Frutticoltura nel Sud Italia, cosa serve per rinnovare?

Il 10 ottobre 2019, all'interno di Agrilevante, il convegno 'Frutticoltura nel meridione: tradizione e innovazione per il mercato'. Guarda il video dell'evento organizzato da Vivai Spinelli e Ips-International plant selection

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Albicocco, pesco, ciliegio e mandorlo: quattro specie alla ricerca d'innovazione per dare nuove opportunità all'agricoltore del Sud Italia
Fonte foto: © Vivai Spinelli

La frutticoltura italiana vive da alcuni anni crescenti difficoltà, che rendono difficile coltivare le piante da frutto e produrre con il giusto reddito. Per sostenere adeguatamente tutte le sfide che oggi un imprenditore agricolo deve affrontare è fondamentale l'innovazione (genetica, agronomica, tecnologica, fitosanitaria e nel post-raccolta).
Il 10 ottobre 2019 all'interno di Agrilevante - fiera organizzata da FederUnacoma in collaborazione con la Fiera del Levante -, manifestazione dedicata all'agricoltura meridionale che si è tenuta a Bari dal 10 al 13 ottobre 2019, si è tenuto il convegno 'Frutticoltura nel meridione: tradizione e innovazione per il mercato', con lo scopo di dare informazioni ai frutticoltori del Sud Italia relativamente a quali sono le principali novità che possono essere usate dal frutticoltore per rendere la propria produzione sostenibile ed adeguata alle esigenze del mercato moderno.
Le aziende che si sono succedute al tavolo dei relatori sono state Ips-International plant selection, Vivai Spinelli, Agrintech, Biovegetal ed Unitec.

International plant selection si occupa di selezione varietale sulle seguenti specie: albicocco, pesco e nettarina, susino e ciliegio. Lavora con diversi breeder sparsi in tutto il mondo: Zaiger's genetics per le drupacee in genere (Usa), Newcot per albicocche (Francia), Stargrow per le susine (Sudafrica), Pico Svc-Summerland per ciliegie (Canada) e Global fruit per le nettarine (Spagna).

"Grazie alla nostra attività di ricerca delle varietà - spiega Edwige Remy di Ips -, di miglioramento genetico, di sperimentazione e d'osservazione abbiamo individuato delle nuove varietà che si adattano molto bene alle condizioni pedoclimatiche del Sud Italia e che rispondono perfettamente alle esigenze del mercato di oggi. Tra le albicocche segnaliamo M 27.12, Rubyngo® Rubissia* e Rubyngo® Rubely*: rosse, buona pezzatura, buone da mangiare, autofertili e resistenti alla Sharka. Tra le ciliegie abbiamo Royal Tioga*, Royal Lafayette® e Royal Edie*. Nelle nettarine segnaliamo Honey Sugar® per la tipologia gialla e Big White® ZAI 877 NB* per quella bianca. Nel pesco le novità sono Royal Maid per la tipologia gialla e Blanto® per quella bianca.
Se vogliamo differenziare l'offerta, puntando su altre specie, si segnala il mandorlo come pianta emergente. Tra le varietà una delle principali novità è Independence® Alm21: albero vigoroso, a fioritura precoce, autofertile, con elevata e costante produzione. Il frutto presenta guscio morbido, dimensione medio-grande, elevata qualità, colore chiaro e sapore dolce. Matura la terza decade di agosto. La raccolta avviene in un solo passaggio grazie ad una produzione molto concentrata"
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Guarda il video integrale del convegno 'Frutticoltura nel meridione: tradizione e innovazione per il mercato' che si è tenuto il 10 ottobre 2019 a Bari, organizzato da Vivai Spinelli e Ips-International plant selection. Il video è stato realizzato dallo staff di Agrilevante ed è stato fornito ad AgroNotizie dai Vivai Spinelli

Parter di Ips sono i Vivai Spinelli, organizzatori assieme a Ips del convegno. "Assieme alle varietà anche i portinnesti (portainnesti) rappresentano un elemento chiave per una corretta e sostenibile produzione" spiega Vito Spinelli. "Da lui dipendono la resistenza agli aspetti pedoclimatici avversi dell'intera pianta. Inoltre il portinnesto condiziona molto il ciclo colturale, influenzando i tempi di maturazione e raccolta della frutta. Anche in questo campo le novità sono tante. Il nostro vivaio produce sia portinnesti da seme che portinnesti micropropagati. I primi sono originati da seme delle stesse specie o affini e sono oggi utilizzati per le fruttifere in mancanza di specifici portinnesti clonali o in particolari situazioni critiche (come ad esempio la limitata disponibilità idrica, comune nel meridione). In quest'ambito suggeriamo Don Carlo (nel mandorlo), Prunus mahaleb (nel ciliegio), Prunus montclar e Prunus missour (nel pesco, albicocco e susino), Mirabolano da seme (nell'albicocco e susino)".

"I portinnesti micropropagati - continua - sono ustai per scopi mirati e sono caratterizzati da specifici requisiti. Adatti per realizzare impianti più uniformi e performanti. Idonei per terreni con caratteristiche limitanti. Sono rersistenti e/o tolleranti a presenza di nematodi e malattie fungine. In quest'ambito ricordiamo GF 677 per ricercare un'elevata produttività, Garmen® GxN 15* per ricercare resistenza alla clorosi ferrica ed ai nematodi del genere Meloidogyne (oltre che al ristoppio), Cadaman® Avimag* per avere ottima pezzatura e colorazione dei frutti, Mirabolano 29C per ricercare tolleranza ai terreni aridi o soggetti ad asfissia, Adarà* per ricercare resistenza ad Armillaria, Gisela® 6 per impianti super intensivi e la serie Rootpac® (leggi l'articolo su AgroNotizie del 2014) per impianti super intensivi e per la tolleranza al ristagno idrico".

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