Nocciola romana Dop, verso la modifica del disciplinare

La richiesta di variazione riguarda la densità di impianto, i locali di stoccaggio, le cultivar utilizzabili e le tipologie di prodotto commercializzabili

nocciole-nocciola-by-grafvision-fotolia-750x500.jpeg

Proposta di un nuovo disciplinare per la Nocciola romana Dop (Foto di archivio)
Fonte foto: © Grafvision - Fotolia

Novità in vista per la Nocciola romana Dop, una delle produzioni di eccellenza della corilicoltura laziale. Una produzione storica praticata sin dall'antichità e consolidata nei secoli, con forti connessioni con l'enogastronomia e la pasticceria tradizionale.

E' stata infatti presentata dagli operatori del settore una proposta di modifica al disciplinare di produzione per cercare di aumentare la competitività e di andare incontro alle esigenze del mercato.

I punti per i quali sono state proposte delle modifiche sono la densità di impianto, lo stoccaggio, le varietà di nocciolo usabili e le forme di commercializzazione in cui possono essere vendute le nocciole.

Riguardo alla densità di impianto la richiesta va verso una maggiore intensificazione, fissando il limite a 800 piante per ettaro per i nuovi impianti e tra 150 e 650 piante per quelli già esistenti.

Per la conservazione delle nocciole invece è stato chiesto che lo stoccaggio del prodotto possa avvenire soltanto in locali che consentono il controllo puntuale della temperatura e dell'umidità, ponendo fine all'utilizzo delle tradizionali 'finestre e aeratori' impiegati in passato, che non garantivano una costante qualità del prodotto.

Riguardo alle varietà di nocciolo ammesse, è stato richiesto di abbassare la percentuale delle due varietà caratteristiche - Tonda gentile romanaNocchione - dal 90% all'80% e permettere di inserire altre cultivar nel restante 20%. Potranno quindi essere usate la Tonda di Giffoni e Barrettona come avveniva in passato, ma anche altre varietà autoctone e non autoctone.

Per le tipologie di prodotto commercializzabili la richiesta è di ampliarle permettendo la certificazione di nocciole in guscio, tostate, sgusciate, tostate sgusciate e tostate pelate, purché rispondano alla caratteristiche organolettiche tipiche.

Resta invece inalterato l'areale di produzione che interessa soprattutto il viterbese e le zone vulcaniche dell'alto Lazio, in 37 comuni tutti ricadenti nelle provinci di Viterbo e Roma.

La proposta di modifica è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale il 7 luglio scorso in attesa delle osservazioni da parte dei soggetti interessati che, adeguatamente motivate, dovranno pervenire al Mipaaf entro 60 giorni dalla data di pubblicazione.

Decorsi i 60 giorni di termine, dopo la valutazione delle osservazioni pervenute o in assenza di queste, la proposta sarà notificata alla Commissione europea per la registrazione.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 239.554 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner