Mele, il settore si incontra a Macfrut con Assomela

Al Rimini Expo Centre i professionisti del comparto si ritrovano in presenza dopo molti mesi. Un'occasione per confrontarsi proprio quando la stagione di raccolta entra nel vivo. Le stime vedono volumi leggermente inferiori rispetto allo scorso anno

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E' di 2.045.611 tonnellate la produzione totale di mele stimata per l'Italia (Foto di archivio)
Fonte foto: © cooperr - Adobe Stock

Assomela è presente a Macfrut, la fiera internazionale dell'ortofrutta, in uno stand comune di 96 metri quadrati con i cinque soci: Vog (Marlene), Vip (Val Venosta), Melinda, La Trentina e Vog Products (Leni's), è possibile incontrarli al padiglione B3 stand 038. Da ieri, 7 settembre e fino a domani, 9 settembre, al Rimini Expo Center, l'Associazione italiana produttori di mele è in presenza alla manifestazione che offre al settore ortofrutticolo occasioni di networking e approfondimenti, incontri business to business e convegni specializzati. Quest'anno in fiera si celebrerà anche uno degli eventi chiave del settore in ambito mondiale: l'anno internazionale dell'ortofrutta dichiarato dalla Fao.

Macfrut è un'occasione per i professionisti del settore di rincontrarsi finalmente dopo lunghi mesi e, per il settore melicolo italiano, la partecipazione rappresenta anche un momento fondamentale per condividere prospettive e confrontarsi su temi di interesse per il settore.

"Le priorità da considerare nelle strategie di lungo periodo riguardano il quadro della politica agricola comune, con i suoi ambiziosi obiettivi green da monitorare con cura, con le dinamiche di consumo ancora deboli, i trend di nuovi impianti in paesi ai confini della Ue e Centro Asia in costante crescita, con i costi di produzione e lavorazione in pericoloso aumento compresi i disagi e costi della logistica. Su questi aspetti va richiamata l'attenzione degli operatori di filiera per non scaricare queste variabili sulla sola componente produttiva" commenta Alessandro Dalpiaz, direttore di Assomela.

La stagione di raccolta 2021 sta entrando nel vivo, con volumi attesi leggermente inferiori allo scorso anno ma di elevata qualità e le prospettive della stagione commerciale 2021-2022, con una produzione di mele da mercato fresco in linea con le due precedenti, sono tutto sommato buone. 
 

Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2021-2022

La situazione nell'Unione europea
Lo scorso 6 agosto si è tenuta, in forma virtuale, Prognosfruit, momento fondamentale di confronto per i produttori melicoli dell'Emisfero Nord per conoscere e commentare le previsioni di produzione di mele per la stagione 2021-2022, e nell'occasione sono stati diffusi i dati di previsione per il settore melicolo.

Le stime di produzione per il 2021 (tabella 1) prevedono un raccolto di mele in Europa a 11.735.000 tonnellate, con un incremento del 10% rispetto allo scorso anno, ma perfettamente in linea (1%) con la media dei tre anni precedenti.
 
Previsioni Ue per paese Assomela
Tabella 1, previsioni Ue per paese

Dopo il raccolto inferiore della scorsa stagione, la produzione attesa dovrebbe crescere in diversi paesi europei. Si stima un incremento per il raccolto della Polonia che torna ai livelli elevati con una produzione di 4.170.000 tonnellate (22% sul 2020). Paesi come Ungheria, Spagna, Croazia e Portogallo segnano a loro volta un aumento della produzione, rispettivamente del 49%, 28% 18% e 12%. 
È prevista una produzione in aumento per la Germania (6%), un paese rilevante per l'export italiano in Europa, così come per la Francia (3%) e il Belgio (14%).

Perdono quote importanti la Slovenia (-59%) e la Grecia (-28%) e si registra una diminuzione della produzione nel Nord Europa come la Danimarca (-25%), Lituania (-47%), Lettonia (-14%) e la Svezia (-16%), in ogni caso con un evidente effetto dei ritorni di freddo in fioritura.
La produzione del Regno Unito cala leggermente (-3%).

Dal punto di vista qualitativo si attendono calibri leggermente inferiori dello scorso anno, sia per effetto delle temperature che hanno influito sullo sviluppo cellulare sia per la scarsità di pioggia in alcune regioni, ma comunque in linea con la media degli anni precedenti. Si prevede anche un ritardo generalizzato della raccolta di almeno una settimana nella maggior parte dei paesi europei.

L'andamento varietale
 
Previsioni di produzione di mele europee distinte per varietà
Tabella 2, previsioni di produzione europee distinte per varietà

La Golden delicious, dopo il calo dello scorso anno, si riporta a 2.120.000 tonnellate, con una crescita dell'8% rispetto al 2020, ma resta comunque lontana dai volumi record del 2015, 2016 e 2018.
Continua a crescere la Gala, per la quale è previsto un record di produzione a 1.563.000 tonnellate (+8%). La cultivar Jonagold segna un aumento della produzione di 34%.
Per la Red Delicious, si prevede una riduzione del 3% rispetto allo scorso anno e si stima una diminuzione anche per le Granny Smith (-18%), Cripps pink (-12%) e Fuji (-4%).
Continua la corsa delle cosiddette "Nuove varietà" (club) che superano le 375.000 tonnellate e segnano una crescita del 12% rispetto allo scorso anno.


