Eurocastanea 2020, il punto sulla castanicoltura europea

L'European chestnut network ha organizzato lo scorso 7 ottobre il webinar sulle previsioni di raccolta di castagne e marroni, sulle prospettive di mercato in Europa e sull'impatto della crisi sanitaria Covid-19

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Eurocastanea: la produzione in Italia sarà in linea o di poco superiore a quello del 2019, vista la differenza produttiva fra le diverse regioni
Fonte foto: © Vera Kuttelvaserova - Adobe Stock

La gestione  del  cinipide del castagno, lo sviluppo degli impianti di nuovi castagneti e le prospettive di produzione 2020. Sono questi i tre temi principali emersi in occasione del primo webinar "Eurocastanea 2020" dell'European chestnut network, la rete europea del castagno che ha visto una settantina di operatori del settore delle castagne riunirsi online lo scorso 7 ottobre.

Produttori, commercianti, ricercatori, Consorzi di valorizzazione Dop e Igp si sono collegati da Austria, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Marocco e Cile per seguire la conferenza online sulla campagna in corso e sull'impatto e il consumo nella campagna in epoca di pandemia.

La gestione  del  cinipide del castagno

Tutti i paesi europei hanno  adottato  un protocollo per la gestione biologica di cinipide attraverso l'introduzione di Torymus sinensis. Il metodo, risultato efficace, consente un buon controllo del parassita che, in passato, ha causato perdite significative nella produzione. Ciò ha consentito in particolare all'Italia di tornare ad un elevato potenziale produttivo. Tuttavia, Spagna, Portogallo e la regione del Limosino in Francia stanno ancora registrando perdite di resa, poiché le popolazioni di parassita e antagonista non sono ancora in equilibrio.

Lo sviluppo degli impianti di nuovi castagneti
La dinamica relativa a nuovi impianti di castagneti, avviata in molte regioni del Portogallo, nel Nord della Spagna e in Francia di fronte a un mercato che risulta essere deficitario e della domanda che tende ad aumentare.

Prospettive di produzione 2020 
Il Portogallo stima che la sua produzione sarà di 36mila tonnellate, con calibri medi e buona qualità. La sua produzione è in aumento con l'entrata in produzione di nuovi impianti.

In Francia si registra un raccolto abbastanza buono nel Sud-Est. È più scarso nel Sud-Ovest.

Si stima che il raccolto in Italia sarà in linea o di poco superiore a quello del 2019 vista la differenza produttiva fra le diverse regioni, alcune in aumento, altre in diminuzione.

La produzione prevista per la Spagna è di circa 28mila tonnellate e sarà in deficit a causa delle perdite legate al cinipide galligeno.

Infine, l'Austria sta vedendo aumentare la propria  produzione, nuovi frutteti stanno gradualmente entrando in produzione. Ma i volumi raccolti rimangono inferiori a quelli di altri paesi produttori dell'Ue.

Problemi comuni
Durante il webinar sono stati evidenziati temi comuni dai rappresentanti dei cinque paesi della rete Eurocastanea. Il primo argomento è il controllo delle malattie (cancro della corteccia, marciume dei frutti, mal dell'inchiostro) dovute ai cambiamenti climatici, ai periodi estivi caldi e secchi. 
Secondo punto importante, la definizione di una strategia di gestione in rapporto ai cambiamenti climatici e dell'acqua è essenziale per una produzione sostenibile.
Infine, gli stakeholder di ogni paese hanno riconosciuto che è essenziale stimolare il mercato e soprattutto il consumo  di castagne e marroni comunicandone il valore, soprattutto ai giovani.

Il webinar ha sostituito  le Giornate europee della castagna che avrebbero dovuto svolgersi nella Nuova Aquitania (Limosino) lo scorso settembre. L'incontro annuale di produttori, operatori di marketing, trasformatori e ricercatori del mondo castanicolo è stato rinviato a settembre 2021. 

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