Emilia-Romagna, un progetto di rilancio a difesa della pera Igp

Nasce la nuova associazione di organizzazioni di produttori con l'obiettivo di rafforzare il marchio e promuoverne qualità e riconoscibilità sui mercati nazionali e internazionali. Dalla Regione oltre 2,3 milioni di euro per il biennio 2021-2022

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Pera, più resistente e tollerante alle avversità (Foto di archivio)
Fonte foto: © Alessio Orrù - Fotolia

La pera Igp dell'Emilia-Romagna è al centro di un progetto di rilancio, con una nascente Associazione di organizzazioni di produttori, e una sperimentazione innovativa.

Per sostenere la nuova Aop, la Regione investirà oltre 2,3 milioni di euro nel biennio 2021-2022. E per rendere questo frutto più resistente e tollerante alle avversità, i Consorzi fitosanitari di Modena e di Reggio Emilia, con un cofinanziamento della Regione, stanno lavorando a un progetto innovativo per difendere le pere dalla maculatura bruna, avversità che ha colpito duro negli ultimi due anni.
 

Il progetto di rilancio

Già a partire da quest'anno, la Regione finanzierà con 120mila euro la nuova Aop pera che, anche mettendo insieme i due progetti Opera e Origine Group che si erano sviluppati in parallelo per il rilancio del frutto, aggregherà tutti i produttori dell'Emilia-Romagna per rafforzare lo sviluppo della pera Igp e quindi la qualità e riconoscibilità del frutto.

Nel 2022 altri 2,2 milioni di euro saranno disponibili per sostenere la certificazione del prodotto Igp come catalizzatore comune del processo di valorizzazione del prodotto e per promuovere le pere dell'Emilia-Romagna sui mercati nazionali e internazionali. Obiettivo è portare a raddoppiare la produzione certificata, da meno di 4mila a 8mila tonnellate, e certificare almeno il 35% della produzione controllata dall'Aop.


La sperimentazione scientifica

Sul fronte della sperimentazione scientifica, la Regione ha cofinanziato ai Consorzi fitosanitari di Modena e di Reggio Emilia un progetto innovativo per individuare tecniche di difesa alternative ai fitofarmaci basate sull'applicazione delle più moderne biotecnologie.

Il programma di lavoro punta a sviluppare preparati per applicazioni esterne di spray a base di Rna in grado di contrastare l'attacco dello Stemphylium vesicarium, agente della maculatura bruna, malattia che ha determinato gravi danni alle produzioni negli ultimi due anni. Questo sistema si basa su un meccanismo di riconoscimento e successiva inibizione di alcuni geni specifici.

I primi risultati della ricerca si inizieranno a vedere già nel 2023 dopo le valutazioni di laboratorio, di serra e poi, in condizioni controllate, anche di campo dove saranno svolti test di efficacia dello spray su foglie e frutti. Tutta la linea di ricerca è a livello sperimentale e, se i riscontri saranno positivi, si potrà passare successivamente al trasferimento della nuova metodologia in campo.
 

La presentazione del piano di rilancio

Il piano è stato presentato, lo scorso 14 giugno, dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme all'assessore regionale all'Agricoltura, Alessio Mammi. Presenti il presidente del Cso, Paolo Bruni e il direttore scientifico Agroter e responsabile del progetto, Roberto Della Casa. Collegati anche l'europarlamentare Paolo De Castro, il presidente del Consorzio della pera dell'Emilia-Romagna Igp, Adriano Aldrovandi, e il rappresentante delle imprese aderenti al progetto, Mauro Grossi.

"L'ortofrutta è un settore strategico per l'agroalimentare della nostra regione - hanno affermato Bonaccini e Mammi- e la pera è una delle eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale. Per questo la costituzione di un'associazione di organizzazioni di produttori che ne custodisca e ne sviluppi tutto il potenziale rappresenta un asset economico di rilievo e da sostenere. E oltre ai primi 2,3 milioni di euro di investimento nel biennio continueremo ad appoggiare il progetto con altri fondi fino a tutto il 2024. Parliamo di oltre 15mila addetti, del 35% della produzione lorda vendibile regionale, di 18mila e 900 ettari coltivati, quindi occupazione e capacità imprenditoriale, valori che dobbiamo garantire anche guardando al futuro sviluppo della nostra agricoltura".

"La novità di questa progettualità - ha spiegato Della Casa - è rappresentata dall'utilizzo delle funzionalità previste dal Regolamento Omnibus per favorire l'aggregazione fra imprese. Quest'ultima avrà come elemento comune fra i partecipanti lo sviluppo dell'indicazione geografica protetta sulla pera Igp. La nascita di una Aop si occuperà prioritariamente dello sviluppo e del controllo della qualità delle pere su base collettiva insieme al governo dell'immissione sul mercato del prodotto".

"La situazione di grave crisi del comparto - ha concluso Grossi - ha compattato il sistema imprenditoriale attorno a un progetto che aggrega i nostri tratti comuni legati a una frutticoltura di qualità rispettando le peculiarità distintive delle singole imprese".
 

Perdite del comparto, tra cambiamento climatico e parassiti

In Emilia-Romagna le perdite stimate nel 2019 hanno raggiunto un valore complessivo di oltre 206 milioni di euro. La stagione del 2020 si è presentata in linea con l'annata precedente facendo registrare un danno economico totale di oltre 85 milioni di euro per la sola varietà Abate Fetèl, che rappresenta il 50% della produzione regionale di pere.

Per il 2021 da gennaio a giugno, causa le gelate tardive, le perdite ammontano complessivamente a oltre 430 milioni di euro. Le perdite di reddito vedono come primi fattori causali i cambiamenti climatici, sempre più intensi, e gli attacchi da cimice asiatica e da maculatura bruna.

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