C'è una strada, per l'innovazione in agricoltura.
E parte dal seme, un concentrato di tecnologia, natura e conoscenza.
Un messaggio chiaro, quello lanciato nel corso della Giornata dell'innovazione che Agroservice ha organizzato lo scorso 20 marzo a San Severino Marche (Mc), in collaborazione con il Consorzio Convase, promotore del marchio Cereali di Qualità.

"Innovare, investire e produrre", le tre linee guida spiegate da Giampaolo Pettinari, presidente di Isea - il marchio che identifica gli ibridi e le varietà sviluppate dal centro di ricerca aziendale - e dallo staff che ogni giorno lavora per portare in campo novità ed esperienza. A fianco di Isea, numerosi enti di ricerca con i quali sono stati avviati e tutt'ora in corso numerosi progetti: dal Crea IT alle Università di Ancona, Bari e Bologna. Le colture interessate sono principalmente cerealicole (come ad esempio grano duro, grano tenero, orzo, avena, triticale, farri) e leguminose (cece, lenticchia, pisello, favino).

Oltre alle approfondite relazioni tecniche, la giornata ha dato spazio all'inaugurazione del nuovo complesso isotermico composto da camere di crescita in grado di velocizzare il processo di selezione e miglioramento genetico delle varietà vegetali, realizzato grazie al contributo del "Comitato Sisma Centro Italia per l'impresa, il lavoro e l'innovazione". Il taglio del nastro è stato affidato al sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei. Sviluppato dalla Monti e C, con illuminazione C-Led, le camere consentiranno di velocizzare il processo di miglioramento genetico delle colture oggetto dell'attività di ricerca dell'azienda marchigiana.

Nel video seguente i presidenti di Agroservice e Ismea, rispettivamente Tommaso Brandoni e Giampaolo Pettinari, spiegano il significato della giornata e il supporto all'iniziativa Seme Certificato promossa da Assosementi.
 


Gli interventi della tavola rotonda
Presenti all'evento i principali rappresentanti della filiera alimentare italiana.

Tommaso Brandoni, presidente di Agroservice, ha aperto i lavori ricordando le "6 parole chiave per il futuro dell'agricoltura italiana: tracciabilità, ricerca, innovazione vegetale, biologico, Pac, tipicità".

Dal canto suo Assosementi, nella persona del presidente Giuseppe Carli, si è soffermato sull'importanza del seme certificato rendendosi disponibile a collaborare con tutti gli attori della filiera.

"Il seme certificato racchiude i risultati della ricerca e dell'innovazione vegetale che permettono di individuare varietà in grado di mantenere o incrementare gli standard produttivi nel rispetto della sostenibilità ambientale, ma anche di rispondere alla crescente richiesta del mercato di prodotti con elevati requisiti nutrizionali e salutistici. Il settore sementiero mette in campo ingenti sforzi economici per soddisfare queste richieste, ma deve poter contare sulla remunerazione di tali investimenti, che determinano ripercussioni positive su tutti gli anelli a seguire" ha continuato Carli, precisando che Assosementi sta collaborando con il ministero per tracciare un percorso di aggiornamento della legge sementiera per renderla al passo con i tempi e fornire gli strumenti necessari ad affrontare il futuro.
 
"Il futuro del settore primario nazionale passa necessariamente attraverso l'innovazione, che insieme alla ricerca è fondamentale per far fronte alle sfide che attendono i produttori agricoli, ma anche per migliorare la competitività dell'agricoltura in un contesto globale sempre più impegnativo, garantendo al contempo un uso sostenibile delle risorse e una crescente sicurezza alimentare", l'intervento del presidente della Copagri Franco Verrascina. "Altrettanto fondamentale, però, è che si instauri un rapporto diretto e biunivoco tra mondo della ricerca e mondo dell'agroalimentare, così da permettere il trasferimento delle conoscenze e consentire un reale progresso del settore primario".

