Pere, un comparto colpito da deficit produttivo

Nel 2021 il settore pericolo si trova a fare i conti con una produzione su un nuovo minimo storico

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Le gelate di fine marzo inizio aprile sono risultate eccezionalmente dannose per le pere e per tutte le varietà (Foto di archivio)
Fonte foto: © mythja - Adobe Stock

A metà ottobre i conferimenti delle principali varietà di pere volgono al termine ed è così possibile elaborare un consuntivo delle produzioni italiane. 
In occasione del Comitato di Coordinamento dell'8 ottobre, Oi Pera ha diffuso l'aggiornamento delle produzioni dell'Emilia Romagna. Una regione che rappresenta, in termini di superfici, quasi il 70% della produzione nazionale in attesa di elaborare i dati anche per le altre regioni italiane.

Dopo un 2019 e un 2020 disastrosi sul piano produttivo, anche il 2021 si trova a fare i conti con una produzione su un nuovo minimo storico.

"Le previsioni effettuate ad inizio luglio sono state purtroppo confermate dai conferimenti di prodotto in entrata
- afferma Gianni Amidei, presidente di Oi Pera -. In alcuni casi con un peggioramento rispetto ai quantitativi preventivati".
Le gelate di fine marzo inizio aprile sono risultate eccezionalmente dannose per le pere e per tutte le varietà.

Pere, le stime per varietà

In Emilia Romagna le nuove stime pongono la produzione di Abate Fetel su poco oltre le 40mila tonnellate, -78% rispetto al già deficitario 2020 e -83% se il confronto viene fatto rispetto all'ultima annata, definita normale, che è quella del 2018.

Su variazioni molto simili anche la varietà Kaiser, che segna un -78% sul 2020 e -81% sul 2018. Per le varietà più precoci le differenze rispetto agli anni precedenti sembrano meno pesanti, ma comunque altamente significative: Santa Maria flette del 44% sul 2020 e del 50% sul 2018, William B.C. segna un -54% sul 2020 e -60% sul 2018, Max Red Bartlett -52% sul 2020 e -54% sul 2018. La produzione di Conference flette del 61% sul 2020 e del 70% sul 2018.
"A questo importante calo, oltre ai noti danni da gelo, hanno concorso anche la perdita di superfici, in particolare per alcune varietà come Conference, Abate, Kaiser e Decana, ma anche il manifestarsi anche quest'anno della maculatura bruna e della cimice asiatica, nonché la siccità" prosegue Amidei.

La qualità risulta inferiore in termini percentuali a quella dell'anno scorso per tutte le varietà, anche se il confronto con le annate precedenti, sempre in termini percentuali, non evidenzia delle grosse differenze. I calibri in generale sembrano simili a quelli di annate normali, inferiori però al 2020. Per quanto riguarda l'Abate, i calibri invece si distribuiscono molto similmente allo scorso anno.

"Oggi la situazione pericola è molto critica dal punto di vista produttivo, con perdite che anche un mercato brillante non potrà recuperare. Il mondo produttivo, seduto al tavolo dell'Oi Pera, sta facendo un enorme sforzo sul piano della ricerca per trovare nuovi metodi di difesa e adattare maggiormente le tecniche produttive ai problemi fitosanitari ma anche ai cambiamenti climatici" conclude Gianni Amidei. 

La gravità della situazione è stata riconosciuta anche dalla Regione Emilia Romagna che ha stanziato 600mila euro destinati, nel 2022, al rilancio della Pera Igp dell'Emilia Romagna. La concessione di questi aiuti sarà utilizzata per compensare le maggiori spese sostenute dalle imprese agricole per rispettare le rigide regole imposte dal disciplinare di produzione.

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