Quando le angurie crescono in verticale

Far crescere le angurie in verticale, come fossero piante di pomodoro, è possibile. I pregi sono tanti come anche le sfide da superare

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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I frutti vengono avvolti in apposite reti per sostenere i pesi
Fonte foto: Facebook

Di norma le angurie sono coltivate in pieno campo e i frutti si sviluppano a contatto con il suolo. Per sostenere la crescita delle piante ed ottenere produzioni di qualità è necessario gestire la coltura attentamente, sanificando il terreno prima del trapianto e fornendo difesa e nutrizione con il timing più adeguato. Nonostante l'anguria sia una coltura che richiede attenzione e professionalità, è in grado di esprimere ottime produzioni nei nostri areali.

Ci sono zone in cui però il pieno campo risulta essere proibitivo, come in Israele, territorio in cui le precipitazioni sono scarse e la risorsa idrica è estremamente preziosa. Ecco perché in questo contesto è stata testata la possibilità di far crescere le angurie in fuori suolo, con la tecnica dell'idroponica, e in verticale, fornendo alle piante una rete a maglie larghe come struttura d'appoggio. I frutti, che come si sa possono raggiungere pesi notevoli, sono raccolti in apposite reti che vengono ancorate alla struttura della serra stessa al fine di evitare che cadano a terra (o sulla testa di un operatore) per il peso eccessivo.


Pregi e difetti dell'anguria "in verticale"

La sfida di coltivare angurie verticalmente è prima di tutto ingegneristica. Un frutto può arrivare a pesare tranquillamente 10 chilogrammi e se poniamo che ogni pianta ne porti a maturazione quattro (obiettivo facilmente superabile) significa 40 chilogrammi per esemplare. Che moltiplicati per 0,5 piante al m2 significa avere un peso di 200 tonnellate da sorreggere. Già, perché come ci spiega Paolo Battistel, profondo conoscitore delle colture protette, con l'anguria "in verticale" si possono raddoppiare le densità, passando da 0,2-0,25 piante al m2 fino a 0,4-0,5 piante.

Proprio Battistel ora segue 110 ettari di melone in verticale in Marocco e in passato si è occupato anche di angurie, sempre "in verticale". Anche in Italia ci sono aziende che coltivano il melone in serra e in verticale. Si tratta di coltivazioni estremamente specializzate e sicuramente più costose rispetto ad una serra classica, che tuttavia sono remunerative in quanto assicurano più del doppio della produttività in termini di frutti.

I vantaggi di una coltivazione verticale delle angurie sono presto detti: prima di tutto c'è la possibilità di aumentare la produttività per metro quadro, raddoppiando la densità. La crescita verticale delle piante consente inoltre una migliore intercettazione della luce solare e dunque una crescita più vigorosa. Il sistema di fertirrigazione permette poi di fornire nutrimento esattamente secondo le richieste della pianta e il fatto che le radici si sviluppino in un substrato inerte evita il problema di nematodi e funghi terricoli. Senza contare poi che anche la difesa è più efficiente.

Angurie in verticale

Sono però altrettanti gli svantaggi. Prima di tutto occorre avere una serra che riesca a sopportare notevoli carichi. Per rendere la sfida meno impossibile di solito vengono scelte angurie baby, che sul mercato hanno un buon riscontro. C'è poi il costo della manodopera, elevato, in quanto le piante devono essere adeguatamente legate e potate per assicurare la massima produttività. C'è l'incognita del mercato, che quest'anno ad esempio ha remunerato scarsamente i produttori e che quindi rischia di compromettere la sostenibilità economica della coltivazione.

Va infine considerato che crescendo sospesi in aria i frutti tendono ad allungarsi per effetto della gravità. Come ricorda Battistel i meloni sopra 1,3 chili tendono ad ovalizzarsi, ma il loro peso di solito non supera 1,7 chilogrammi. Per le angurie, anche se dentro le reti, i pesi in gioco sono molto superiori e dunque si rischia di avere angurie con forme davvero originali.


L'anguria in verticale conviene?

Valutando pregi e difetti, per gli agricoltori italiani la possibilità di coltivare angurie in verticale appare più che altro una curiosità a cui non corrisponde una reale esigenza, né a livello agronomico né di mercato. Secondo Battistel questo metodo di coltivazione potrebbe forse essere interessante solo per mini angurie o sugar baby leggere da produrre fuori stagione e solo per varietà esclusive che possano spuntare prezzi interessanti sul mercato.

In ogni caso l'esperienza delle angurie in verticale rappresenta un interessante spunto di riflessione in quanto ciò che sembra ragionevolmente impossibile da realizzare, grazie all'innovazione e allo spirito imprenditoriale diventa realtà.

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