Sull'innovazione si è soffermato anche Luigi Cattivelli del Crea. "L'innovazione - ha affermato - chiede ricerca e sviluppare creazione di conoscenza. Fra qualche settimana uscirà un paper firmato da 60 ricercatori (dall'Italia al Canada all'Australia) coordinati dal Crea, frutto di una ricerca di base dedicata al sequenziamento del genoma frumento duro: la ricerca di base è il saper leggere e saper scrivere, è un'innovazione per il futuro, le fondamenta per creare prototipi di piante e a seguire delle varietà da trasferire in campo. Occorre proprio questo: una nuova genetica italiana per il frumento duro. Non è possibile per l'Italia diventare un grande paese agricolo senza il know how di quello che coltiviamo. Il sequenziamento del genoma del frumento duro è una grande opportunità in questo senso".

"Il legislatore deve trovare una soluzione al problema per cui la ricerca non viene remunerata a causa del mancato pagamento delle royalty da parte degli agricoltori" è stato l'intervento di Vincenzo Acquafredda dello Studio legale Trevisan Cuonzo, mentre Mauro Di Zio della Cia si è concentrato sulla Politica agricola comune. "La nuova Pac deve sostenere l'innovazione: è necessario per tutelare settori importanti come quello dei cereali".

"Il seme certificato è una garanzia di tracciabilità. Il settore sementiero lavora per consentire agli agricoltori di ottenere il massimo dalle loro produzioni, ma è necessario fare sistema". Queste invece le parole di Claudio Campagna di Convase.

Per il pastificio Andriani alla Giornata dell'innovazione ha partecipato Luigi Manfredi: "Alla ricerca del settore sementiero chiediamo attenzione allo sviluppo di nuove varietà per aiutare gli agricoltori ad aumentare le rese e adatte alla pastificazione". Visto il crescente consumo di legumi, Andriani Spa si è posta come obiettivo quello di facilitare le rotazioni colturali sul territorio italiano, avvicendando la produzione soprattutto di cereali, e di fornire gli strumenti di supporto alle decisioni come legumi.net®, un sistema sviluppato da Hort@.

Un momento della Giornata dell'innovazione
Un momento della Giornata dell'innovazione
(Fonte foto: Cristiano Spadoni - AgroNotizie)

E ancora: "La competitività di tutta la filiera parte dal seme certificato che è sinonimo di valorizzazione del prodotto. L'innovazione va remunerata: ne abbiamo bisogno, lo dimostra l'indagine presentata da Associazione Coscioni e Cibo per la mente", le parole di Vincenzo Lenucci di Confagricoltura.

Presente all'incontro anche Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, il quale ha spiegato: "Il sistema delle deroghe è diventato la regola e non l'eccezione: questo ha disincentivato gli investimenti del settore sementiero nel biologico. Il tema vero è quello dell'adattabilità della semente all'ambito in cui avvengono le coltivazioni; sarebbe utile un lavoro sulle liste varietali adatte al bio".

"L'industria della trasformazione è legata a doppio filo con il settore sementiero. È continuo il confronto sulle nuove varietà frutto dell'innovazione, soprattutto quelle relative alle colture proteiche". Queste invece le parole di Mauro Fanin di Cereal Docks. "L'evoluzione della conoscenza, insieme all'intelligenza artificiale, potrà dare una risposta alla necessità - non più solo di alimentarci, ma soprattutto di - nutrirci".

"Il consumatore inizia a recepire l'importanza del seme certificato e i pastifici se ne stanno accorgendo. Un esempio concreto è la scelta di chiamare un nostro prodotto come la varietà che è stata utilizzata" ha affermato Federico Maccari di Pasta di Camerino, ricordando l'esperienza con Hammurabi.

Infine un'incitazione è arrivata da Patrizia Marcellini di Confcooperative: "Dovremo andare sempre più velocemente verso la digital farming e la blockchain. Dobbiamo correre! E abbiamo bisogno di una nuova strategia economica per l'agricoltura".