Un intreccio perfetto tra qualità, gusto e tradizione, che però va verso l'innovazione.
Si può descrivere con queste parole l'Azienda Agricola Brizzi Valentina, una realtà imprenditoriale calabrese con il sogno di valorizzare ciò che il territorio offre.

E qui, nel cuore della Locride, tra Benestare ed Ardore, in provincia di Reggio Calabria, la terra offre i carciofini spinosi selvatici, che nel dialetto calabrese vengono chiamati "zinurra". Sono prodotti tipici della tradizione e parte importante dell'alimentazione delle famiglie: da sempre vengono raccolti dagli uomini nella campagne e nelle colline e successivamente vengono puliti e conservati dalle donne calabresi.

Per continuare la tradizione e valorizzare al meglio questi prodotti, circa sette anni fa, Valentina Brizzi insieme alla sua famiglia ha iniziato a coltivarli "in terreni chiusi e controllati per evitare qualsiasi tipo di contaminazione".

Nata a Treviglio (Bg) nel 1994, a 14 anni si trasferisce in Calabria, regione di origine dei suoi genitori; qui si innamora perdutamente della terra e prendendo ispirazione dall'antica tradizione di raccogliere e conservare i carciofini selvatici, decide di fondare l'azienda agricola. Un'azienda agricola di stampo familiare in quanto il padre, Domenico Brizzi, è il responsabile della produzione, mentre la madre, Maria Cordì, è la responsabile dei laboratori dove vengono realizzati i numerosi e caratteristici prodotti: crema di carciofini selvatici, carciofini sottolio, ma anche marmellate e passate di pomodoro siccagno.

 

Il cuore del carciofino selvatico è la parte più tenera e gustosa della pianta e rappresenta solo il 30% dell'intero prodotto
Il cuore del carciofino selvatico è la parte più tenera e gustosa della pianta e rappresenta solo il 30% dell'intero prodotto
(Fonte foto: Azienda Agricola Brizzi Valentina)


Differenziarsi e innovare, si può fare

L'intuito e la volontà di Valentina non si sono fermati con la riscoperta della tradizione perché la particolarità dell'azienda è che il carciofino spinoso selvatico viene utilizzato nella sua interezza, senza sprecarne nemmeno una foglia.

Mentre il cuore della pianta viene messo in barattolini di vetro per realizzare sottoli, le foglie vengono essiccate per ricavarne dei preparati per infusi.

"L'innovazione - spiega la giovane titolare - è stata nell'utilizzare il carciofino selvatico nella sua interezza e nell'andare ad aggiungere nuove ricette oltre al tradizionale carciofino selvatico sottolio. In particolare, le foglie che solitamente venivano scartate noi le secchiamo e le utilizziamo per l'infuso di carciofini selvatici". Un infuso che può essere bevuto sia freddo che caldo e che ha proprietà diuretiche, oltre a favorire la digestione.

 

I carciofini spinosi selvatici sono dei prodotti di nicchia
I carciofini spinosi selvatici sono dei prodotti di nicchia
(Fonte foto: Azienda Agricola Brizzi Valentina)


Come coltivare i carciofini spinosi selvatici

Per avviare l'attività Valentina e la sua famiglia hanno prelevato i semi dei carciofini dai terreni circostanti, ricreando la coltivazione all'interno dei confini aziendali in modo tale da controllare tutto il loro ciclo di vita per evitare qualsiasi tipo di contaminazione. Procedura che replicano tuttora ogni anno. "Ogni anno - racconta - raccogliamo i semi dalle piante selvatiche e da questi otteniamo le piantine. Una volta piantumate durano per circa quatto cinque anni".
Oggi gli ortaggi sono piantati in pieno campo in filari distanti circa 1 metro l'uno dall'altro.

"Questi carciofini - continua - non richiedono particolari trattamenti proprio perché sono selvatici. I terreni della Locride sono ideali per questo tipo di produzione poiché in molte zone ci sono distese di carciofini selvatici cresciuti spontaneamente".

Mentre per quanto riguarda il sapore, Valentina ci tiene a precisare che "hanno un sapore totalmente diverso da quello conosciuto. È croccante e dolciastro. Inoltre, da analisi effettuate hanno un maggior contenuto di fibre".

 

Gli ortaggi sono coltivati in terreni chiusi e controllati per evitare qualsiasi tipo di contaminazione
Gli ortaggi sono coltivati in terreni chiusi e controllati per evitare qualsiasi tipo di contaminazione
(Fonte foto: Azienda Agricola Brizzi Valentina)


Un'antica tradizione per un prodotto di nicchia

Dalla raccolta alla trasformazione in meno di 24 ore è il motto dell'azienda calabrese. I carciofini selvatici vengono raccolti al mattino presto e l'intero ciclo di lavorazione viene concluso nello stesso giorno; in questo modo si preservano sia le caratteristiche che il sapore dei prodotti.

Nel 2018 infatti è nato il laboratorio di produzione artigianale dove i piccoli ortaggi vengono trasformati "utilizzando solo materie prime di eccellente qualità: l'olio extravergine di oliva spremuto a freddo, il pistacchio di Bronte, i limoni e il bergamotto di Calabria, ecc…" afferma Valentina Brizzi.
La maggior parte del lavoro viene fatta a mano, seguendo quanto tramandato dalle generazioni precedenti per "mantenere sempre un'elevata qualità".

 

Nel dialetto calabrese i carciofini spinosi selvatici sono chiamati 'zinurra'
Nel dialetto calabrese i carciofini spinosi selvatici sono chiamati 'zinurra'
(Fonte foto: Azienda Agricola Brizzi Valentina)


Racconti, esperienze e realtà di chi, nella propria azienda agricola, ha riscoperto la tradizione unendola all'innovazione.
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Azienda Agricola Brizzi Valentina
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89030 Benestare (Rc)
Cel: 347 1045571
Email: info@zinurra.com

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