Pollin-Actor, un progetto dal basso per gli impollinatori del ciliegio

Abbiamo intervistato Enrico de Lillo e Rosa Porro dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che hanno lanciato con successo la prima parte della campagna di crowdfunding per raccogliere fondi per studiare la biodiversità e l'impatto degli insetti pronubi in cerasicultura

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Il logo del progetto
Fonte foto: Università di Bari Aldo Moro

Studiare la presenza, la diversità e l'importanza agronomica ed economica degli impollinatori, a partire da quelli dei ciliegi, è l'obiettivo del progetto Pollin-Actor, un progetto di ricerca proposto da un gruppo di ricercatori dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro che sta prendendo forma anche grazie ad un tipo di finanziamento non certo usuale per una ricerca accademica: il crowdfunding.

Dopo aver raggiunto il primo obiettivo di raccolta fondi, ora il progetto si mette in moto, avviando anche una seconda campagna di finanziamento per poter realizzare tutti i lavori previsti.

Per saperne di più e per conoscere meglio questo progetto abbiamo intervistato il professor Enrico de Lillo, che sta coordinando il gruppo di ricerca, e la dottoressa Rosa Porro esperta di crowdfunding presso l'Università Aldo Moro di Bari.

Cosa è Pollin-Actor e come nasce?
Pollin-Actor è un'idea progettuale che nasce dalla volontà di mettersi in gioco nell'intenzione di conoscere meglio quale è la situazione degli impollinatori sul territorio regionale della Puglia".

Cosa volete fare?
Con Pollin-Actor vogliamo fare educazione e allo stesso tempo attività di ricerca per poter comprendere quale sia il peso e la tipologia di impollinatori impegnati nello specifico nell'impollinazione del ciliegio".

Oltre all'Università di Bari ci sono anche altri partner in questo progetto, chi sono e che ruolo hanno?
“Come partner ci sono fondamentalmente le aziende, i produttori e i tecnici. In realtà, quindi, non si tratta di veri e propri partner nell'ambito di un accordo scritto con loro, come non esiste un accordo scritto con tutti gli altri comuni cittadini che ci hanno sostenuto con una quota".

 

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Il professor de Lillo dell'Università di Bari e la dottoressa Porro, ceo European Crowdfunding Festival, esperta di crowdfunding presso l'Uniba

 

Perché avete scelto di ricorrere anche al crowdfunding per finanziarvi e che risultati avete ottenuto?
“Abbiamo deciso di utilizzare una forma di finanziamento basata su una raccolta popolare perché ci sembrava anche il modo di poter consentire un coinvolgimento delle persone su una tematica che ci sembra molto sensibile e soprattutto molto attuale, che è legata alla biodiversità delle popolazioni di impollinatori e alla sua conservazione e al mantenimento del servizio ecosistemico che questi organismi offrono".

Quali sono state le difficoltà principali che avete incontrato nel portare avanti una forma di finanziamento di questo tipo?
Le difficoltà principali riscontrate sono state quelle di rimodulare la nostra capacità di comunicazione nel tentativo di creare una community e accendere l'interesse in questa comunità di persone sfruttando quelli che sono i normali strumenti social".

 

Il video di presentazione del progetto

 

Solitamente le campagne di crowdfunding offrono una sorta di ricompensa anche simbolica ai finanziatori, voi cosa date in cambio delle offerte?
Fondamentalmente abbiamo cercato di offrire quelle che erano le nostre conoscenze, lavorando anche su quelle che sono le conoscenze di base che molto spesso non vengono ben divulgate, per cui una azione di vera formazione ed educazione. È stata la nostra merce di scambio, almeno per il momento, con in nostri finanziatori".

A che punto è la realizzazione del progetto?
Il progetto è in una fase sicuramente iniziale, ma relativamente avanzata in quanto sono state stabilite le modalità di esecuzione dei rilievi, sono stati individuati i campi nel territorio Sud barese, sono state individuate anche le forze che devono intervenire per effettuare i rilievi di campo. Adesso non ci resta che aspettare che il ciliegio vada in fiore per iniziare le nostre attività".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione ricerca biodiversità impollinatori università

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