Mele, a scuola di sostenibilità

Pubblicato il settimo aggiornamento della Dichiarazione ambientale di prodotto da parte di Assomela. Dati alla mano, la mela italiana dimostra di essere una produzione rispettosa del territorio e delle sue risorse

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La prima Dichiarazione per le mele risale al 2012 ed ha rappresentato uno dei primi casi di comunicazione di questo tipo da parte di un intero settore produttivo e non di una singola azienda come avviene solitamente
Fonte foto: © sara - Fotolia

Il tema della sostenibilità e nello specifico quella ambientale è ormai da anni nell'agenda dei melicoltori italiani, tanto che Assomela ha pubblicato il settimo aggiornamento della Dichiarazione ambientale di prodotto delle mele italiane.

Condotto sui valori medi della campagna 2017 delle quattro Op del Trentino Alto Adige (Vog/Marlene, Vip/Val Venosta, Melinda e La Trentina) e sulle cinque varietà più rilevanti in termini di produzione (Golden Delicious, Gala, Red Delicious, Fuji e Granny Smith) che costituiscono complessivamente il 77% della produzione totale di mele delle Op interessate dallo studio, contiene la quantificazione degli impatti ambientali associati al ciclo di vita delle mele.

La quota più importante delle mele coltivate e commercializzate dalle Op viene prodotta nel rispetto dei disciplinari di produzione integrata nazionale e provinciale, mentre la restante parte, pari a circa il 5%, segue la regolamentazione comunitaria della produzione biologica.

Elaborata con il supporto tecnico di Life cycle engineering, la dichiarazione ambientale di prodotto segue le regole del Sistema internazionale EPD® e i dati presentati sono stati calcolati attraverso la metodologia dell'Analisi del ciclo di vita (Life cycle assessment - Lca), che prevede lo studio degli impatti delle attività svolte in tutte le fasi della filiera che vanno dall'impianto del frutteto fino alla distribuzione del prodotto al consumatore. I risultati, comunicati attraverso degli indicatori di sintesi, si riferiscono all'unità funzionale di 1 kg di mele vendute sfuse, intese per il consumo fresco.

Dai dati pubblicati nell'EPD 2018 emerge che per produrre un kg di mele vengono emessi circa 180 g di CO2eq dovuti per il 35% alla fase di stabilimento e confezionamento, per il 30% a quella di distribuzione, per il 25% alla fase agricola, e per la restante parte al packaging e alle operazioni di fine vita. Il consumo di acqua, di circa 60 litri per kg di mele, è invece concentrato quasi interamente nella fase di produzione delle materie prime agricole (97%).

E' possibile scaricare la Dichiarazione in italiano, inglese e tedesco a questo link.

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