Danesi di Geoplant -. Il 2020 e il 2021 hanno rappresentato due annate particolari dal punto di vista dei consumi, con dati 'drogati' dall'effetto della pandemia di covid-19. Infatti i consumi di fragole sono stati alti così come i prezzi pagati, spingendo di fatto il mercato e la coltivazione (ricordiamo che la fragola è una pianta annuale). Se guardiamo il 2022 si sono mangiate meno fragole e i prezzi, soprattutto in questo momento, non sono molto alti: al Nord 1,60-2,00 euro al chilogrammo mentre al Sud 0,80-1,20 euro al chilogrammo. È vero che al Sud Italia siamo nella coda della stagione produttiva ma questo valore è decisamente basso: diversi produttori hanno infatti deciso di non raccogliere parte dei frutti per non pesare sul bilancio aziendale".

 

"Nel momento in cui la produzione al Sud Italia e in Spagna terminerà sono convinta che i prezzi del prodotto del Nord Italia, che è di grande qualità quest'anno, avranno un incremento consistente. I due grandi problemi di questa stagione sono l'enorme incremento dei costi di produzione (in alcuni casi è superiore al 30%) e la difficoltà a reperire manodopera. Su quest'ultimo aspetto pesano il reddito di cittadinanza, la mancanza di voglia di lavorare nel weekend da parte delle fasce più giovani, l'agricoltura vista come una scelta lavorativa marginale, stipendi a volte non all'altezza e la difficoltà per noi di garantire - in alcuni momenti - un minimo di giornate lavorative nell'arco della stagione".

 

Cosa cercano i consumatori?

Interessante è quanto emerso da una ricerca quali-quantitativa sul sentiment dei consumatori di fragole condotta a gennaio 2022 da Ncx Drahorad, e pubblicata su Italian Berry: più del 62% degli intervistati è insoddisfatto delle fragole che acquista. "A cosa prestano attenzione i consumatori nella scelta di acquisto? In primis al gusto e alla salubrità del prodotto (29,71%) - spiega Thomas Drahorad - poi alla freschezza (20,50%). La conservabilità (9,48%), l'aspetto esteriore (8,51%), la consistenza (7,67%) e l'origine sono anch'esse caratteristiche molto importanti. Il prezzo chiude la fila ed è stato menzionato solo nel 3% dei commenti".

 

"Se il gusto rappresenta il primo elemento come fare a percepirlo se non si può assaggiare prima di acquistare? Farlo portare sulla tavola è una vera e propria sfida: dalla selezione varietale alla coltivazione, dal confezionamento allo stoccaggio, ogni fase della filiera è delicata proprio come una fragola. E nella filiera ogni attore dovrebbe preoccuparsi di un'unica missione: soddisfare il consumatore. Dalla parte dei produttori i cambiamenti climatici non aiutano: una stagione troppo fredda o con sbalzi termici elevati può creare seri problemi. L'innovazione, da questo punto di vista, è continua con la ricerca di varietà di fragola sempre più resistenti e precoci per avere un frutto buono e per più tempo".

 

 

Fragola Tea®

Ecco la varietà Tea® NF633*, varietà di fragola per coltivazioni continentali a maturazione tardiva

(Fonte foto: Geoplant Vivai)

 

Uno sguardo alle varietà in Italia

Quali sono quindi le principali varietà coltivate oggi in Italia? In linea generale ogni areale produttivo ha le sue varietà. Eccone un elenco in base ai dati 2021-2022 forniti dal Cso Italy, rifacendosi ai valori forniti dai vivaisti - sempre al Cso - sulle piante vendute sul territorio nazionale. In Basilicata il 52% del panorama varietale della stagione 2020-2021 è rappresentato da Sabrosa* Candonga®, anche se in flessione rispetto all'anno scorso, seguita da Inspire* (il 12%), NSG120* Rossetta® (il 7%), da Plared 0639* RedSara® (il 7%), Florida Fortuna (il 5%), Melissa* (il 4%), NSG203* Marimbella® (il 4%), Flavia* (il 3%), Marisol* (il 2%) e poi tutte le altre varietà coprono il restante 4%. In Campania le prime tre varietà sono Melissa*, NSG203* Marimbella® e Sabrina*, che rappresentano oltre il 71% degli impianti, seguite da CIVS115* Parthenope® (7%), NSG207* Gioelita® (5%), Nabila* (5%), NSG120* Rossetta® (3%), Kamila* (2%) e poi da altre varietà per il restante 6%.

