Battistini Vivai, sempre pronti ai cambiamenti

Un'ampia gamma di prodotti per le diverse tipologie di ambiente e condizioni climatiche, facile da consultare anche online. Anche in un anno complesso come questo, l'azienda di Cesena cresce grazie a nuove idee e ad un atteggiamento positivo

Isabella Sanchi di Isabella Sanchi

Contenuto promosso da Vivai Piante Battistini Società Agricola
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Il direttore generale di Battistini Vivai, Giuliano Dradi, durante un open day
Fonte foto: Battistini Vivai

Anche da un anno come questo, pieno di sfide, si può imparare qualcosa restando il più possibile ottimisti. E' questo l'atteggiamento con cui Battistini Vivai ha affrontato il 2020 e che ha portato buoni frutti.

"Siamo riusciti a lavorare ottenendo buoni risultati - racconta ad AgroNotizie il direttore generale di Battistini Vivai Giuliano Dradi - seppur con tutte le difficoltà del caso, Ci sono state cancellazioni di ordini, problemi con i trasporti e difficoltà per il personale a venire al lavoro, però abbiamo cercato di fare in modo che le cose non creassero problemi a tutta la struttura e siamo andati avanti. Sono dell'idea che da ogni problematica si possa trovare un'alternativa che ci faccia crescere. E cerchiamo di trasmettere questo atteggiamento positivo sia ai nostri collaboratori che ai nostri colleghi".

E anche in quest'ottica da pochi giorni l'azienda ha rinnovato il sito, che ora permette di fare preventivi in modo semplice anche a chi ha problemi a spostarsi in questo periodo. Inoltre, grazie ai filtri, è ora possibile selezionare i prodotti con le caratteristiche che si preferiscono. "L'abbiamo fatto in modo tale che ognuno possa scegliere la tipologia di prodotto più adatta per il proprio settore. Ad esempio, si può scegliere la tipologia di frutto, l'epoca di maturazione, se precoce, intermedia o tardiva, se si tratta di una varietà autofertile o meno. Così i clienti possono fare le proprie valutazioni sulla base delle proprie esigenze".

"Riteniamo che le tecnologie siano utili e possano aiutare a lavorare meglio, soprattutto in questo momento caratterizzato dalla riduzione degli spostamenti. Da questo 2020 abbiamo imparato che il web ci aiuta tantissimo, in tutti i sensi".

I prodotti principali di Battistini Vivai sono portainnesti micropropagati, piante da frutto innestate, kiwi, piccoli frutti e frutta a guscio.

"Produciamo portinnesti micropropagati, soprattutto drupacee, inoltre varietà autoradicate come kiwi, noccioli, piccoli frutti ma anche ciliegi acidi e melograno e altre specie che possono dare una parvenza di minore importanza ma in realtà ognuna nella sua area è rilevante".
 

Piccoli frutti

"Tra i piccoli frutti che produciamo vi sono mirtillo, more, lampone, ribes e uva spina, è tutto materiale autoradicato - continua il direttore -. Solo per il mirtillo abbiamo una disponibilità di 15-16 varietà, che vengono prodotte in base alle esigenze diverse e alle richieste dei vari paesi. Ad esempio, per quanto riguarda i mirtilli, dipende dal fabbisogno di ore di freddo che può essere alto o basso a seconda se sono per il Nord o per il Sud. Per quanto riguarda i lamponi, ne abbiamo di uniferi o rifiorenti; questi ultimi sono i più richiesti".
 
Gupton, varietà di mirtillo di Battistini Vivai
Gupton, varietà di mirtillo di Battistini Vivai
(Fonte foto: Battistini Vivai)

Nelle aree del Nord, più fredde, le varietà di mirtillo protagoniste sono ancora Duke e Legacy, ma Battistini Vivai sta proponendo tre nuove varietà ai coltivatori: Gupton, New Hanover e Alix Blue. "Le abbiamo introdotte in vari mercati, stiamo vedendo un buon comportamento e abbiamo ricevuto feedback positivi. Per il Sud produciamo soprattutto Star che è una varietà a basso fabbisogno di ore di freddo".
 
New Hanover, varietà di mirtillo di Battistini Vivai
La varietà di mirtillo New Hanover di Battistini Vivai
(Fonte foto: Battistini Vivai)
 

Nocciolo

Uno dei punti di forza di Battistini Vivai è la produzione di nocciolo, sia per l'estero che per il mercato italiano. "Anche a seguito del progetto di Ismea, Ferrero e Civi Italia riceviamo una grande richiesta di piante di nocciolo. Siamo stati tra i primi a produrre del materiale certificato italiano, come attesta il cartellino che accompagna i nostri prodotti".
 

