Lazio, altre ventiquattro varietà nel Registro delle risorse genetiche a rischio erosione

L'iscrizione, realizzata dall'Arsial, riconosce come varietà autoctone da tutelare due cultivar antiche di ortive e ventidue di piante arboree da frutto

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Pero varietà Cocuzzara con i frutti, una delle nuove varietà inserite nel Registro delle risorse genetiche a rischio erosione del Lazio
Fonte foto: Arsial

Continua l'attività di tutela e promozione della biodiversità agraria nel Lazio, portata avanti da vent'anni dall'Arsial, l'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura del Lazio.

Dopo l'inserimento di due vitigni autoctoni, l'uva Giulia e il Maturano nero, nel Registro nazionale delle varietà di vite da vino di questa estate, ora è la volta di ventiquattro varietà vegetali inserite nel Registro volontario regionale delle risorse a rischio erosione genetica.
 
Un risultato che è la parte conclusiva di un lavoro che va dal censimento sul territorio alla caratterizzazione morfologica e genetica, alle ricerche storiche sulle pratiche agricole e tradizionali dell'uso di queste risorse.

 Le nuove varietà inserite nel registro comprendono due specie erbacee orticole e ventidue piante arboree da frutto, e sono:
  • il Carciofo Ortano,
  • la Favetta di Aquino,
  • l'Albicocco di Velletri,
  • la Cerasa a Sacco,
  • la Ciliegia Crognalina di Marcellina,
  • la Ciliegia Patrei nera,
  • la Ciliegia Patrei rossa,
  • la Pesca a Cuore,
  • la Susina Regina,
  • la Susina Rosina di Velletri,
  • la Mela Agostina,
  • la Mela Coppana,
  • la Mela gialla di Soriano,
  • la Mela Roscetta,
  • la Mela rossa di Carpineto,
  • la Mela rossa di Soriano,
  • la Mela San Giovanni dei Lepini,
  • la Pera Agostina,
  • la Pera Cucuzzara,
  • la Pera Cucuzzella,
  • la Pera Garofan,
  • la Pera invernale di Valle Imperiale,
  • la Pera Spadona Ciociara,
  • la Pera Urgnina.

L'inserimento nel Registro volontario regionale è la condizione indispensabile per la conservazione di una varietà vegetale o di una razza animale, che diventano tutelate dalla legge regionale n.15/2000 per la salvaguardia e la valorizzazione della biodiversità agricola regionale.

Legge che prevede la conservazione in situ, all'interno delle aziende degli agricoltori e allevatori custodi, la loro moltiplicazione e diffusione e la promozione culturale e commerciale.

Con le nuove iscrizioni, il numero delle risorse genetiche iscritte nel Registro volontario delle varietà sale così a ventiquattro, di cui 223 vegetali e ventitré animali.

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