 

In Calabria si coltiva per il 47% Sabrina* seguita da Marisol* con il 19% e Camarosa* con l'11%. In Emilia Romagna, dove ancora il 60% degli impianti è in pieno campo, la principale varietà è Sibilla* con il 23% del totale seguita da Joly* (11%), Clery* (9%), Brilla* (7%), NF421* Asia (5%), Tea® NF633* (4%), NF311* Alba (4%), CIVNB557* Lycia® (3%) e poi altre varietà per il restante 27%. In Veneto è Aprica* (18%) la più coltivata, seguita da Agnese* (9%) e da Antea (9%); poi abbiamo Garda* (9%), Portola* (8%), Elsanta (5%), Murano* (4%), Sibilla* (4%), Clery* (4%), NF205* Roxana® (4%), CIVNB557* Lycia® (3%), Viviana* (2%), Callas* (2%), Joly* (2%), Irma* (2%) e poi altre varietà per il restante 2%. In Sicilia i dati del Cso non permettono di elaborare una distribuzione varietale precisa, anche se sembra confermarsi il predominio di Florida Fortuna.

 

Per maggiori informazioni sulle varietà e sui vivaisti che vendono piante di queste varietà puoi consultare la banca dati di Plantgest, il punto di riferimento per le scelte legate alla coltivazione delle piante: per avere tutte le informazioni registrati, è gratis.


Dove va il miglioramento genetico?

I dati di quest'anno confrontati con quelli delle due stagioni precedenti evidenziano come si stia assistendo ad un forte rinnovamento varietale, grazie ai tanti progetti di miglioramento genetico che sono oggi attivi. Progetti che si stanno concentrando sulla ricerca di varietà dalle alte performance produttive, agronomiche e commerciali e che allo stesso tempo abbiano qualità organolettiche intrinseche capaci di soddisfare i molti consumatori.

 

Ma cosa vuol dire qualità? Questa parola può essere soggetta ad interpretazioni ma in linea generale i breeder di tutto il mondo sono concordi nell'indicare come principali obiettivi i seguenti parametri: sapore dolce ed equilibrato, rosso cupo e luminoso, elevata consistenza, buona pezzatura, elevata shelf life o vita da scaffale, elevati valori nutraceutici. Senza dimenticare un fiore perfetto, una produzione elevata, un buon equilibrio vegeto produttivo, la resistenza a stess biotici ed abiotici, l'ampliamento del calendario di maturazione e raccolta verso periodi precoci e tardivi e l'individuazione di nuove nicchie di mercato (ad esempio la fragola bianca o con un aroma particolarmente forte).

 

"La qualità del prodotto è molto importante - conclude Lucilla Danesi -: ad esempio il grado Brix che identifica la dolcezza non deve essere inferiore ai 6,5° e ben equilibrato all'acidità. Senza dimenticare una buona pezzatura (28-30 grammi), la forma conica, l'elevata consistenza, la buona resistenza alle manipolazioni, il colore rosso brillante e la buona shelf life. Non dobbiamo però dimenticarci della produttività: ogni pianta deve essere in grado di fare almeno 1 chilogrammo di frutti altrimenti è difficile per l'agricoltore fare reddito".

 

Si segnalano anche altre nuove varietà che sono state presentate nella mostra pomologica allestita all'interno del Macfrut 2022 e che in base alle attività di sperimentazione del Crea e di RiNova hanno dato interessanti risultati in termini di prospettiva: Plared 15121* Red Sayra®, Plared 13120* Red Samatha®, NSG9*, NSG465*, Ligea*, Medì*, Limval Nera*, Crapo 135*, Agnese*, Brina*, Petra*, CIVRH295* Edwina®, CIVH725* Klodia®, Giusy*, BL39* Arianna®, BL34* Sandra®, Glurielle*, NF149* Fragolaurea®, Aurora Karima*, Aurora Munika*, Francesca*, Lauretta*, Dina*, Elodì*.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: frutticoltura innovazione varietale macfrut consumi miglioramento genetico

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