Kiwi

"Nonostante sia un momento complicato per il kiwi in Italia, a causa della batteriosi e della moria delle piante, continuiamo a produrre actinidia, soprattutto Hayward, in certi casi utilizzata anche per l'innesto delle varietà gialle o rosse, o quelle poco vigorose".
Attualmente è molto richiesto il nuovo portinnesto Bounty che, come sottolinea il direttore, "sembra che abbia caratteristiche di resistenza, ma è presto per dirlo perché è ancora molto giovane. Per avere risultati certi ci vogliono almeno altri due o tre anni, ma direi che qualche indicazione in questo senso si vede già".
 

I portinnesti

A livello di portinnesti l'azienda di Cesena produce soprattutto quelli delle drupacee, pesco, susino e albicocco, che a volte sono intercambiabili e a volte no, a seconda delle specie. Negli ultimi anni è cresciuto molto l'interesse per il mandorlo. "I portinnesti che venivano utilizzati per il pesco sono utilizzati anche per il mandorlo, soprattutto il GF677 e il Garnem® e se ne stanno provando altri. C'è una forte richiesta dal mercato spagnolo e nordafricano per il mandorlo, il primo prodotto a livello mondiale per quanto riguarda la frutta in guscio. In Italia ne piantiamo di meno, mentre in Spagna e in Nordafrica negli ultimi anni sono molte le superfici dedicate a questa pianta. Si sta provando anche il Krymsk® 86, adatto anche per susino e mandorlo, utilizzato negli Stati Uniti".

Sempre molto richiesti sono poi i portinnesti di ciliegio: "I Gisela 5® e Gisela 6® sono quelli che vanno per la maggiore soprattutto in ambienti medio freddi, non li troviamo nel Meridione. Di fianco a questi abbiamo i Maxma 14® e Maxma 60® che si continuano a produrre, ma abbiamo anche tre portinnesti nuovi che sono i Gisela 12®, i Gisela 13® e i Gisela 17® che invece sono un po' più vigorosi. Un Gisela 12® assomiglia a un Gisela 6® però ha un apparato radicale più profondo e con un ancoraggio migliore. Invece i 13 e 17 sono un po' più vigorosi, andrebbero meglio per gli ambienti meridionali, stiamo provando il loro comportamento".

"Abbiamo introdotto un'altra serie di portinnesti che vengono dall'Est Europa, si chiamano Krymsk® 5 e Krimsk® 6. Anche questi hanno un comportamento con un pochino maggior vigore di Gisela 5® e Gisela 6®, ma sono molto simili e potrebbero adattarsi anche agli ambienti meridionali. Li stiamo testando perché, mentre si sono sviluppati di più nell'Est Europa, nelle nostre zone non si sono mai sviluppati. Adesso si stanno diffondendo negli ambienti più nordici come Olanda, Belgio e Germania".

Continua inoltre la produzione di portinnesti di susino e di albicocco: per quest'ultima pianta specialmente l'azienda lavora con Mirabolano 29C.

 
Dradi Giuliano, Battistini Vivai
Dradi: "Cerchiamo di avere un'ampia gamma di prodotti: il nostro obiettivo è lavorare su tanti fronti e mai su uno unico"
(Fonte foto: Battistini Vivai)
 

Cambiamenti climatici

Il clima sta cambiando e notevoli sono gli effetti che si possono notare in agricoltura, anche a livello di frutticoltura. "Ora si coltivano prodotti in zone in cui prima non si pensava di coltivare, considerate marginali - racconta Dradi -. Con l'aiuto di portinnesti più idonei, che possono avere una rusticità e un'adattabilità diverse da quelle che utilizzavamo precedentemente, ora testiamo coltivazioni diverse in zone che prima non venivano prese in considerazione".

Possono cambiare anche i tipi di impianto. "Il ciliegio è sempre stato impiantato in Puglia, però con dei portinnesti molto vigorosi. Oggi è possibile fare un ceraseto con un sesto d'impianto un pochino più fitto, con piante non troppo grandi, non dico di arrivare a fare un impianto super-intensivo come fanno nelle zone del Nord Italia o in Europa, ma un impianto intensivo con delle piante più ridotte che è possibile meccanizzare di più".

"Tutto questo però deve essere testato, provato e non basta solo il portinnesto, bisogna capire quale varietà è meglio scegliere, l'adattabilità, il sesto d'impianto e le tecniche di coltivazione, il lavoro non è mai finito".

"Cerchiamo di avere un'ampia gamma di prodotti perché il nostro obiettivo è quello di lavorare su tanti fronti e mai su uno unico - conclude Dradi -. Esportiamo circa il 58% della nostra produzione non solo in Europa, ma anche nei paesi extra europei: in Est Europa, Russia ma anche in paesi più caldi come il Nordafrica, o l'Azerbaijan, la Giordania e l'Armenia, quindi abbiamo dei prodotti diversi per i diversi ambienti".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: frutticoltura piccoli frutti cambiamenti climatici vivaismo

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