Meps: il meleto del futuro che rispetta la salute e l'ambiente

Le innovazioni della misura 16 del Psr

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Misura 16.1.01 del Psr 2014-2020 della Regione Emilia Romagna
Fonte foto: Agronotizie

Il progetto Meps (Meleto pedonabilesostenibile), che ha coinvolto il Consorzio innovazione frutta (capofila), Apot e Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige (Trento), della durata di tre anni (2017-2020), ha lo scopo principale di individuare tipologie di allevamento del melo adatte alle diverse aziende frutticole trentine, per lo più di piccole dimensioni (superficie media inferiore a 1 ettaro), a gestione familiare, con meleti in pendenza e spesso vicino ai centri abitati.

Sostenibilità-rapporto corretto salute, ambiente e cittadino-aumento della qualità delle produzioni sono il filo conduttore di Meps che ha portato ai seguenti vantaggi: riduzione dei trattamenti fitosanitari con coperture e tecniche tarate sulle singole varietà di mela; eliminazione dei diradamenti in maniera naturale; diminuzione dell'uso di diserbanti; contenimento della deriva.

Il progetto ha valutato: la parete stretta pedonabile, le reti antigrandine e antipioggia, la sostituzione del diserbo chimico e l'utilizzo di impianti fissi di irrigazione adattati per i trattamenti fitosanitari sovrachioma, con l'impiego di impianti non rumorosi e utilizzabili anche di notte.

 
Meleto allevamento a Guyot
Progetto Meps: Meleto pedonabile sostenibile
(Fonte foto: Consorzio innovazione frutta)

Allo scopo, le piante sono allevate con il sistema a Guyot utilizzato per il vigneto, che prevede un fusto verticale posto in orizzontale e rami orizzontali posti in verticale. Si tratta di una struttura praticamente bidimensionale che non si apre sui lati, dello spessore di 40 cm. La bidimensionalità del meleto consente semplicità di gestione di tutte le operazioni colturali e dà una resa alla raccolta comparabile o superiore del 25-30% (in funzione della varietà utilizzata), rispetto al sistema classico di allevamento a spindel o fusetto.

Inoltre, la facilità di bagnatura delle piante mantiene un migliore stato sanitario del frutteto, con una minore richiesta di interventi, meno pressione per i trattamenti - con possibilità di escludere la ventola dell'atomizzatore - e minori volumi d'acqua, limitando il problema della deriva.

Infine, il limitato spessore e la contenuta altezza della parete garantiscono una maggiore sicurezza anche per gli operatori che non devono utilizzare scale o carri per la raccolta.

 
Allevamento a Guyot di meleto
Piante allevate con il sistema a Guyot
(Fonte foto: Consorzio innovazione frutta)

Nel caso dell'impiego della varietà Galant ticchiolatura-resistente, o di altre nuove varietà ticchiolatura resistenti coltivate in Trentino (Isaaq, Ueb 6581) è possibile ridurre costantemente i trattamenti fitosanitari grazie anche alla barriera ecologica realizzata con le reti multitasking testate (antigrandine-controllo di ticchiolatura, cimici, carpocapsa, eccetera -che regolano la cascola dei frutti).

Per aumentare ulteriormente la sostenibilità del meleto, infine, il progetto ha verificato che l'impiego di pali in legno e/o corten richiede un investimento maggiore rispetto al cemento, ma un minor costo di smaltimento.

Per maggiori informazioni visita questa pagina
Contatto per informazioni: info@cif.tn.it

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Le innovazioni della misura 16 del Psr
Piccoli progetti che cambiano dal basso l'agricoltura italiana

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