Noccioleto, conviene l'inerbimento?

Mantenere un manto erboso tra i filari delle piante di nocciolo può essere utile alle piante e al terreno. Vivai Nicola spiega perché

Contenuto promosso da Vivai Nicola di Nicola Marco
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L'inerbimento consiste nel mantenere un manto erboso tra i filari delle piante di nocciolo
Fonte foto: © cosca - Adobe Stock

Controllare le erbe infestanti e migliorare il benessere e le proprietà biologiche del terreno: è questo lo scopo dell'inerbimento del noccioleto che, inoltre, permette di equilibrare la qualità stessa della pianta e dei suoi frutti.

Questa pratica, che consiste nel mantenere un manto erboso tra i filari delle piante di nocciolo e lungo le singole file, sta riscuotendo successo sia per i risvolti ecologici che pratici, come spiega Vivai Nicola.


Perché inerbire un noccioleto?

L'inerbimento è la tecnica contrapposta alle lavorazioni meccaniche, che lasciano il terreno nudo e smosso. Anche se anche se le lavorazione rendono più facile lo spandimento degli ammendanti e dei concimi, il suolo resta esposto a tutti gli agenti atmosferici e a lungo andare si impoverisce di sostanza organica e di vita microbica.

Inoltre, nelle condizioni di pendenza il terreno è soggetto all'erosione, ovvero a quel fenomeno per cui le particelle di terra vengono portate a valle dall'acqua di pioggia, che forma dei rigagnoli sul suolo.

L'inerbimento è adatto soprattutto al noccioleto coltivato con metodi biologici.


Vantaggi dell'inerbimento del noccioleto

Di seguito i vantaggi della pratica dell'inerbimento:

  • Incremento e mantenimento del contenuto di sostanza organica del terreno
  • Mantenimento della vita microbica
  • Miglioramento dell'accesso sia a piedi che con le macchine soprattutto dopo abbondanti piogge
  • Incremento della biodiversità, con l'inerbimento si vengono a creare erbe ed essenze differenti, che portano sia microrganismi nel suolo, sia ad insetti che trovano cibo e riparo all'interno del manto erboso
  • Mantenimento della struttura del suolo, infatti le radici del manto fanno sì che il terreno non si sgretoli, rendendo il terreno poroso e strutturato, questo consente anche l'eliminazione dei ristagni idrici
  • Miglioramento della penetrazione dell'acqua all'interno del terreno, questo consente un migliore accumulo delle riserve idriche all'interno del terreno
  • Minore escursione termica tra giorno e notte nel terreno, l'inerbimento crea una sorta di isolamento.

Svantaggi dell'inerbimento del noccioleto

Uno dei principali limiti dell'inerbimento è relativo al fabbisogno idrico delle essenze seminate, infatti in un primo momento, la necessità idrica delle piante da frutto può entrare in competizione con la necessità del manto erboso. Questo problema si riscontra soprattutto nelle zone dove manca l'irrigazione e dove c'è particolare siccità.

In alternativa all'inerbimento completo si può optare per:

  • La pacciamatura, intorno alla pianta e l'inerbimento solo lontano dalle radici scegliendo delle graminacee, che hanno bisogno di minori esigenze idriche
  • Utilizzo del sovescio: il sovescio è una pratica di concimazione vegetale che consiste nell'interrare una o più specie erbacee spontanee o coltivate, al fine di aumentare la fertilità del terreno. È diffuso soprattutto nelle zone povere di letame e si pratica nei terreni argillosi o sciolti, per correggerli e ottenere quindi effetti opposti.


Seminare le specie da sovescio in autunno permette di sfruttare le piogge autunno invernali e di essere coperti proprio nel periodo in cui più si ha bisogno. In primavera verrà effettuato lo sfalcio, con il conseguente interramento, questo permetterà di interrare la biomassa prima che arrivi il periodo di siccità. In questo modo verranno incrementate le risorse idriche del suolo, che ritorneranno utili nel periodo di scarse disponibilità.

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L'inerbimento è adatto in particolar modo al noccioleto in regime biologico
(Fonte foto: Vivai Nicola)


Quale tipo di inerbimento attuare? Spontaneo o programmato?

Quando si decide di attuare la pratica dell'inerbimento in un noccioleto, bisogna chiedersi se si vuole lasciare crescere semplicemente l'erba già presente, o se si debba seminare delle essenze particolari e con determinate caratteristiche. Da un lato le essenze che nascono spontaneamente sono proprio quelle più adatte a quel clima e a quel terreno, però dall'altro lato un inerbimento programmato può essere invece ottimale per avere risultati specifici.


Inerbimento programmato

Quali esigenze deve soddisfare un inerbimento programmato?
È possibile orientare la scelta delle essenze da seminare all'interno del noccioleto in base a diversi motivi:

  • Resistenza al calpestio: l'essenza deve essere resistente ai continui solleciti a cui può essere sottoposta, come il passaggio continuo con macchinari da raccolta e con trattamenti. In questo caso bisogna garantire che l'erba si mantenga nel tempo, ci sono essenze specifiche più resistenti di altre al calpestio, come la graminacea Poa pratensis
  • La velocità a coprire il suolo, l'inerbimento del noccioleto deve avvenire in modo più rapido della crescita delle infestanti
  • Migliorare la fertilità del suolo, prerogativa delle leguminose, come i trifogli.


Quali essenze seminare all'interno del corileto?

Per avere biodiversità è consigliato usare miscugli variegati e ricchi. Un miscuglio ottimale per l'inerbimento del noccioleto è l'insieme di:

  • Festuche: Festuca rubra e Festuca ovina che richiedono pochi sfalci e garantiscono una buona copertura
  • Loietto inglese o Loilium perenne, cresce in modo rapido ed ha una buona copertura del terreno
  • Poa Pratensis, dura nel tempo ed è resistente al calpestio
  • Trifoglio bianco (Trifolium repens), dura quattro o cinque anni, grazie alla simbiosi radicale con il batterio azoto fissatore, apporta al terreno l'azoto.


La semina

La semina, se il pezzo di terreno è piccolo, può essere fatta a mano, a spaglio, nel caso di ampi terreni, la semina può avvenire meccanicamente.

Occorrono dai 40 ai 50 chilogrammi/ettaro di semi, a seconda dei miscugli.

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L'inerbimento permette di controllare le erbe infestanti
(Fonte foto: Vivai Nicola)

Vivai Nicola, specialista del nocciolo

La Vivai Nicola di Nicola Marco, produttrice di piante di nocciolo può fornire moltissime varietà tra le più conosciute ed apprezzate.

Nel vivaio è possibile trovare le seguenti varietà principali:

  • Tonda Gentile o Tonda Gentile delle Langhe (sinonimo Trilobata)
  • Tonda di Giffoni
  • Tonda Gentile Romana
  • Nocchione
  • Fertil de coutard (o Barcellona)
  • Tonda Francescana (la licenza per la produzione e commercializzazione è stata data dall'Università di Perugia alla
  • Fondazione per l'istruzione agraria in Perugia)
  • Tonda di Biglini
  • Camponica
  • Mortarella
  • San Giovanni
  • Altre varietà minori.

Scopri le piante di nocciolo di Vivai Nicola ottenute con metodo tradizionale. È possibile trovare le varietà anche con sistema di lavorazione Nicolahazelnut®: piante a radice nuda di due anni lavorate secondo brevetto istituito dalla Vivai Nicola, che consiste nella potatura di radice e apice, paraffinatura della parte aerea e successivo inscatolamento.

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