Re-Cereal, conclusioni del progetto su miglio e grano saraceno

Gettate le basi per il miglioramento genetico delle due colture, con l'obiettivo di sviluppare nuove varietà che rispondano meglio alle esigenze di campo e che siano più performanti al momento della trasformazione

Barbara Righini di Barbara Righini

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I ricercatori hanno dimostrato che per entrambe le colture esistono significative differenze fra le varietà
Fonte foto: Dr. Schär

Miglio e grano saraceno, colture promettenti nell'ambito del mercato che fa riferimento ai prodotti per celiaci. Proprio a queste due colture, cereali e pseudo cereali che facevano parte della tradizione, soprattutto in alcune zone d'Italia, è stato dedicato il progetto Re-Ceral di Dr. Schär. Il progetto è praticamente concluso, dopo trenta mesi di ricerche. All'équipe di ricercatori dell'azienda leader nella produzione di alimenti senza glutine sono stati concessi ancora alcuni mesi per approfondire il tema della lavorazione dell'avena, coltura sulla quale non è stato eseguito un lavoro di miglioramento genetico.
Re-Ceral è un progetto finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e interreg V-A Italia-Austria.

Diversi i risultati ottenuti nei due anni e mezzo che i ricercatori hanno avuto a disposizione, sono state infatti gettate le basi per il miglioramento genetico di miglio e grano saraceno con l'obiettivo di sviluppare nuove varietà che rispondano meglio alle esigenze di campo e soprattutto che siano più performanti al momento della trasformazione. Si è puntato in particolare su due varietà di grano saraceno e su tre di miglio. Con due anni di prove in campo e una quantità enorme di dati da analizzare, i ricercatori hanno dimostrato che per entrambe le colture esistono differenze significative fra le varietà per quanto riguarda le rese, il peso specifico, l'uniformità di maturazione il peso ettolitrico.

Per il grano saraceno sono state fatte prove in diverse località, in pianura nella zona di Udine e, sempre in Friuli Venezia Giulia, nella zona di Tolmezzo (prima collina), in montagna in Val Pusteria (Bz, Trentino Alto Adige) e in Carinzia (Austria meridionale).

"Per quanto riguarda le rese - ha raccontato ad AgroNotizie al telefono Silvano Ciani, Ricerca e innovazione di Dr. Schär  - possiamo dire che in pianura paga le alte temperature. Se consideriamo una media fra le due annate e fra le varie località si va da un minimo di 600 kg a ettaro fino a un massimo di 1.300. E' una coltura che non ha bisogno di grandi concimazioni, anzi, troppi principi nutritivi portano all'allettamento. Funziona bene come coltura intercalare o su terreni poco ricchi. Alla coltura successiva lascia una buona struttura e compete bene con le infestanti quindi non aumenta la banca seme.

Per il miglioramento genetico abbiamo lavorato sulla necessità di compattare la fioritura, molte varietà hanno infatti fioritura indeterminata e questo porta al fatto che sulla pianta ci sia un mix di semi a diversa maturazione, una condizione non ottimale per la trasformazione. Stiamo quindi concentrandoci su varietà determinate per fissare i caratteri tecnologici e la resa. Abbiamo anche stabilito che la densità di semina ottimale per il grano saraceno è di 250 semi per metro quadrato. Abbiamo poi visto che le proprietà tecnologiche cambiano significativamente in base alla zona di coltivazione. Il grano saraceno di montagna è tecnologicamente più performante"
.

Per il miglio le prove sono state fatte in tre località, sempre vicino a Udine, nei pressi di Brunico (Bz) e in Carinzia (Austria). Per quanto riguarda la produttività, come media fra le due annate di prove e fra le varie località, si va da un minimo di 1,6 tonnellate a ettaro fino a un massimo di 2,3 tonnellate, ma si sono avute punte di 4 tonnellate in prove parcellari nella zona di Brunico.

E' sempre Silvano Ciani a raccontare al telefono com'è andata: "Abbiamo visto che c'è una differenza significativa fra le varietà per quanto riguarda i cicli vegetativi, per la maturazione la forbice è fra i 70 e i 90 giorni. Il miglio ha un discreto potenziale produttivo anche in pianura. Se si vuole lavorare per la filiera del senza glutine noi consigliamo di inserirlo in rotazione con colture naturalmente senza glutine, per esempio il pisello proteico. Anche il miglio non è molto esigente per quanto riguarda l'apporto di sostanze nutritive. La densità di semina ottimale è di 200 semi a metro quadrato".

Per quanto riguarda le prove di lavorazione per il miglio è stato dimostrato che con innovativi processi termici (macinazione a freddo) è possibile limitare il rischio di ossidazione delle farine e dare loro stabilità mantenendo allo stesso tempo l'alto contenuto di antiossidanti.

Per un imprenditore agricolo che scelga di dedicare parte del suo terreno a grano saraceno o miglio è possibile conferire a Dr. Schär? E' proprio Silvano Ciani a chiarire: "Per quest'anno, 2019, i contratti di coltivazione sono già chiusi ma siamo sempre aperti a nuovi fornitori. Il momento giusto per mettersi in contatto è in autunno".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: cerealicoltura ricerca

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