Una serra ipertecnologica dentro una scuola

Da progetto a realtà: la startup GH Zero ha messo a disposizione dei ragazzi dell'Istituto agrario Bonfantini di Novara il modulo pilota di serre che consente di coltivare indipendentemente dalle condizioni esterne. Le videointerviste raccolte all'inaugurazione

Barbara Righini di Barbara Righini

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L'interno della serra
Fonte foto: GH Zero

Ragazzi delle superiori alla prova come veri e propri ricercatori: installato all'Istituto agrario Bonfantini di Novara il modulo pilota di serre mobili innovative e ipertecnologiche cui lavoreranno, come alternanza scuola lavoro, proprio i giovani studenti dell'istituto. Il modulo è stato inaugurato, alla presenza delle autorità, lo scorso venerdì 22 marzo.

L'interno della serra
(Fonte foto: GH Zero)

In meno di un anno la startup innovativa GH Zero ha portato da progetto a realtà la serra che avrà applicazione nei settori agricolo e florovivaistico e che consente di coltivare indipendentemente dalle condizioni esterne. I moduli infatti sono adatti anche ad aree con climi rigidi o siccitosi e possono essere installati all'interno di aree dismesse, ai margini delle città. All'interno del primo modulo son al momento coltivate insalate, varie erbe aromatiche, ravanelli e sono in sperimentazione gli asparagi.
Si coltiva in atmosfera controllata (temperatura, umidità, CO2), su più piani sia in idroponica, sia in maniera classica su terra, a breve si sperimenterà l'aeroponica.
La serra è alimentata da pannelli fotovoltaici bifacciali mentre il nutrimento per le piante è garantito da un sistema di fertirrigazione e la soluzione nutritiva è un mix di biostimolanti e fertilizzanti Valagro.

L'azienda ha tenuto, all'interno del Bonfantini, incontri tecnici per spiegare i meccanismi d'azione dei biostimolanti. Nessuna fonte luminosa esterna: le piante crescono alla luce di lampade led con spettro luminoso specifico fornite dall'azienda partner del progetto Elmo Srl.

L'interno della serra
(Fonte foto: GH Zero)

"Penso che il fulcro di tutto sia proprio lo spettro luminoso, di solito le luci sono rosse o blu, qui abbiamo luci bianche che facilitano il lavoro e producono molto. Stiamo raccogliendo dati e con le lampade le piante producono più di quanto ci aspettavamo", ci ha raccontato Luca Bertolino, professore dell'Istituto Galileo Ferraris di Vercelli e coordinatore del progetto che è condiviso fra due istituti agrari.
I ragazzi avranno quindi la possibilità di sperimentare tecnologie molto avanzate e lo faranno raccogliendo dati e verificando ipotesi, lavoreranno su luci e frequenze, su diverse soluzioni nutritive, verificheranno i risultati. Tutti i dati sono coperti da segreto, gli studenti hanno firmato infatti un patto di riservatezza con l'azienda GH Zero perché, a differenza di altri progetti puramente sperimentali, la serra del Bonfatini è la prima di una serie di serre che saranno vendute.
 

Si tratta quindi di un progetto commerciale che punta alla sostenibilità ambientale, ma allo stesso tempo alla sostenibilità economica. "Per il 2019 abbiamo già commesse e pre-commesse - ci ha raccontato l'ad di GH Zero Massimiliano Caligara - per 2 milioni di euro". L'azienda piemontese sta inoltre dialogando con il ministero della Giustizia: "Il mio personale sogno - ha raccontato ancora Caligara - è di portare un giorno queste serre all'interno di istituti carcerari, un progetto produttivo e rieducativo allo stesso tempo".

Oltre ad attivare la coltivazione in aeroponica, fra gli sviluppi già pianificati c'è un impianto di fitodepurazione con microalge. In pratica, attraverso microalghe, saranno depurate le acque nere della fogna di Novara: tutta la sostanza organica che potrà essere recuperata sarà utilizzata per fertilizzare, l'acqua analizzata e depurata servirà per l'irrigazione mentre le microalghe serviranno anche alla produzione di ulteriore energia elettrica. L'impianto di fitodepurazione sarà operativo da maggio.