Vivai Spinelli, innovare nel modo giusto

Dall'Azienda vivaistica pugliese una riflessione sulla situazione attuale e consigli per gli agricoltori: rapporti internazionali, programmazione, tecnica del microinnesto, focus mandorlo, cambiamenti climatici e produzioni tipiche

Isabella Sanchi di Isabella Sanchi

Contenuto promosso da Spinelli Gerardo :: Vivai Spinelli
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Vivai Spinelli, Azienda vivaistica di Sammichele di Bari, è specializzata nelle piante da frutto
Fonte foto: Vivai Spinelli

L'ulteriore aumento di fatturato dello scorso anno conferma il trend di vendite positivo per Vivai Spinelli. Si tratta di una costante delle ultime due-tre annate per l'Azienda vivaistica di Sammichele di Bari specializzata nelle piante da frutto, che mantiene però un occhio vigile su quelle che sono le condizioni attuali e le previsioni dei prossimi mesi, anche alla luce del conflitto in corso in Ucraina.

 

"Possiamo ritenerci fortunati, in questo periodo di pandemia non abbiamo mai interrotto la nostra attività lavorativa e le vendite sono cospicue" dice Vito Spinelli che però esprime preoccupazione per quello che sta accadendo a livello internazionale: "Potrebbero esserci ripercussioni anche per il mercato vivaistico italiano che da diversi anni guarda ai mercati dell'Est Europa".

 

Una realtà che guarda oltre i confini

Il bacino di utenza di Vivai Spinelli è prettamente italiano, ma negli ultimi anni l'Azienda ha intrapreso collaborazioni con aziende piccole e medio grandi nei mercati esteri. "Fanno parte della nostra clientela aziende che si trovano in Ungheria, Repubblica Ceca, che sono le più distanti, e abbiamo ottimi rapporti di collaborazione anche con vivai che si trovano in Croazia e Grecia, Paesi molto vicini alle nostre esigenze di logistica e da dove riceviamo le maggiori richieste".

 

Qualità al top

L'alta uniformità di prodotto è un requisito che le aziende estere chiedono in qualsiasi settore, spiega Vito Spinelli che sottolinea l'importanza della linearità e della trasparenza al 100% nelle trattative commerciali oltre confine così come della qualità: "L'azienda estera acquista dall'Italia ma a patto che sia un prodotto di qualità. Dobbiamo garantire all'acquirente finale un prodotto dalle alte performance sia in termini qualitativi della pianta che a livello burocratico, puntiamo ad offrire un prodotto e un servizio impeccabili, in modo da soddisfare appieno le esigenze dei nostri clienti e distinguerci dalla concorrenza straniera".

 

Parola d'ordine: programmazione

Il vivaismo frutticolo negli ultimi anni si è evoluto rapidamente per rispondere alle esigenze di mercato ma, per poter sfruttare al meglio tutto quello che il settore può offrire, c'è un principio che è necessario ribadire agli acquirenti finali: "In agricoltura bisogna fare programmazione. Questo è un punto cardine per la nostra attività, imprescindibile - afferma Spinelli - sia per l'agricoltore che acquista una pianta presso i nostri vivai che per l'agricoltore che ne compra mille, tutti devono entrare in quest'ottica".

 

La programmazione è indispensabile e il perché ce lo spiega Vito Spinelli: "Anche se prendiamo in considerazione una singola tipologia di frutticole, i portinnesti sono molteplici e a questo si aggiungono le diverse varietà di questa specie ottenute dai programmi di breeding, sempre più numerosi di anno in anno".

 

È quindi intuibile che le realtà vivaistiche non possono produrre tutte queste piante con la speranza di poterle poi vendere l'anno successivo. Occorre quindi produrre le piante in base alle varie esigenze, ma sulla base di un programma di acquisto fatto per tempo.

 

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La programmazione è un punto cardine dell'attività vivaistica

(Fonte foto Vivai Spinelli)

 

Tecniche innovative: il microinnesto

L'Azienda Vivai Spinelli, nata come un vivaio tradizionale, dispone oggi di tecniche che permettono di ottenere le piante in tre-quattro mesi. "Fino a dieci anni fa per soddisfare la programmazione vivaistica frutticola servivano almeno due anni. Oggi disponiamo di tecniche innovative, come quella del microinnesto, e grazie anche alle nostre strutture di vendita che ci permettono di controllare l'ambiente che circonda la pianta, possiamo accelerare la crescita e avere una pianta anche nel giro di tre o quattro mesi".