La situazione italiana

Assomela, le previsioni di produzione in italia a livello regionale
Tabella 3, previsioni di produzione in Italia a livello regionale

Per l'Italia si stima una produzione totale di 2.045.611 tonnellate, leggermente inferiore a quella dello scorso anno (-4%). Per quanto riguarda le singole regioni, risale del 5% la produzione dell'Alto Adige, ma torna sotto le 500mila tonnellate il Trentino, mentre calano tutte le altre regioni a causa delle gelate primaverili che hanno provocato danni rilevanti in diversi territori di pianura e su alcune varietà in particolare.

La produzione biologica nel nostro Paese fa segnare un record, con oltre 203.400 tonnellate, pari al 9,9% del totale, che porta l'Italia ancora una volta ad essere il primo produttore di mele biologiche in Europa.

Le dinamiche varietali
 
Dinamiche varietali mele in Italia 2021 fonte Assomela/Cso
Tabella 4, dinamiche varietali mele in Italia 2021

Stabile la Golden Delicious per la quale ci si attende un raccolto superiore del 4% rispetto alla scorsa stagione ma che rimane comunque del 14% inferiore alla media degli ultimi cinque anni (escluso 2017). Stabile rispetto allo scorso anno anche la Gala, che con le 378mila tonnellate rimane la seconda varietà in Italia.
Calano del 18% la produzione della Red Delicious, così come la produzione di Granny Smith (-31% sul 2020) e la Renetta (-31% sul 2020), varietà più interessate dagli effetti del freddo primaverile. La Fuji cala del 9% rispetto allo scorso anno. Così come a livello europeo, toccano invece un record di 138mila tonnellate le nuove varietà, in particolare le varietà club, che aumentano del 37% rispetto al 2020.

Le gelate primaverili hanno certamente influito anche sui danni qualitativi, con calibri inferiori al 2020, ma comunque in linea con le annate precedenti e un ritardo della raccolta di circa una settimana nella maggior parte delle aree produttive italiane. Dal punto di vista fitosanitario non si rilevano problemi particolari.

La cimice asiatica risulta essere al momento meno presente del 2019 ma la popolazione sembra maggiore dello scorso anno e quindi la situazione è monitorata con molta attenzione.

Ad oggi si può prevedere una quantità di mele destinate al mercato fresco di 1.769.377 tonnellate in leggero calo rispetto allo scorso anno, un volume 6% inferiore allo scorso anno e 8% inferiore alla media dei cinque anni precedenti (tranne il 2017).

Le prospettive per la stagione 2021-2022
Al momento, i dati di Prognosfruit ci permettono di avere delle aspettative abbastanza buone per la stagione commerciale 2021-2022, anche se certamente non come nelle precedenti due annate. La produzione attesa è regolare, in linea con la media degli anni precedenti nonostante le gelate primaverili e forte grandinate che hanno colpito diverse aree produttive, in Italia così come in Europa. 
Le condizioni climatiche al momento più fresche e il leggero ritardo nello sviluppo potrebbero favorire un recupero del calibro dei frutti. 

Ad oggi si può prevedere una quantità di mele destinate al mercato fresco di 1.769.377 tonnellate, in leggero calo rispetto allo scorso anno (-6%) e alla media dei cinque anni precedenti (-8%) (escluso il 2017).
Da notare una produzione sempre alta per la Gala in Europa mentre la varietà principale Golden delicious rimane stabile, bensì con una bassa produzione rispetto alla media degli anni precedenti. 
La raccolta si stima molto buona in Polonia, paese fondamentale nel determinare l'equilibrio del mercato europeo. Con la crescita della raccolta polacca aumenta la competizione per i volumi di varietà sul mercato export oltre al volume destinato al settore della trasformazione, settore che appare al momento abbastanza recettivo.

Anche la Spagna segna una maggiore produzione che di conseguenza porta maggiore livello di competizione per l'export italiano. In tal senso la disponibilità di calibri medi, apprezzati da diversi mercati, rappresenta un elemento importante di aiuto per il settore.
Per le vendite nel 2021 bisogna tenere monitorata la situazione trasporti, soprattutto quelle oltremare dove c'è ancora mancanza di container per il settore ortofrutta in generale.

Sempre più importante rimane anche la produzione biologica di mele, un settore che vede Italia come protagonista in Europa, dove si è registrata una crescita importante dai 5% nel 2018 al 9% nel 2020, oltre ai quasi 10% stimati per il 2021. In questo caso sia a livello nazionale che europeo bisognerà monitorare e sostenere le dinamiche di consumo al fine di garantire il corretto differenziale di prezzo.

I piani di vendita del 2020-2021 sono stati ben rispettati e la campagna commerciale si avvia alla sua fase finale senza particolari problemi, con l'obiettivo di terminare le giacenze di mele del raccolto 2020 entro settembre e aprire così la prossima annata nelle migliori condizioni.

Il settore melicolo italiano continua a lavorare per migliorare gli aspetti ambientali, oltre agli aspetti sociali ed economici della sostenibilità delle produzioni, forte di una organizzazione che favorisce l'adozione di strategie e decisioni che fondamentali sia l'ambiente che la redditività dei produttori, obiettivi di spiccato significato nella nuova Politica agricola comunitaria appena approvata.

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