 

Il mandorlo: il più richiesto

Da almeno quattro o cinque al primo posto delle richieste che arrivano a Vivai Spinelli si colloca il mandorlo. E se la Puglia e la Sicilia sono le regioni in cui questa coltivazione è "di casa", non mancano le sorprese: "per diversificare la produzione, alcune aziende che del Lazio e del Piemonte che prima investivano a nocciolo sono passate al mandorlo" racconta Vito.

 

Tra le richieste, le prime posizioni sono sempre delle drupacee per Vivai Spinelli: al mandorlo seguono infatti a ruota albicocco e ciliegio, che si alternano a seconda degli anni. "Purtroppo queste due specie sono fortemente influenzate dall'andamento dei prezzi dei mercati stagionali - spiega Spinelli -. Non sempre si riesce a fare quindi una programmazione per le varietà, capita così che l'anno in cui si investe di più sulle varietà tardive si ha una maggiore richiesta di quelle precoci, e viceversa".

 

La stessa cosa capita anche con il pesco e i suoi derivati (nettarine e percoche).
Ogni anno vengono aggiunte nuove varietà al calendario di maturazione, l'agricoltore non fa in tempo a testarne una che già ne è uscita una nuova: "Bisogna sempre trovare il giusto compromesso tra quelli che sono i programmi di breeding e quelle che sono le varietà che l'agricoltore vuole andare ad impiantare".

 

L'Azienda prima di consigliare la varietà al frutticoltore finale ha uno scambio di informazioni e conoscenze con i vari costitutori. "Durante l'anno ma anche, e soprattutto, nella stagione estiva andiamo a reperire delle informazioni sempre più rispondenti a quelle che sono le esigenze che cambiano a seconda dell'areale".

 

Vivai Spinelli collabora con due breeder spagnoli e uno francese proprio per garantire alla clientela la varietà adatta all'areale di coltivazione perché, come spiega Vito "una varietà di albicocco che è produttiva nell'arco ionico magari non lo sarà nello stesso modo se ci spostiamo in zone in cui abbiamo delle ore in freddo maggiori".

 

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Nella scelta di cosa piantare Vivai Spinelli consiglia di assecondare la vocazione del territorio

(Fonte foto: Vivai Spinelli)

 

I cambiamenti climatici, un tasto dolente per l'agricoltura

Ma a proposito di ore in freddo e temperature, per il vivaismo e l'agricoltura in generale è molto preoccupante l'evolversi delle stagioni dal punto di vista climatico.

 

"Ogni anno abbiamo maggiori difficoltà nella lavorazione che prima era soprattutto nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Dato che ora dicembre sta diventando un mese sempre più caldo, con temperature vicine a quelle autunnali, la pianta ha difficoltà ad entrare nella fase di dormienza e tutto questo diventa un problema per le nostre lavorazioni e di conseguenza per la vendita finale al frutticoltore".

 

Le basse temperature si spostano quindi sempre più in febbraio, anche in marzo e "nelle ultime tre annate abbiamo avuto casi di gelate tardive che purtroppo si sono rivelate letali per molte produzioni".

 

L'andamento climatico è sempre più un punto dolente che riguarda tutto il comparto agricolo. "Abbiamo inverni siccitosi a cui seguono magari pochi giorni in cui si concentrano tutti i fenomeni piovosi, e nel periodo estivo, proprio quando ci deve essere lo sviluppo della singola pianta, a volte si verificano eventi estremi, con grandine, forti venti e piogge torrenziali che recano ingenti danni".

 

Il valore delle produzioni tipiche

Se è difficile prevedere come sarà la stagione, il consiglio che arriva da Vivai Spinelli è di scegliere cosa piantare in base alla zona di coltivazione: "è chiaro che ci sono delle aree maggiormente vocate per alcune specie e per alcune varietà, il consiglio che si dà in assoluto è quello di promuovere quella che è la tipicità della zona".

 

"Il territorio della Terra di Bari, ad esempio, è vocato per la cerasicoltura: è possibile ottenere un prodotto di eccellenza da proporre poi sul mercato. È quindi giusto assecondare quella che è la vocazione del territorio, piuttosto che fare continue prove su quelli che sono altri modelli di coltivazione che ci vengono proposti sui social, nei convegni, nelle varie manifestazioni. Personalmente credo nel dover promuovere e intensificare quelle che sono le tipicità di ogni singolo distretto agricolo italiano".

 

Per conoscere di persona la realtà di Vivai Spinelli l'appuntamento è a Rimini dal 4 al 6 maggio prossimi in occasione di Macfrut 2022 dove parteciperanno come espositori.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Vivai Spinelli

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Tag: frutticoltura mercati macfrut drupacee cambiamenti climatici vivaismo

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